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Venerdì, 27 Settembre 2019 16:47

Pescara, stop 5g a Masci: "c'è volontà di opporsi alla sperimentazione?"

Gli attivisti: previste nuove stazioni base 5G sulla Terra e 20.000 nuovi satelliti nello spazio, 200 miliardi di oggetti trasmittenti, secondo le stime, faranno parte dell'”Internet delle cose” entro il 2020, e un trilione di oggetti solo pochi anni dopo

 

Incontro su “Impianti SRB sul territorio comunale-piano antenne" in Commissione consiliare a Pescara con Giovanna Anniciello portavoce dello STOP 5G Pescara, e Tonia Di Giovacchino, portavoce STOP 5G Abruzzo, dell’Alleanza Italiana STOP 5G e Alleanza Europea STOP 5G. Le attiviste dei comitati contro il 5G, in Commissione ieri hanno posto osservazioni e “richieste” sulla nuova tecnologia, "particolarmente pericolosa" per "Il numero straordinariamente alto di antenne che sono state pianificate. Le trasmissioni ad altissima energia che saranno usate per assicurare la penetrazione. I livelli di pulsazione straordinariamente alti. Le apparenti interazioni ad alto livello della frequenza 5G sui gruppi caricati, presumibilmente includendo i gruppi carichi dei sensori di voltaggio.

Le richieste sono quelle di inserire alcuni punti nel Regolamento e Piano per l’installazione degli impianti di telecomunicazione:

1) vengano specificate le nuove le nuove tecnologie, come ad esempio il 5G dichiarando di escludere tali impianti dal territorio comunale.

2) l’incarico per l’analisi documentale, la pianificazione delle migliori condizioni localizzative per le nuove installazioni, il monitoraggio strumentale periodico dei livelli di campo elettromagnetico sul territorio comunale e la raccolta dati a scopo scientifico e divulgativo venga conferito a soggetti giuridici, indipendenti, in possesso dei necessari requisiti di alta specializzazione scientifica e professionale nel settore di cui in epigrafe, con referenze in ambito nazionale ed internazionale in materia di tutela dall’inquinamento elettromagnetico, coinvolgere anche enti sanitari e di prevenzione del rischio ambientale. "Chiediamo di considerare studi epidemiologici, densità e localizzazione della popolazione malata e censita dall'ASL relativamente anche a patologie ambientali in correlazione dell'esposizione alle radiofrequenze e all'ubicazione di SRB, oltre a audire le associazioni e gruppi di malati".

3) venga indicato di escludere le installazioni di SRB dal raggio di azione di siti sensibili (asili nido, scuole ambulatori, etc) specificando la massima distanza di sicurezza per le fasce protette.

4) Vengano delocalizzate su siti pubblici, le SRB già installate nelle vicinanze dei siti sensibili (scuole, asili nido, ospedale, centri di aggregazione, etc.), per garantire l’esclusione dell’esposizione delle fasce protette.

5) si intervenga per la dismissione del Wifi nelle scuole, ove presente, a favore di una cablatura delle strutture medesime, in particole negli asili nido, scuola materna, scuola primaria e secondaria.

6) vengano stabilite una mappatura, monitoraggio e disciplina degli impianti di radioamatori.

7) Vengano promossi incontri informativi con la popolazione, a partire da quella scolastica, volti a spiegare il funzionamento della telefonia mobile in modo fruibile e di immediata comprensione, inclusa la comunicazione sui rischi per la salute dall’utilizzo dei terminali mobili.

Stop 5g vuole sapere dal Sindaco Carlo Masci e all’amministrazione Comunale "se sussiste la volontà di opporsi alla sperimentazione della tecnologia del 5G attraverso tutte le azioni che possano rientrare nei propri ambiti di competenza" collaborando con STOP 5G Pescara e STOP 5G Abruzzo che mette a disposizione la documentazione elaborata da figure di rilevanza tecnico/scientifica e di emanare l’Ordinanza di Sospensione della sperimentazione 5G sul territorio Comunale.

"Siamo a disposizione di eventuale decisione di avviare una collaborazione proficua volta a tutelare la salute pubblica e l’ambiente".

Gli attivisti riferiscono che il 5G è una tecnologia di quinta generazione, sono previsti oltre a milioni di nuove stazioni base 5G sulla Terra e 20.000 nuovi satelliti nello spazio, 200 miliardi di oggetti trasmittenti, secondo le stime, faranno parte dell'”Internet delle cose” entro il 2020, e un trilione di oggetti solo pochi anni dopo. L’Italia risulta essere il primo Paese in Europa chiamato a definire procedure di assegnazione di tutte le bande “pioniere” congiuntamente, con l’obiettivo di favorire una tempestiva transizione verso i sistemi 5G (Agicom). Il 5G che aumenterà in modo massiccio l'esposizione alle radiazioni a radiofrequenza (RF) sulle reti 2G, 3G e 4G per le telecomunicazioni già installate.

 

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