Con queste parole il Consigliere regionale di Sinistra Italiana Leandro Bracco ha commentato quanto emerso da un'indagine coordinata proprio dall'ISS denominata Sentieri (Studio epidemiologico nazionale dei territori e insediamenti esposti a rischio da inquinamento) e che concerne i Siti di Interesse Nazionale di tutta la nostra Penisola. "Il rapporto – afferma Bracco – fornisce una descrizione del 'profilo di salute' presente in ciascun SIN ai fini della bonifica. Si tratta di aree come ad esempio quelle di Gela, Bussi e Taranto individuate in relazione a quantità e pericolosità degli inquinanti presenti e al rilievo dell'impatto sull'ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico. Utilizzando dati specifici come la mortalità, i ricoveri ospedalieri, l'incidenza oncologica e le malformazioni, lo studio definisce le caratteristiche e le problematiche attinenti alla salute dei diversi territori". "Va detto – prosegue il Consigliere Segretario – che il rapporto non si propone di accertare i nessi causali ma tuttavia permette di individuare situazioni di possibile rilevanza sanitaria da approfondire tramite studi mirati. A questo elemento ne va aggiunto un altro e cioè che i dati dei singoli siti verranno resi noti solamente fra qualche mese. Certo è che il quadro complessivo che emerge dallo studio appare devastante. Una tragedia che non ammette alcun tipo di giustificazione".
"Al di là di ogni possibile tipologia di considerazione – rileva Bracco – questi dati devono essere uno sprone affinché le amministrazioni si decidano a essere protagoniste di un deciso cambio di passo. Non può non esistere infatti una relazione diretta fra la salubrità dei contesti ambientali e la salute della popolazione. In Abruzzo, oltre al SIN di Bussi sul Tirino, esistono due SIR (Sito di Interesse Regionale) ossia quello di Chieti Scalo e l'altro denominato Saline Alento. Se qualcosa sta finalmente accadendo a Bussi dopo lustri e lustri di sostanziale immobilismo, riguardo ai SIR tutto invece pare tacere". "La nostra regione deve uscire da uno stallo gravissimo e non più giustificabile. Le bonifiche devono essere avviate quanto prima. Basta inoltre ad autorizzazioni di impianti concesse senza una rigorosa valutazione degli impatti ambientali. Che i numeri terrificanti emersi dallo studio Sentieri – conclude Leandro Bracco – siano da monito per garantire a chi verrà dopo di noi un contesto ambientale quantomeno decente".



