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Mercoledì, 22 Aprile 2020 17:25

Fase 2, il 27 aprile, proposta di riapertura di attività produttive.

Scritto da A.C.

La fase due, che segnerà l'inizio della fine del lockdown, partirà dal 4 maggio, ma sul tavolo del governo, a quanto si apprende, c'è anche l'ipotesi di rimettere in carreggiata le attività produttive che sono in grado di garantire la massima sicurezza ai propri dipendenti già a partire dal prossimo 27 aprile.

In mattinata si è tenuta una riunione del governo con il capo della task force Vittorio Colao e, probabilmente alle 16, la convocazione della cabina di regia con gli enti locali. Entra così nel vivo il lavoro per la fase 2 dell'emergenza Coronavirus. ntra così nel vivo il lavoro per la fase 2 dell'emergenza Coronavirus. Il premier Giuseppe Conte ha annunciato che entro la settimana indicherà il programma nazionale delle aperture dal 4 maggio: dovrebbe farlo tra venerdì e sabato. Per arrivare alla decisione finale, il governo terrà una serie di riunioni di confronto con tutti i soggetti interessati, incluse le parti sociali.

Il 27 Aprile alcuni potrebbero già riaprire le attività. Non si tratterebbe solo di estendere la cosiddetta lista Ateco in capo al ministero dello Sviluppo economico, "ma consentire a chi è nelle condizioni di farlo" di riaprire i battenti, l'idea che sarebbe stata avanzata, riferiscono fonti di governo, da Vittorio Colao nel corso della conference call 'allargata' di questa mattina con la regia di Palazzo Chigi.

Nel governo però c'è chi nutre diversi dubbi, riconoscendo le difficoltà nell'individuare chi sia realmente pronto a ripartire: "È un gran casino", riconosce uno dei ministri presenti alla riunione. Perché oltre a individuare i requisiti necessari - dagli spazi nei reparti, ad esempio, ai dispositivi di protezione individuale - c'è da considerare il braccio di ferro con i sindacati che una decisione di questo tipo potrebbe innescare. "Quelle sul tavolo sono solo ipotesi - afferma infatti la stessa fonte - al momento di certezze non ce ne sono".

Intanto, sullo sfondo, resta il grande problema legato alle scuole chiuse. A chi lasceranno i propri figli i 2,8 milioni di lavoratori che dal 4 maggio torneranno ai loro posti di lavoro? Questo uno degli interrogativi a cui il governo dovrà dare una risposta. E' intanto iniziato il confronto tra il presidente del Consiglio e i leader di sindacati e imprese.

Al centro della nuova conference call la strategia complessiva ideata dal governo, dalla scuola ai trasporti, e i tempi e i modi della riapertura delle imprese. Al tavolo oltre ai segretari generali di Cgil Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, siedono anche i vertici di Confindustria, il presidente uscente Vincenzo Boccia e il Dg Marcella Panucci e quelli di tutte e altre associazioni datoriali. Per il governo, invece, oltre a Conte siedono per ora anche il ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli,il ministro della Salute, Roberto Speranza e il ministro delle Infastrutture, De Micheli.

La cabina di regia sulla Fase 2 tra governo, Regioni e Comuni si terrà questa sera alle 19, prima del Consiglio dei ministri e subito dopo il confronto con le parti sociali.

L'idea, su cui il governo si confronterà nel pomeriggio con le parti sociali, è far tornare al lavoro i cittadini dopo il 3 maggio ma, come già avvenuto nelle scorse settimane, si raccoglieranno le sollecitazioni su singoli settori, come la produzione di macchine agricole e industriali, che potrebbero essere autorizzati a ripartire.

Question time in Senato.

In Senato si è tenuto un Question time con i ministri Lamorgese, De Micheli e Spadafora rispondono sul rischio di infiltrazioni mafiose, le detenzioni domiciliari, la questione migranti e il blocco dei porti, la riapertura dei cantieri stradali e delle attività sportive.

"Dobbiamo essere consapevoli che dobbiamo riaprire perché lo sport è importante non solo come valore economico ma anche come valore sociale". Lo ha detto il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, rispondendo al question time al Senato. "Gradualmente potremo pensare di riaprire tutta la parte che riguarda gli allenamenti. Per quello che riguarda i campionati e l'attività motoria all'aperto, tanto richiesta dai nostri cittadini, valuteremo assieme al Comitato tecnico scientifico, consapevoli che questa ripartenza va assolutamente spinta ma tutelata nella salute di tutti i cittadini italiani". Successivamente si è tenuto un vertice tra il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, e i massimi organismi calcistici italiani sul tema della ripartenza degli allenamenti e dei campionati ma una decisione sulle date non arriverà oggi.

Nel corso del Question Time i corso al Senato i ministri Lamorgese, De Micheli e Spadafora rispondono sul rischio di infiltrazioni mafiose, le detenzioni domiciliari, la questione migranti e il blocco dei porti, la riapertura dei cantieri stradali e delle attività sportive.

"Sono convinto - ha proseguito Spadafora - che nel decreto che ci apprestiamo ad approvare al consiglio dei ministri troveremo ulteriori risorse per consentire che il bonus lo abbiano non solo i collaboratori sportivi che già ne hanno fatto richiesta per marzo, e che possa essere esteso a tutti i collaboratori sportivi anche per il mese di aprile". "C'è un solo positivo al Covid tra i migranti sbarcati - ha detto la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese - Si tratta di un egiziano arrivato con uno sbarco autonomo di 67 a Lampedusa: è stato posto in isolamento, è in buone condizioni e non è stato necessario disporne il ricovero. Tutte le strutture del ministero, fin dall'inizio dell'emergenza, hanno applicato le misure di screening sanitario e sorveglianza per un periodo minimo di 14 giorni su chi arriva".