Per l'Abruzzo affacciato sul mondo...


Mercoledì, 12 Agosto 2020 19:35

Perdonanza 2020 molto speciale: prima edizione dopo il riconoscimento Unesco, patrimonio Umanità.

Scritto da Angela Curatolo

Perdonanza 2020, 726esima edizione: presentato il programma 

L’Aquila torna la Perdonanza Celestiniana, dal 23 al 30 agosto, una settimana ricca di appuntamenti.

"Sarà una Perdonanza del tutto diversa dalle precedenti edizioni - afferma il Primo Cittadino Pierluigi Biondi - È la prima dopo il riconoscimento a patrimonio immateriale dell'umanità Unesco, ma dovrà tenere conto delle disposizioni anti contagio. L’Aquila, luogo di avanguardia e sperimentazione, in piena sintonia con il rivoluzionario messaggio celestiniano, ha insegnato che il covid non ferma la cultura, come non lo ha fatto il sisma e che, anzi, attraverso di essa, si riparte e si ricostruisce”.

“La Perdonanza, evento irrinunciabile per la nostra comunità da 726° anni - afferma il direttore artistico Leonardo De Amicis - ha portato con sé sempre vivi i principi di riconciliazione ma anche di rinascita. Ed è proprio la rinascita sociale e culturale che io auguro a questa terra e dall’Aquila con un abbraccio virtuale al mondo intero”.

Il “Teatro del Perdono” si riaccende nella scenografia unica della Basilica di Collemaggio, che farà da cornice ad una settimana di grandi emozioni. “Un canto per la Rinascita”, è il nome dell’evento inaugurale, il 23 agosto. Un grande evento nel giorno dell’arrivo del “Fuoco del Morrone”. Andrà infatti in scena, al ridotto del Teatro comunale, “La notte del gran rifiuto”.

Il programma intero

Storia

Il 28 e il 29 agosto di ogni anno a L’Aquila si rinnova il rito solenne della Perdonanza, l’indulgenza plenaria perpetua che Celestino V, la sera stessa della sua incoronazione a pontefice, concesse a tutti i fedeli di Cristo. Prima di salire al soglio pontificio, Pietro Angeleri, aveva trascorso molti anni di vita eremitica, in special modo in una grotta sul monte Morrone, sopra Sulmona, ricevendo dai suoi devoti l’appellativo di Pietro del Morrone. Il 5 luglio 1294 fu designato, dal conclave riunito a Perugia, successore di papa Niccolò IV, sede vacante per più di due anni. Dall’eremo di Sant’Onofrio al Morrone nel quale si era ritirato, Pietro, a dorso di un asino e avendo come palafrenieri re Carlo II d’Angiò e suo figlio Carlo Martello, mosse alla volta de L’Aquila. Il 29 agosto 1294 nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, costruita per sua stessa volontà e consacrata nel 1288, fu eletto papa. Alla cerimonia solenne parteciparono oltre ai due re, cardinali e nobili, ma soprattutto un immenso popolo, composto, secondo le fonti, da più di duecentomila persone, che ricevettero dal nuovo pontefice un dono di portata straordinaria: il 28 agosto fino ai vespri del giorno 29, festa di san Giovanni Battista, coloro che visitano la basilica di Collemaggio, ricevono contemporaneamente la remissione dei peccati e l’assoluzione dalla pena, fino ad allora concessa solo a favore per lo più dei ricchi.

Importante è che il 29 settembre, la cancelleria papale formalizzò la concessione di Celestino V con l’emanazione di una bolla affidata all’autorità civile della città, che ne garantì la conservazione, avocando a sé anche il diritto sulla cerimonia del Perdono, alla quale le autorità religiose erano invitate solo a partecipare.

La prima celebrazione solenne ebbe luogo nel 1295, contro la volontà di Bonifacio VIII, pontefice in carica, che tentò di annullare l’indulgenza celestiniana con una bolla emanata il 18 agosto 1295, cioè a soli dieci giorni di distanza dalla prima occasione che i pellegrini avevano per poterla lucrare. I fedeli, i monaci di Collemaggio e l’autorità civile non si curarono del provvedimento del nuovo papa e, rifiutandosi di consegnargli la Bolla, così come era stato loro ordinato, si adoperarono da subito perché la cerimonia avesse il risalto che le si confaceva. Un corteo solenne, al quale per disposizione statutaria dovevano prendere parte ogni anno il vescovo e il clero, vestiti con paramenti convenienti, con croci e vessilli, accompagnò la Bolla alla basilica di Collemaggio, affinché fosse letta e mostrata ai fedeli.

La Porta Santa, Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Ogni anno, a seguito della Bolla emanata da Papa Celestino V, il 29 di agosto la porta viene aperta. La cerimonia del Perdono, solo con termine moderno chiamata Perdonanza, si arricchì particolarmente dopo il 1327, quando le spoglie di papa Celestino furono “traslate” da Ferentino (Frosinone), dove erano conservate, a Collemaggio e le sue reliquie mostrate al popolo. Fu nel XV secolo, invece, che invalse l’uso di entrare in Collemaggio attraverso la Porta Santa posta sul fianco sinistro dell’edificio sacro, secondo quanto avveniva nelle basiliche patriarcali romane in occasione del giubileo, indetto per la prima volta nel 1300 da papa Bonifacio VIII.

La pergamena

La pergamena che reca il testo dell’indulgenza plenaria donata da papa Celestino V alla città e al mondo è oggi conservata nella cappella blindata della Torre del Palazzo Civico, ancora a ricordo del ruolo svolto dalla popolazione e dalle autorità civili di L’Aquila: essi protessero il prezioso documento dal tentativo di distruzione operato da papa Bonifacio VIII, che in tal modo voleva cancellare uno strumento tanto rivoluzionario nel suo valore politico e religioso, prodotto dal suo inviso predecessore.

L’autenticità della Bolla del Perdono , più volte messa in discussione nel tempo, fu confermata da papa Paolo VI che, nel 1967, all’atto della revisione generale di tutte le indulgenze plenarie, annoverò quella di Celestino V al primo posto dell’elenco ufficiale.

Ultima modifica il Mercoledì, 12 Agosto 2020 19:39