"Il Presidente del Consiglio Comunale di Pescara, Marcello Antonelli, incalza sui ritardi inerenti la fusione dei tre comuni in quel piano detto 'Grande Pescara' e lamentandosi dei ritardi causati dalla pandemia di Covid 19, rimanda al 7 settembre una presa politica 'forte, decisa e condivisa' per realizzare questo piano di cancellazione dei comuni di Montesilvano e Spoltore". Esordisce così Gabriele Di Stefano, ex Consigliere Comunale Montesilvano, da sempre contrario alla Grande Pescara, in una nota, contro la proposta di Marcello Antonelli di nominare un commissario ad acta per i ritardi sulla tabella di marcia.
"Montesilvano e Spoltore nel futuro, continuando ai ritmi attuali, possono crescere e raggiungere livelli d’eccellenza, sia funzionale che economica: perché cedere questa indiscussa risorsa al comune di Pescara?"
Secondo Di Stefano, "Pescara, oggi come nel 1927, è l’unica che vedrebbe accrescere il suo prestigio, tra l’altro mantenendo il nome 'Pescara'. Montesilvano ad esempio ha un identità diversa da una metropoli, nè si identifica come aspirazione al degrado di un vasto territorio urbano, divenendone 'periferia'. La soluzione di creare una metropoli è appannaggio di speculatori".
Indugia nel sottolineare che il progetto "se vedrà la luce, sarà irreversibile e saranno cancellati dalla storia due comuni".
Analizza, ancora una volta, poi il risultato del quesito referendario consultivo del 2014.
"I totali degli aventi diritto al voto, erano 41334, di questi, ben 12543 non si sono recati alle urne, i NO sono stati 12548 e i SI 13719. Quindi la somma dei non votanti e dei NO è il doppio di chi voto il SI, senza tenere in oltre in questo conto le schede nulle e bianche (più di 2500)."
Inoltre confuta che il referendum "fu nascosto in altre tre schede elettorali" perchè era election day, "comunali, regionali ed europee", "senza nessuna informazione e dati che dichiarassero i risultati di studi di fattibilità scritti in modo chiaro perché i cittadini lo comprendessero".
L'ex consigliere comunale invita a una "ribellone pacifica" e dice, rivolgendosi a chi non è concorde sulla fusione, "Scendete nelle strade, nelle piazze e fate sentire il vostro civile NO al progetto di fusione: fatelo prima che sia troppo tardi".
Annuncia: "Pertanto il 7 settembre, non più da consigliere comunale ma da semplice cittadino, sinceramente preoccupato per la fusione, tornerò ad incatenarmi, come ho già fatto a L’Aquila e Montesilvano, per ribadire, gridando No alla realizzazione della Grande Pescara”.



