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Giovedì, 21 Giugno 2018 20:12

Siamo davvero tutti razzisti?

Scritto da di Michele Pirro

 Rebel/M.P.

La sottile linea di confine che separa l'umanità dal buon senso.

 

Nelle ultime settimane il termine che più viene messo in evidenza è Razzismo e se si prova ad argomentare sul tema dell'immigrazione evidenziandone le problematiche con opportune perplessità su come negli ultimi anni sono state gestite le cose allora non si è una persona umana e di cuore, non si ha il senso dell'etica e presto detto ti etichettano appunto come razzista.

A questo punto bisogna dare una risposta ai tanti 'moralizzatori' che predicano l'accoglienza di massa ad oltranza affinché si possano fare riflessioni sui fatti e sui dati per poi scoprire che forse chi ha delle obiezioni da porre sul tavolo non ha tutti i torti.

La grande sfida del XXI secolo, assieme alla disuguaglianza economica, è quella dell'immigrazione delle popolazioni africane che per diversi motivi (guerra, povertà, siccità etc...) rischiano la propria vita per approdare in Europa con la speranza di una vita migliore. Il problema vero che si pone è come affrontarlo, quale deve essere l'approccio e quali soluzioni si mettono in campo per venirne a capo.

Cerchiamo di capire cosa abbiamo fatto fino ad oggi e se stiamo proseguendo su un binario così corretto ed umano.

I numeri sono lo specchio della realtà e non ammettono interpretazioni ma devono solo essere letti.

I morti nel Mediterraneo di uomini, donne e bambini (fonte Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) sono le seguenti:

2013 – 3.771 persone

2014 – 5.022 persone

2015 – 3.800 persone

2016 – 5.000 persone

2017 – 3.116 persone

2018 – 660 persone (dati aggiornati al 4 giugno) Negli ultimi 15 anni oltre 30.000 migranti sono annegati in mare e per il 60% di essi non si conosce nome ed identità.

A questi numeri bisogna sommare le morti durante la traversata nel deserto del Sahara. Alcuni operatori umanitari che operano sul posto sostengono che sono superiori a quelli delle vittime del Mediterraneo.

Oramai è sotto l'occhio di tutti che dietro a questo scempio c'è chi ha lucrato e continua a farlo sulla pelle dei migranti. In primis le grandi potenze mondiali: America, Cina, Francia, Inghilterra e via via tutti gli altri stati che hanno da sempre considerato l'Africa un continente da depredare e colonizzare, privandolo di sviluppo, civilizzazione e diritti umani.

Una delle più grandi ipocrisie è quella di far passare l'occidente come benevolo solo perché attua opere di beneficenza attraverso le tante organizzazioni Onlus nei paesi più poveri. Ebbene non sono altro che specchietti per le allodole, anche se la maggior parte dei volontari che operano in Occidente e in Africa sono persone da elogiare ed apprezzare per il grande lavoro messo in campo. Il tutto per far sembrare normale ciò che normale non è. Nel 2018, due terzi di Africa si trova ancora in condizioni disastrose per il nostro egoistico benessere.

Questa è la verità!

La criminalità, da quella organizzata che sfrutta questi poveri disgraziati come risorse da utilizzare per spaccio di droga e prostituzione, a quella più cruda che guadagna sul traffico di organi o imbarcando in mare migliaia di persone su gommoni e barche rudimentali. Infine all'Europa importare milioni di potenziali braccianti e operai da sfruttare e sottopagare conviene economicamente non poco.

I dati dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite indicano un numero di rifugiati aumentati del 50% rispetto a un decennio fa con ben 68,5 milioni di rifugiati nel 2017. Inoltre, in tutto questo sanguinoso business, è doveroso citare il magnate George Soros che da buon filantropo attraverso la sua Open Society Foundation (oggi la seconda fondazione di genere al mondo dopo quella di Bill Gates) finanzia l'80% delle Ong impegnate, oltre che a salvare vite (questo assolutamente doveroso), ad agevolare la deportazione di massa in Europa per smembrare sempre più diritti ed avvicinarsi a quel disegno globale dove si vuole un mondo privo di valore basato solo sulla mercificazione umana.

