Ieri era tra i candidati della lista Lega, presentata all’Hotel Adriatico da Ottavio da De Martinis, candidato sindaco, e dal coordinamento. Gabriele Di Stefano, consigliere comunale proveniente da un passato nel centro sinistra, Margherita e PD, seduto tra i banchi dell’opposizione, spiega, a margine della conferenza, i motivi della sua candidatura.
“Dicono che abbia fatto il salto della quaglia, da una parte all’altra, ma non è vero”, afferma, “sono 5 anni che sono fuori dal PD e sono passato al gruppo misto, quindi nessun salto”. La candidatura è stata un’occasione colta.
Ammette che ha appoggiato il sindaco Maragno durante questa consiliatura, “sulle cose giuste però”, chiosa e aggiunge, “ma è anche vero che l’unica opposizione in 5 anni l’ho fatta solo io in Consiglio Comunale, con le battaglie in cui credo.” Alcune vinte alcune in sospeso, alcune ancora aperte.
E poi insiste su un punto: “Ogni opposizione, da sempre, invece di combattere, vuole mandare a casa il sindaco eletto, per prendere il suo posto. Io non condivido questo modo di fare politica, perché ci sono altri modi per fare opposizione e questo è solo dannoso per la città.”
Di Stefano sostiene: “io preferisco combattere in consiglio comunale, portare avanti le battaglie, perché se i cittadini scelgono un sindaco che senso ha firmare per farlo decadere? Nuoce solo al cittadino.”
Alcuni dei compagni di viaggio con cui affronterà questa elezione firmarono nel 2014 per far decadere l’Amministrazione Di Mattia, lui risponde, “io non firmerei mai per mandare a casa un sindaco, non è da me”.



