"Le lacrime di coccodrillo dei presidenti delle 4 province abruzzesi sono ridicole. I tagli alle province e all’edilizia scolastica sono il frutto delle scelte dei parlamentari dei loro stessi partiti. Secondo il Miur mezzo milione di studenti è stato escluso dalla didattica a distanza. Non è ipotizzabile il proseguire col ricorso ad uno strumento emergenziale, né il mantenimento di classi sovraffollate. Il problema della scuola non è il corona-virus. Il nostro sistema d'istruzione era in emergenza già prima del virus, dopo decenni di tagli e mancati investimenti." Così Corrado Di Sante, segretario provinciale PRC-SE Pescara Francesco Belfiglio, Coordinatore Giovani Comuniste/i spiegando le ragioni della protesta di sabato pomeriggio davanti la sede dell'Ufficio provinciale scolastico di Pescara.
"Edilizia scolastica e sovraffollamento sono cruciali. In Italia il 42% delle scuole è stato costruito prima del 1971, il 30% tra il 1971 e il 1983 e il 28% dal 1984 in poi. Le “classi pollaio” sono una piaga. Ogni anno concluse le operazioni di immissione in ruolo restano scoperte quasi 35.000 cattedre, e ogni anno invece di assumere in ruolo insegnanti si ricorre alle graduatorie dei supplenti precari". Riferiscono che "Sono migliaia gli studenti disabili che rimangano ogni anno per mesi senza insegnante, con un insegnante non qualificato, per mancanza di corsi abilitanti, che ogni anno cambiano insegnante. La scuola non è solo alunni, insegnati e personale Ata, la scuola è trasporto scolastico, educatori, assistenti per disabili, addette alle mense, tutti servizi che partono con l’anno già in corso, lasciando per mesi alunni e famiglie scoperti, e senza reddito il personale".
Rifondazione Comunista e le/i Giovani Comuniste/i si battono per misure urgenti, che restituiscano sicurezza alle scuole, per il rilancio costituzionale di un sistema che può ridisegnare il futuro e propone:
• Un punto di PIL in più di risorse per Scuola e Università, riportandole vicino alla media europea. • Almeno 3 mq di spazio riservato a ogni alunno e un numero che non superi i 15 per classe. • Assunzione del personale docente e ATA necessari per l'aumento delle classi. • Reperimento di tutti gli spazi disponibili per garantire il distanziamento, a partire dagli edifici abbandonati per il dimensionamento della rete scolastica. • Immediato finanziamento e programmazione di un piano straordinario per l'edilizia scolastica. Messa finalmente a norma degli edifici e creazione di spazi adeguati per tutte le attività delle scuole.
"I sindacati stimano la necessità da 12 a 20 miliardi di euro per l’edilizia scolastica, per l’immissione in ruolo, la stabilizzazione degli insegnanti e del personale Ata. Non è vero che i soldi non ci sono! Basta con l'assistenzialismo ai miliardari (lo Stato garantisce 6,3 miliardi ad FCA) mentre milioni di lavoratori non hanno ancora ricevuto la cassa integrazione e scuola e sanità sono in estrema sofferenza".
Rifondazione Comunista chiede di: • tassare le grandi ricchezze sopra il milione di euro, rendere il fisco equo e colpire l’evasione fiscale; • battersi in Europa perchè la Bce emetta direttamente, come stanno facendo le banche centrali di tutto il mondo, le grandi risorse indispensabili perché tutti i paesi europei superino la crisi senza le gravi conseguenze economiche, sociali e occupazionali già subite dopo quella del 2008.
"Bisogna estendere il reddito di cittadinanza a tutte/i quelle/i che hanno perso o perderanno il lavoro, a chi non riuscirà a riaprire la propria attività, condizionare il sostegno alle grandi imprese al mantenimento dei livelli occupazionali e alla riconversione ambientale. Dobbiamo dimostrare di aver imparato la lezione: bisogna investire sulla scuola pubblica e sulla sanità, 2 pilastri fondamentali della nostra Costituzione e delle nostre comunità, dopo anni di tagli sciagurati di cui oggi paghiamo le conseguenze. Altro che banda larga, per ripartire con scuole in sicurezza c’è bisogno di aule larghe".