“La sovrappopolazione costituisce un esercito industriale di riserva disponibile che appartiene al capitale” (K. Marx, “Il capitale”).

Parole non certo di un leader fascista se la mettiamo sul campo delle ideologie politiche...

Riguardo l'accoglienza, per capire come il Trattato di Dublino vada assolutamente modificato, anche qui analizziamo numeri.

Fonti governative di stato indicano un totale di sbarchi su territorio italiano di 16.133 persone tra adulti e bambini dal 01 gennaio 2018 al 20 giugno 2018. I paesi di provenienza dichiarati da costoro sono i seguenti: Tunisia 2.946

Eritrea 2.507

Sudan 1.373

Nigeria 1.127

Costa D'Avorio 1.001

Mali 873

Guinea 727

Iraq 605

Pakistan 527

Algeria 496

Altre 3.951

La prima cosa che balza all'occhio è come alla testa di questa classifica troviamo la Tunisia, uno stato non in guerra.

L'accoglienza degli stati membri su questi numeri ad oggi è la seguente:

Germania 5.438

Svezia 1.408

Paesi Bassi 1.020

Svizzera 921

Norvegia 816

Finlandia 779

Francia 640

Belgio 471

Portogallo 361

Lussemburgo 241

Spagna 235

Qui il primo dato che non torna è quello della Francia di Macron che su 7.115 rifugiati previsti ne ha accolti solamente 640.

Il difetto principale del suddetto trattato è quello di addossare allo Stato di prima accoglienza tutti gli oneri che riguardano i migranti. Cosa che va a svantaggio di paesi come Grecia e Italia, oltre al fatto che i parametri di collocamento degli stessi non vengono rispettati dagli stati membri che adoperano misure di chiusura personali (vedi i muri alzati da Austria ed Ungheria o la Spagna con tanto di muri elettrificati fino ad arrivare a mitragliamenti da parte della guardia costiera spagnola verso barconi marocchini e algerini).

E' evidente che il sistema è inceppato e i numeri non tornano. Finalmente la questione viene presa di petto dall'Unione Europea, grazie anche allo scossone dato giorni fa dal nuovo governo italiano alla prima vera occasione, con la vicenda della nave Aquarius che da approdare in Sicilia (come di solito voleva la prassi) ha dovuto ripiegare sul porto di Valencia per l'opposizione del Ministro dell'Interno Matteo Salvini con il totale supporto del premier Conte.

Inizialmente offese e sdegno da parte degli stati membri verso il nostro paese, adesso strette di mano, ascolto e consensi. Questo perché probabilmente qualcuno in parlamento ha smesso di piegarsi alle volontà di Bruxelles ed ha iniziato ad alzare il capo, come d'altronde uno stato fondatore dell'UE deve fare.

Infine c'è la questione delle prigioni libiche, veri e proprio lager e carceri dove i migranti vengono sottoposti a torture e schiavitù. E ancora la questione dei rifugiati riguarda non solo l'Africa ma anche il Medio Oriente tra i siriani sottoposti ad anni di cruenta guerra e il caso del gruppo etnico dei Rohingya perseguitato dalle forze militari della Birmania.

A conclusione di questo articolo, probabilmente già etichettato da molti come pezzo a sfondo razzista e fascista, si vuole affermare che il soccorso e il diritto di accoglienza devono essere tutelati ed attuati da tutti, ma allo stesso tempo evidenziare come non si può continuare a cavalcare e sostenere le politiche degli ultimi anni rispetto a questo gigantesco problema perché così facendo non si fa altro che aumentare il numero di morti e disuguaglianza nel mondo, scatenando sempre più una guerra fra poveri e incentivando lo sviluppo del vero Razzismo che non è il sentimento di chi vuole cambiare le cose affrontando il tema dell'immigrazione non dalla coda ma dalla testa.

 

Ultima modifica il Giovedì, 21 Giugno 2018 23:13

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