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Giovedì, 29 Ottobre 2020 17:47

Lo sfruttamento nel piatto, come modificare in meglio le abitudini di acquisto.

Scritto da Irma Alleva

RUBRICA SPAZIO LIBRI

a cura di Alleva Irma

In questo nuovo appuntamento di Spazio Libri voglio proporvi una lettura diversa da quelle , fino ad ora affrontate, non un romanzo ma un libro inchiesta, secondo il mio parere interessante e di grande attualità: Lo sfruttamento nel piatto (Laterza) del giornalista Antonello Mangano con un sottotitolo molto eloquente

Quello che tutti dovremmo sapere per un consumo consapevole. Al supermercato siamo contenti di trovare passate di pomodoro e arance 'sottocosto'. Spesso le compriamo, soddisfatti del risparmio. Poi capita di indignarci leggendo certe notizie spaventose sui lavoratori delle campagne.C'è un filo comune che lega quelle notizie ai nostri comportamenti d'acquisto. Questo libro indaga la filiera di alcuni prodotti agricoli ad alto rischio, dalle arance ai pomodori, all'uva. Andando a ritroso dal supermarket ai centri di distribuzione, fino alle serre e ai campi, scopriamo che la brutalità del caporalato e la 'modernità' della globalizzazione convivono senza scontrarsi. E che l'economia globale porta i contadini di Rosarno a competere con quelli brasiliani; i pugliesi con i cinesi; i piemontesi con gli spagnoli. I ghetti sono la parte visibile del problema. Le cause vanno cercate in una filiera dominata dagli intermediari e sovrastata da oligopoli capaci di imporre i prezzi, a ogni costo.Antonello Mangano ci accompagna in un lungo viaggio dagli agrumeti di Rosarno alle industrie di succo d'arancia tra Messina e Catania, dai supermercati del milanese ai campi di pomodori di Foggia e Ragusa, fino alle centrali logistiche padane. Infine, scopriremo i frutteti di Saluzzo e i vigneti del Chianti, perché lo sfruttamento si annida persino nelle aree più ricche.Il libro si chiude con una domanda cruciale: se non voglio essere 'complice' di un sistema ingiusto, come devo comportarmi? Le alternative, per fortuna, sono numerose. E ricostruire i passaggi che intercorrono dietro il cibo che acquistiamo, dai braccianti, ai produttori, ai distributori fino ad arrivare al mercato stesso è stato un lavoro arduo e non poco impegnativo a detta dello stesso Mangano che "non avrebbe mai immaginato sarebbe stato più semplice indagare sulla criminalità quanto piuttosto sulla frutta". A causa di etichette prive di dati e informazioni chiare, volte ad una scelta consapevole, e per di più alla mancanza di trasparenza da parte delle aziende stesse. Ma ciò che ne viene fuori è un inchiesta ben approfondita e di facile lettura arricchita da esperienze vere di caporalato, illegalità, sfruttamento e lavoro nero che sussistono dietro gli scaffali ben sistemati della grande distribuzione. Perchè leggerlo? Perchè dietro il lavoro impeccabile da giornalista che indaga e cerca di chiarire i molti punti ancora imprecisati riguardo all'argomento, l'autore fornisce al consumatore spunti pratici, per evitare di essere complici di un sistema che purtroppo vive di leggi ben impostate e ancora molto forti, come ad esempio la possibilitàdi affidarsi a gruppi d'acquisto solidale o di tornare a frequentare i mercati rionali. Ma soprattutto ci mette in guardia da specchietti per le allodole di fronte ai quali poter esprimere un dissenso cosciente, perchè informarci è un nostro diritto e a volte pure un dovere.