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Mercoledì, 22 Aprile 2020 18:31

App Immuni. Copasir chiede Documento secretato su epidemia.

Scritto da A.C

Emergenza Covid19 e Sicurezza della Repubblica: "connessioni evidenti". Intanto il Dipartimento ambiente e salute ISS indica le acque si scarico come spia del contagio

App Immuni è uno dei 5 punti del governo Conte per contrastare il Coronavirus. Spunta però un piano di Febbraio già pronto del Ministero della salute così il Copasir desidera indagare e saperne di più.

App Immuni e documento secretato sull'epidemia da Coronavirus: il Copasir vuole vederci chiaro ed ha chiesto l'audizione dei ministri della Salute, Roberto Speranza, dell'Innovazione Paola Pisano, del direttore del Dis, generale Gennaro Vecchione e di Roberto Baldoni, vicedirettore per la cybersicurezza del Dis. Lo fa sapere il presidente del Comitato Raffaele Volpi informando che il Copasir chiederà "immediata acquisizione" del documento secretato. Ci sono, aggiunge, "connessioni evidenti" tra emergenza Covid e la "sicurezza della Repubblica". "Alla luce delle connessioni evidenti tra la persistenza dell’emergenza del Coronavirus e le implicazioni con la sicurezza della Repubblica legate alle circostanze connesse con tale emergenza", il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica ha altresì deciso "di intensificare le proprie convocazioni e il ciclo delle attività ad esso connesse". Si tratta di un documento di 55 pagine risalente a febbraio. "Durante i lavori della task force sul nuovo coronavirus, istituita al ministero della Salute il 22 gennaio, è emersa la necessità di elaborare, a cura della Direzione Programmazione del ministero, dell'Istituto superiore di sanità e dell'Inmi Spallanzani, uno studio sui possibili scenari dell'epidemia e dell'impatto sul sistema sanitario nazionale, identificando una serie di eventuali azioni da attivare in relazione allo sviluppo degli scenari epidemici, al fine di contenerne gli effetti". Lo ha spiegato il dicastero di lungotevere Ripa in una nota diffusa nella tarda serata di ieri. "Il 12 febbraio la prima versione di questa analisi, successivamente aggiornata fino al 4 marzo - ha aggiunto il ministero - è stata presentata al Comitato tecnico-scientifico per il necessario approfondimento. In quella fase tutti i lavori del Comitato tecnico-scientifico si sono svolti in forma riservata. Va ricordato che ancora il 14 febbraio l'Ecdc, l'Agenzia dell'Unione europea per la prevenzione e il controllo delle malattie, in un suo documento ufficiale dava come 'bassa' la possibilità di diffusione del contagio in Europa. E in quel momento i contagi in Italia erano 3, tutti importati dalla Cina, e i casi in Europa erano 46. Questo lavoro di studio e approfondimento - conclude il comunicato - ha poi contribuito alla definizione delle misure e dei provvedimenti adottati a partire dal 21 febbraio, dopo la scoperta dei primi focolai italiani".

Acque di scarico, spia del contagio.

"Il materiale genetico del virus Sars-Cov-2 può essere trovato nelle acque di scarico, permettendo quindi di usare questo tipo di campionamenti come 'spia' della presenza di un focolaio epidemico". Lo comunica l'Istituto superiore di sanità (Iss), sulla base di "uno studio condotto a Roma e Milano dal gruppo guidato da Giuseppina La Rosa del Reparto Qualità dell'acqua e Salute del Dipartimento Ambiente e Salute dell'Iss, che sarà pubblicato a breve". "Abbiamo selezionato e analizzato per la ricerca del virus un gruppo di 8 campioni di acque di scarico raccolti dal 3 al 28 febbraio a Milano e dal 31 marzo al 2 aprile a Roma - spiega La Rosa - In 2 campioni raccolti nella rete fognaria della zona Occidentale e Centro-orientale di Milano è stata confermata la presenza di Rna del nuovo coronavirus. Nel caso di Roma, lo stesso risultato positivo è stato riscontrato in tutti i campioni prelevati nell'area orientale della città. Stiamo ora estendendo la ricerca ad altri campioni di acque di scarico provenienti da una rete di raccolta in diverse regioni, costruita negli anni nell'ambito di un progetto finanziato dal Centro nazionale di prevenzione e controllo delle malattie (Ccm) del ministero della Salute". "Il ritrovamento non ha nessun rischio - sottolinea Luca Lucentini, direttore del Reparto Qualità dell'acqua e Salute dell'Iss - Il risultato rafforza le prospettive di usare il controllo delle acque in fognatura dei centri urbani come strumento non invasivo per rilevare precocemente la presenza di infezioni nella popolazione".

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