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Martedì, 22 Settembre 2020 10:54

La politica abruzzese ha abbandonato i boschi?

Scritto da rednez

"Il bosco protegge persone, animali,beni e infrastrutture da valanghe, cadute sassi,frane, inondazioni ed erosione. Esso è in grado di prevenire l’insorgere di numerosi pericoli naturali o di attenuarne gli effetti. Il suo valore per l’economia pubblica è immenso. C’è connubio fra economia ed ecologia e non c’è contraddizione: gli interventi selvicolturali sostenibili vengono incontro alle esigenze di entrambi. È necessario pertanto, trovare forze economiche ed ecologiche che abbiano come massimo criterio di riferimento la stabilità dei boschi come ambienti vitali dell’uomo. Agli operatori politici, è chiesto di fornire le risorse e creare i presupposti necessari.”

Così Franco Lacchè, presidente Umana Dimora Abruzzo e molise, associazione ambientalista nazionale. "In cosa consiste un buon intervento selvicolturale? - si chiede Lacchè - Boschi fitti, bui, con fusti deboli sono meno stabili di popolamenti riccamente strutturati, con alberi dai fusti grossi e ben ancorati al suolo. Le cause dei mancati interventi sono molteplici: scarsa accessibilità, ostacoli di natura topografica o eccessiva frammentazione dei boschi privati, costi di lavoro crescenti e prezzi del legname stagnanti, senza dimenticare le problematiche legate ad un eccesso di vincoli e di burocrazia.”

"Se è vero- prosegue il Presidente- che è nell’interesse di tutti i cittadini che il bosco eserciti la sua funzione protettiva in modo ottimale, bisogna riconoscere che i costi per la sua cura non possono ricadere esclusivamente sui portatori di interesse. Per questa ragione il finanziamento pubblico è più che necessario. Senza si rischia l’abbandono dei boschi e la loro distruzione e il ritorno alla loro marginalità per quando riguarda i suoi aspetti gestionali."

"Le foreste, ampiamente considerate all’interno di altre politiche (Reg. (Cee) n. 3528/86, inquinamento atmosferico, Reg. (Cee) n. 3529/86, incendi),- spiega Franco Lacchè - hanno trovato attuazione quasi esclusivamente nelle politiche agricole (Regolamenti (Cee) n. 1094/88, (Cee) n. 1096/88, (Cee) n. 867/90, (Cee) n. 2080/92) e nelle politiche di sviluppo rurale. Il comparto forestale ha sviluppando da un lato una propria strategia autonoma (strategia forestale Ue del 1998 e del 2013), e dall’altro integrandosi all’interno delle diverse fasi di programmazione delle politiche di sviluppo rurale (2000-2006 con il Reg. (CE) n. 1257/99, 2007-2013 con il Reg. (CE) n. 1698/2005 e 2014-2020 con il Reg. (UE) n. 1305/2013), delle politiche per la conservazione e salvaguardia della biodiversità e per la lotta al cambiamento climatico. Allora di fronte ad una situazione ambientale in continuo degrado e impoverimento biologico,economico,estetico ed ambientale è urgente favorire gli interventi di selvicoltura.”

"L’Umana Dimora - conclude il Presidente - considera necessario, anzi vitale, per l’economia montana e la conservazione e salvaguardia della biodiversità non perdere le economie messe a disposizione dalla programmazione dello sviluppo rurale per il settore forestale e richiama la politica abruzzese ad una attenzione maggiore alle problematiche inerenti la gestione dei boschi”.