Per l'Abruzzo affacciato sul mondo...


Martedì, 28 Aprile 2020 17:57

Coronavirus, in Italia 382 decessi nelle ultime 24 ore. Nel mondo 211.159 totali.

Scritto da A.C.

Decessi USA (56.253), seguito da Italia (26.977), Spagna (23.822), Francia (23.293) e Gran Bretagna (21.092)

Sono oltre 200mila i casi di Coronavirus in Italia dall'inizio dell'emergenza. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Protezione Civile sono 201.505 i casi totali, con un aumento di 2.091 unità rispetto a ieri. In tutto hanno perso la vita 27.359 persone, di cui 382 nelle ultime 24 ore. Continuano però a diminuire i pazienti attualmente positivi, 608 in meno rispetto a ieri per un totale di 105.205. Cala anche il numero dei pazienti ricoverati con sintomi, in totale 19.723 (-630), così come il numero delle persone in terapia intensiva (1.863, -93). In isolamento domiciliare 83.619 persone. In tutto sono stati eseguiti 1.846.934 tamponi, i casi testati sono 1.274.871.

Perchè riaprire tutto era impensabile?

Riaprire tutto oggi sarebbe impensabile, con il Covid-19 pronto a riprendere la sua corsa e a far saltare, letteralmente, il Sistema sanitario nazionale. E' quanto emerge, con forza, dai numeri riportati nel report messo nero su bianco dal Comitato tecnico scientifico per valutare i contraccolpi dell'uscita dal lockdown, che, proprio come suggeriscono i componenti, sarà invece graduale, step by step. Nelle simulazioni, riaprendo tutto al 100% -Manifattura, edile, commercio, ristorazione/alloggi, tempo libero, trasporti- le terapie intensive arriverebbero ad aver bisogno di 151.231 posti letto entro giugno, 430.866 a fine anno. Numeri impensabili, con un Ssn che oggi -dopo aver fatto i conti col Coronavirus- può contare su 9mila posti nelle terapie intensive. A far schizzare i bisogni di posti letto, l'R0, vale a dire il parametro che indica il tasso di diffusione dei contagi, che con il liberi tutti schizzerebbe -stando alle simulazioni del Comitato- a 2,25, vale a dire che ogni persona con Covid-19 ne contagerebbe più di due.

OMS, Covid19 stabile.

"Dallo studio che diversi virologi stanno effettuando in tutto il mondo sulla struttura del virus possiamo concludere che fino adesso il Covid-19 si è comportato in modo abbastanza stabile e i cambiamenti che ci sono stati erano previsti". Lo ha dichiarato Maria Van Kerkhove dell'Organizzazione mondiale della Sanità nel consueto briefing sul Covid-19. Oltre 3 milioni di casi Intanto il numero di casi di coronavirus nel mondo ha superato quota 3 milioni: è quanto emerge dai dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono quasi 208.000, di cui ben oltre 55.000 negli Usa, una cifra che sfiora le vittime americane nei 20 anni della guerra in Vietnam (58.000 circa).

Rischio 1 miliardo di contagi nel mondo

Un miliardo di persone in tutto il mondo potrebbero ammalarsi di coronavirus: è l'allarme contenuto in uno studio dell'ong International Rescue Committee basato su modelli e dati dell'Oms e dell'Imperial College di Londra, riportato in prima dalla Bbc sul suo sito. Secondo il rapporto, si rischiano, inoltre, circa 3 milioni di vittime in decine di Paesi attraversati da conflitti o instabili. "Questi numeri dovrebbero essere una sveglia", ha commentato il presidente dell'Irc, David Miliband. "L'effetto devastante della pandemia deve ancora arrivare nelle zone più fragili e nei Paesi distrutti dalle guerre. I governi devono lavorare per eliminare ogni ostacolo agli aiuti umanitari", ha aggiunto. Secondo la ricerca, saranno necessari aiuti umanitari e finanziari per rallentare la diffusione del virus soprattutto in Paesi come Afghanistan e Siria, che hanno bisogno di "fondi urgenti" per far fronte ad un'eventuale epidemia.

Le vittime nel mondo, secondo un calcolo fatto dall'agenzia Afp, sono 210.000. L'85% di esse è stato registrato fra Europa e Stati Uniti. Questi ultimi sono il Paese con il più alto numero di decessi (56.253), seguito da Italia (26.977), Spagna (23.822), Francia (23.293) e Gran Bretagna (21.092).  

Gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University parlano di 3.041.550 casi positivi e 211.159 decessi. Solo negli Stati Uniti i contagi sono 988.451 e 56.245 i decessi.

"Siamo lontani dalla fine della pandemia.

