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Lunedì, 28 Dicembre 2020 15:48

Patrimoniale? Rivoluzione è applicare l'art 53 della Costituzione

Scritto da Enrico Gambacorta

Dott. Enrico Gambacorta: "Le imposte indirette sono prettamente piatte e, quindi, cozzano con la progressività, poiché, tanto paga il milionario e tanto paga chi non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena. 

La riflessione del Dott. Enrico Gambacorta sul pagamento delle imposte.

Gentile Direttore,

Si parla e si scrive che lo Stato ha bisogno di soldi. Mi sembra ovvio e giusto. Da qualche parte si ventila la patrimoniale. Che non sia come quella patrimoniale imposta, a suo tempo, dal beneamato ministro Amato che prelevò su tutti i conti correnti senza distinzione alcuna. Ma che sia una patrimoniale per la quale chi più ha più contribuisce a sopperire a questa esigenza. In proposito, propongo una rivoluzione del sistema fiscale da tempo e da tanti, verbalmente, auspicata. Rivoluzione fiscale che consisterebbe nell'applicazione totale dell'art.53 della nostra Costituzione che così, testualmente, recita: "tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività."

Oggi, in realtà, le imposte (da distinguersi dalle "tasse" che sono altra cosa) vengono pagate per metà (circa) con le imposte dirette, cioè con la dichiarazione dei redditi e l'altra metà (circa) è versata allo stato con le imposte indirette (IVA, ACCISE, ecc.). Ma le imposte indirette sono prettamente piatte e, quindi, cozzano con la progressività, poiché, tanto paga il milionario e tanto paga chi non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena.

Il mandato costituzionale è tassativo e non prevede eccezione alcuna, e secondo la asseverata interpretazione legislativa "ubi lex non distinguit nec nos distinguere debemus*". Pertanto, nessuna legge o circolare o disposizione ministeriale può essere in contrasto o disattendere la costituzione che è al di sopra di tutte le leggi. Quindi, ipotizzo una riforma fiscale che abolisca, completamente, le imposte indirette in modo che tutte le necessità dello stato vengano soddisfatte dalle imposte dirette che, tenendo conto del criterio della progressività, farebbe pagare il giusto a chi può e lascerebbe un pò di denaro nelle mani di tanta povera gente.

Da quando esistono le imposte indirette? Chi le ha inventate? Quale sarà stata la mente ispiratrice? Forse qualcuno memore della "tassa sul macinato**" di Quintino Sella (la destra storica)?

Per quanto sopra, Signor Direttore, non aspiro ad una giustificazione, poiché la mancata osservanza della costituzione non ammette giustificazione alcuna, ma ad un qualche tipo di spiegazione.

Ringrazio per l'attenzione che vorrete riservare alla presente e La saluto cordialmente.

Enrico Gambacorta

 

*Quando la legge non distingue, neanche noi possiamo farlo

**La tassa sul macinato, imposta indiretta del Regno d'Italia sulla macinazione del frumento e dei cereali in genere, inasprita durante il governo Lanza, per iniziativa di Quintino Sella, al fine di contribuire al risanamento delle finanze pubbliche, contribuì alla crisi del governo e alla caduta della Destra storica. Si pagava in base ai giri della ruota del mulino, per calcolarne l'ammontare veniva applicato un contatore meccanico.