Insieme ai tour dei murales, guidati dai ragazzi delle scuole superiori del Paese, agli incontri sull’arte del cucito e cucina territoriale con le signore del luogo, agli eventi di Street Food con le pietanze tipiche preparate ed offerti dagli stessi civitesi, alle mostre, proiezioni e concerti dentro e intorno al noto Castello che ispirò Manzoni per l’Innominato dei Promessi Sposi, i veri protagonisti del festival diretto da Alice Pasquini, gli street artist dell’edizione 2018, hanno proiettato il paese in un’autentica atmosfera underground grazie al lavoro di live painting sui muri e spazi concessi per l’occasione.
Se 2501, arrivato da Milano, ha utilizzato strisce e linee per definire sulla fiancata di un intero palazzo la relazione simbiotica tra spazio positivo e negativo a partire da un nido ubicato nel sotto tetto, il lodigiano Alberonero, affascinato dalla parte alta del borgo “en plein air” ha lavorato sulla visuale di una prospettiva ribaltata mediante un’installazione a base di reticolati metallici, specchi e colori cromatici in differenti nuances. Narrativa è invece l’opera dell’artista di origini napoletane MP5, che riflette maestosamente su due pareti ad angolo la storia del Paese, in una citazione simbolica dei disastri geologici a cui è stato sottoposto nel corso del tempo (in ultimo, la frana di un anno fa) e la forza dei cittadini ad andare oltre affrontando il presente in modo resiliente. Infine il romano Brus si è cimentato in una doppia prova calligrafica in bianco e nero su murales e di colori con happening a sorpresa su un mezzo di trasporto collettivo. Le performance estemporanee di Napal e Uno, in omaggio alla convivialità dei civitesi e al giurista Vincenzo Cuoco, originario di Civitacampomarano, hanno cementato il senso di aggregazione e comunicazione tra arte e luoghi per una rinascita che parte dalle persone, prima ancora delle Istituzioni.
CVTà Street Fest – ha dichiarato il sindaco Paolo Manuele - è un evento che sta crescendo ogni anno di più e in questa edizione la partecipazione è stata decisamente superiore alle precedenti, senza contare la particolare attenzione riservata all’iniziativa, oramai da tre anni, dai media nazionali ed internazionali. Una chiave di successo che non è solo nelle meravigliose opere realizzate ma soprattutto nello spirito con cui ciascuno partecipa, l'amare la propria Comunità, pensare ad una prospettiva di futuro.
Siamo riusciti a fortificare e potenziare un paese che stava scomparendo – continua Chef Rubio, impegnato con Alessia di Risio nella mostra itinerante “Baciamo le mano” - e ci auguriamo che questa operazione possa aiutare in qualche modo a conservare e meglio valorizzare le tradizioni presenti in tutto questo territorio.
Essere chiamata per caso a ridipingere scene di vita dove la vita non c’era più – afferma la direttrice artistica Alice Pasquini – è stato un input decisivo per poter far confluire il nostro lavoro artistico in una manifestazione collettiva che è riuscita a coinvolgere non solo la stessa comunità, ma numerose persone giunte appositamente da ogni parte d’Italia e non solo: quello che ancora ci meraviglia e sorprende è l’attenzione di turisti stranieri che si organizzano mesi prima per vivere e condividere insieme a noi uno scambio di esperienze e cultura.
Dai 3500 abitanti del dopoguerra ai 1000 dei primi anni Novanta, la popolazione odierna di Civita conta meno di 400 anime ma è stato proprio questo festival a far riprendere alcune attività commerciali con l’apertura di un forno, una gelateria ed una macelleria, oltre a far confluire dall’estero una serie di richieste di immobili (in primis gli Inglesi) da acquisire e ristrutturare. Un risultato significativo se si considera come la manodopera volontaria e l’entusiasmo siano, in assoluto, i principali motori del CVTà STREET FEST.
CVTà Street Fest ringrazia il Comune di Civitacampomarano, la Pro Loco “Vincenzo Cuoco”, Birra Peroni e gli abitanti di Civita per il supporto prima, durante e dopo la manifestazione.