L'Oms è preoccupata dai trend in crescita, ad esempio in Africa", ha detto il direttore dell'Organizzazione Tedros Adhanom Ghebreyesus nel consueto briefing sul coronavirus. "La strada è ancora lunga, siamo impegnati a fare tutto ciò che è possibile per sostenere i Paesi. Ma il ruolo della politica è fondamentale, soprattutto quello dei Parlamenti", ha sottolineato.

Sono oltre 31.000 i casi totali di coronavirus registrati in Africa. Negli ultimi 11 giorni sono stati rilevati 21.000 nuovi casi, una media di 600 nuovi contagi al giorno. Le vittime finora riportate sono 1.400.

I morti di coronavirus hanno superato i 56 mila, una cifra che, scrivono già i media americani, sfiora le vittime Usa nei 20 anni della guerra in Vietnam (58 mila circa). E' l'ultimo aggiornamento del sito della Johns Hopkins University. Donald Trump evoca la riapertura delle scuole prima della fine di questo anno accademico, almeno in alcuni Stati. "Alcuni di voi potrebbero iniziare a pensare alla riapertura delle scuole", ha detto in una conference call con i governatori, secondo un audio ottenuto dal New York Times.

Si aggiungono almeno altri 4.316 morti alla conta delle vittime del coronavirus nel Regno Unito, secondo la statistica resa nota oggi e aggiornata al 17 aprile dall'Office for National Statistics (Ons), equivalente britannico dell'Istat italiano: statistica limitata a Inghilterra e Galles ma che, a differenza dei dati diffusi giornalmente dal ministero della Sanità, include anche tutti i decessi accertati registrati fuori dagli ospedali e quelli in cui il Covid-19 sia sospettato solo come concausa. Quasi 3.100 di queste morti in più sono state individuate fra gli anziani delle case di riposo, 883 in abitazioni private, 190 negli hospice per malati oncologici e 86 "altrove". Proiettando la stessa quota di decessi in più fino a ieri, e considerando anche Scozia e Irlanda del Nord, il totale attuale dei decessi aggiuntivi (rispetto ai circa 21.000 conteggiati finora negli ospedali), il totale attuale reale di vittime legate direttamente o indirettamente al coronavirus nell'intero Regno potrebbe essere già attorno a quota 30.000.

Dal primo maggio sospese le limitazioni agli spostamenti in Austria. Restano però in vigore la distanza minima di un metro tra le persone e l'obbligo di indossare le mascherine. Lo ha annunciato il governo a Vienna. Da maggio saranno inoltre consentite manifestazioni con 10 partecipanti e funerali con 30 persone. Nei negozi raddoppia il numero dei clienti, da una persona ogni 20 metri quadri a una ogni 10.

Si registra un calo dei decessi, con 201 morti nelle ultime 24 ore in Spagna, mentre ieri le vittime erano stati 331. Lo indicano i dati diffusi dal governo. Il totale dei decessi nel Paese sale quindi a 23.822, oltre 210mila i contagiati e 102mila i guariti. Intanto, sono 86 le case di cura sotto inchiesta a seguito di denunce da parte di famiglie o personale. Quaranta sono nella regione di Madrid, dove almeno 1.054 persone sono morte dopo essere risultate positive al coronavirus tra l'8 marzo e il 17 aprile. Ma secondo funzionari regionali, il virus ne avrebbe uccise molte altre, la maggior parte delle quali non sottoposta a test, per un totale di 5.668. Altri 20 centri sono sotto inchiesta in Catalogna, dove funzionari regionali affermano che 2.621 persone sono decedute dopo essere risultate positive o aver mostrato sintomi del Covid-19.

Vladimir Putin ha avvertito che la Russia non è ancora arrivata al picco dei contagi e ha quindi deciso di estendere fino all'11 maggio il periodo di non lavoro per frenare l'epidemia di Covid-19. La sospensione delle attività non essenziali era prevista sino alla fine di aprile.

Il numero di pazienti ricoverati per il coronavirus a Wuhan, la città cinese focolaio della pandemia, "è sceso a zero": l'ultimo paziente in condizioni gravi è guarito venerdì 24 aprile. Nell'intera provincia dell'Hubei i casi di contagio - ha aggiunto - sono invece scesi sotto quota 50 e nessun nuovo caso di infezione è stato registrato nelle ultime due settimane nell'intera provincia.

L'Argentina ha vietato tutti i voli commerciali interni e internazionali fino al primo settembre a causa della pandemia. Il Paese latinoamericano - che ha attualmente circa 4.000 casi e 192 morti - ha chiuso i suoi confini ai non residenti sin da marzo.

Australia. A decine pronti a cavalcare le onde fin dal mattino presto a Bondi beach, la spiaggia di Sydney che da oggi ha riaperto al pubblico, cinque settimane dopo le restrizioni imposte contro la diffusione da coronavirus, misure che le autorità australiane stanno cominciando ad allentare. La misura era stata originariamente imposta in seguito alle troppe violazioni delle regole sul distanziamento sociale.

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