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Mercoledì, 30 Settembre 2020 16:25

Pompeo in Italia, incontra Conte, Di Maio ma il Papa no.

Scritto da AC
Pompeo e Conte oggi Pompeo e Conte oggi governo.it

Il segretario Vaticano per i rapporti tra gli Stati accusa il governo Trump di "strumentalizzare il Papa".

Si è svolto in mattinata il colloquio fra il Presidente del Consiglio e il Segretario di Stato americano Pompeo. Al centro dell’agenda la collaborazione bilaterale ed internazionale nel contrasto al Covid-19, le crisi nel Mediterraneo e le relazioni con la Cina, 5g che sta a cuore agli USA. c'èstato un ncontro anche con luigi Di Maio. "Contiamo moltissimo sull'influenza che gli Usa potranno esercitare sugli interlocutori libici e gli attori internazionali per evitare eventuali azioni di sabotaggio" del processo di stabilizzazione in Libia. Ha detto il ministro degli Esteri in una conferenza stampa alla Farnesina con il segretario di Stato Usa.

Pompeo è atterrato a Ciampino dalla Grecia intorno alle 9.30. L'incontro tra il segretario di Stato americano e il premier Conte è durato oltre un'ora. Nella difesa della libertà religiosa in Paesi come la Cina, i governi nazionali "sono limitati dalle ragioni della politica" che li può spingere a fare "compromessi". Ma la Chiesa invece non è legata a queste considerazioni, non "deve compromettere standard di principio, basati su verità eterne", ha detto Pompeo, intervenendo oggi al Simposio organizzato a Roma dall'ambasciata Usa presso la Santa Sede sul tema della "promozione e difesa della libertà religiosa attraverso la diplomazia".

"Gli Stati Uniti fa la sua parta nel parlare in nome delle vittime della repressione religiosa, possiamo fare di più, ma lavoriamo duramente per gettare una luce sugli abusi, punire chi è responsabile e possiamo incoraggiare altri ad unirsi a noi in questa missione", ha detto ancora Pompeo che nei giorni scorsi su Twitter ha rilanciato il duro editoriale che ha scritto su un giornale religioso in cui si afferma che la Santa Sede "metterebbe a rischio la sua autorità morale" se rinnovasse l'accordo" raggiunto due anni fa "con il partito comunista cinese, sperando di aiutare i cattolici cinesi".

"Ma per quanto le nazioni possano fare alla fine i nostri sforzi sono l limitati dalla realtà della politica mondiale - ha continuato il capo della diplomazia dell'amministrazione Trump - gli Stati possono a volte fare compromessi per far avanzare buoni fini, i leader vanno e vengono e le priorità cambiano". "Ma la chiesa è in una posizione differente" ha proseguito, affermando che questo tipo di considerazioni "non devono compromettere standard di principio basate su verità eterne. E la storia ha dimostrato che i cattolici hanno affermato i loro principi in azioni gloriose", in favore della dignità umana. "I cattolici non sono stati risparmiati dall'ondata di repressione del regime cinese" contro le comunità religiose, ha affermato ancora sottolineando che "chiese ed altari cattolici sono stati dissacrati e distrutti e vescovi cattolici, come Augustine Cui Tai, sono stati arrestati".

"Giovanni Paolo II ha sfidato la tirannide, facendo questo ha dimostrato come la Santa Sede può muovere il mondo in una direzione più umana come nessuna altra istituzione", è stato un altro passo del discorso al Simposio di oggi. E ha poi espresso l'auspicio che "possiamo essere così coraggiosi nel nostro tempo". Nel suo discorso Pompeo ha citato molte volte Papa Wojtyla, ed ha ricordato anche la canonizzazione, "venti anni fa proprio in questi giorni di 83 credenti cinesi e 39 missionari europei uccisi". Il segretario di Stato ha poi fatto riferimento al fatto che Papa Francesco ha esortato la Chiesa ad essere "in uno stato permanente missionario". Questo secondo il repubblicano di origine italiana, ma di fede evangelica, significa "essere in permanente difesa dei diritti umani, opporsi in modo permanente ai regimi tirannici ed essere impegnata permanentemente a sostegno di chi vuole prendere il rischio della libertà", specialmente quella religiosa.

Pompeo non ha incontrato il Papa in Vaticano.

Un retroscena impressionante. C'è un tentativo di strumentalizzare il Papa nella partecipazione del segretario Usa Pompeo a un simposio sulla libertà religiosa in Vaticano durante la campagna elettorale Usa? “Beh, Sì. È una delle ragioni per cui il Papa non lo riceve”, denuncia monsignor Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati del Vaticano, parlando ai margine del simposio sulla libertà religiosa organizzato dall'ambasciata degli Usa presso la Santa Sede. Pompeo chiede a papa Francesco di dare prova di "coraggio" nel combattere le persecuzioni religiose, in particolare nei confronti della Cina con la quale il Vaticano è sul punto di rinnovare un accordo sulla nomina dei vescovi. Lo ha detto in presenza dell'arcivescovo Gallagher. "In nessun luogo - ha detto ancora - la libertà religiosa è sotto attacco più che in Cina. Questo perché, come tutti regimi comunisti, il Partito comunista cinese si considera l'autorità morale ultima. Un Pcc sempre più repressivo, spaventato dalla sua stessa mancanza di legittimità democratica, funziona giorno e notte per spegnere la lampada della libertà... soprattutto la libertà religiosa, su una scala orribile".

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