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Sabato, 12 Ottobre 2019 15:51

Montesilvano. No Alla Grande Pescara. Cordoma: "già spartito tutto"

Scritto da di Angela Curatolo
ieri sera in Piazza ieri sera in Piazza foto A.L.

L'annuncio della richiesta per abrogare la legge del 2017. Di Biase "Fermare la folle fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore”

 

Nel 2022 la fusione dei tre Comuni Spoltore, Montesilvano e Pescara.

Nasce il comitato “F646 Montesilvano cittàpersempre”, tra i tanti fondatori: Forconi, Gabriele Di Stefano, l'ex sindaco Lillo Cordoma, Feliciano D'Ignazio, Licio Di Biase. Comitato cittadino per dire “NO” alla Nuova Pescara.

Poca gente in piazza ieri sera in piazza Diaz dove il Comitato F646, codice fiscale della città, mira a bloccare il processo di fusione delle tre città."Se qualcuno pensa che c'era poca gente sfido chiunque a portare questo numero per seguire argomenti politici". Ha tenuto a dire Lillo Cordoma.

Sul palco c'erano il sindaco di Montesilvano, Ottavio de Martinis che ha ribadito la propria contrarietà, il sindaco di Spoltore Luciano Di Lorito, Piergiorgio Orsini, Geremia Mancini, Massimiliano Pavone, Marco Forconi, Gabriele Di Stefano, Lillo Cordoma, moderatore, e altri. L'ex primo cittadino che lamenta niente finanziamenti, niente rappresentanza montesilvanese in consiglio regionale e dice "Nessun beneficio per la nostra città", afferma, "un bluff, una presa in giro", "sanno già come spartirsi quello che è rimasto, a Pescara, l'appetito è soprattutto per Spoltore dove ci sono più terreni." Poi annuncia la richiesta del Comitato per abrogare la legge del 2017.

"Il nome già la dice lunga". Per Di Lorito "non rinunciare alla nostra storia ma aumentare i servizi, - come i collegamenti autobus -la grandezza non porterà un miglioramento delle comunità." Per De Martinis non è una fusione ma "annessione". Pavone, "si va a limitare la Democrazia, il cittadino di Villa Carmine come farà ad avere udienza con Pescara?"

"Una mattina vi svegliate e pensate sono pescarese" aggiunge Forconi, FDI.

E infine Di Stefano, già consigliere comunale a Montesilvano, scroscianti applausi, "mi sono incatenato a L'Aquila ma ero solo se fossero stati tutti con me la legge non si faceva."

E in effetti questa è una riflessione: perché nel 2014 nessuno contrastò il referendum? Nessuno organizzò sotto elezioni conferenze in merito con confronti per far capire meglio agli elettori cosa andavano a votare?

"Tutti zitti perchè si votava all'epoca" risponde Di Stefano.

Secondo Licio Di Biase, che ha rappresentato Pescara, sulla fusione tra Pescara, Spoltore e Montesilvano, "va ribadito che siamo di fronte ad una scelta cervellotica, frutto di un Referendum drogato". Un Referendum "passato troppo sotto silenzio a causa delle concomitanti elezioni amministrative (in cui furono coinvolti Pescara e Montesilvano) e delle elezioni regionali ed europee, e pertanto svolto in una condizione di marginalità di interesse". Contrario perchè "La fusione determinerebbe la scomparsa di due dei tre consigli comunali" e afferma "Per tagliare i costi della Politica è sufficiente tagliare le indennità e non la partecipazione democratica". Prosegue: "Costituire oggi un Comune di 200.000 abitanti non serve ASSOLUTAMENTE a nulla. Infatti, non si rientra nel novero dei Comuni superiori ai 250.000 abitanti, per cui ci potrebbero essere dei vantaggi economici e normativi.".

Ultima modifica il Sabato, 12 Ottobre 2019 16:02