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Lunedì, 03 Febbraio 2020 15:53

Montesilvano/Stella Maris. Caccamo: “promesse in campagna elettorale e poi nulla più”.

Scritto da di Angela Curatolo
Alfredo Caccamo ogni mattina davanti alla struttura di Architettura Razionalista Alfredo Caccamo ogni mattina davanti alla struttura di Architettura Razionalista foto di AC

 Porte aperte e forzate, soldi spesi negli anni e poi abbandonata, solo degrado per un’opera storica del territorio montesilvanese. Il grido di Alfredo Caccamo, ex politico locale: “fate qualcosa, sta cadendo a pezzi, è un’opera pubblica di lustro, di tutti noi”.

 

“E’ sempre tutto aperto, abbandonato”. Alfredo Caccamo, ex consigliere della giunta Cordoma, ogni mattina passa davanti alla colonia marina, progettata nel 1936 dall'architetto Francesco Leoni, voluta dal Regime Fascista, che, in linea con le altre colonie della costa adriatica, è stata costruita con una forma inusuale: di aeroplano.

Negli ultimi anni, dopo la ristrutturazione dell’amministrazione provinciale De Dominicis, centro sinistra, tutti erano convinti che “l’aeroplano” avrebbe “cominciato a volare” ma negli anni, purtroppo, l’ultimo lotto non è mai stato concluso, pur godendo delle risorse per il progetto.

“Non è un fatto di centro destra o centro sinistra, purtroppo da 25 anni è così e non accade nulla” commenta Caccamo.

La successiva amministrazione Testa, centro destra, cercò di coinvolgere i cittadini per elaborare una destinazione e un progetto. Dal museo degli aeroplani militari, grandi hotel, acquario, ostello della gioventù, piscina, locali, museo enogastronomico, si risolse in un nulla di fatto, dopo tanti tentativi, persino un bando, sfumò tutto.

Poi venne la volta della proposta di Aurelio Cilli, assessore provinciale al turismo giunta Testa: inserire in una parte dell’edificio la Polizia Provinciale. Saltò anche questa opzione.

Intanto, per anni, si parlava di un milione di euro, anche qualcosa in più, dell’ultimo lotto del progetto De Dominis che, alla fine, venne speso dall’amministrazione Di Marco, centro sinistra, lo scorso anno, prima delle elezioni regionali e parlamentari, inaugurando l’inizio lavori insieme a D’Alfonso con tanto di picconata alle finestre sigillate con i mattoni per evitare le intrusioni. Le risorse vennero investite per tramezzare l’interno del primo piano, montare due ascensori, al fine di creare un dormitorio per gli alunni pendolari dell’alberghiero, in inverno, e una colonia estiva per i bambini di Picciano.

Tutto ormai è fermo da molti mesi e l’aeroplanino rimane in pieno degrado.

Nel frattempo l’amministrazione comunale esternava le proprie proposte.

Nel 2014 il Sindaco Di Mattia, centro sinistra, chiese, invano, il passaggio di proprietà in capo al Comune. Accademia artistica di taglio e cucito per il teatro, l’idea di Maragno, centro destra, che pubblicò un manifesto con le firme di tanti artisti, persino Achille Benito Oliva, fece inserire davanti all’edificio, per mesi, un palo della Cuccagna, opera d’artista, come simbolo della campagna portata avanti. Nello stesso tempo, l’amministrazione partecipò ad un bando regionale con il progetto Stella Maris Lab, a novembre 2019 l’annuncio, dall’attuale amministrazione De Martinis, centro destra, dell’assegnazione delle risorse. Contemporaneamente la proposta di spostare all’interno della struttura un distaccamento dell’Università.

Ad oggi ancora nessuna concreta iniziativa.

“Ogni due, 3 anni, si iniziano i lavori per ristrutturare la Stella Maris, si spendono soldi ma in sostanza rimane sempre così, non fanno nulla”. Amareggiato, Caccamo, come tanti cittadini che hanno a cuore la storica struttura in architettura razionalista, tiene a far ascoltare la propria voce e dice senza peli sulla lingua: “le solite promesse, manifestazioni e chiacchiere durante le campagne elettorali, i politici parlano di Stella Maris e poi dopo le elezioni, non fanno niente, tranne che ripetere tutti la stessa cosa: non è del Comune ma della Provincia.”

“Lo sappiamo che è della provincia ma non è territorio di Montesilvano? Chi deve provvedere? Sono soldi nostri, si o no? Basta sperperare inutilmente.”

“Prendete provvedimenti, è un’opera di lustro, degli anni passati, non dite che non è competenza vostra, ma, con la Provincia, centro destra e centro destra, mettetevi d’accordo!”

Un tentativo, con tutti gli enti proprietari, di far entrare tutte le colonie marine di architettura razionalista della costa nel Patrimonio Unesco, la Provincia potrebbe farlo. Sarebbe un inizio, magari.