Per l'Abruzzo affacciato sul mondo...


Venerdì, 15 Gennaio 2021 15:19

Marasma socio-politico e riorganizzazione.

Scritto da Dott. Enrico Gambacorta

Alla immensa tragedia causata dal coronavirus mancavano i litigi degli attuali politici.

I partiti della maggioranza litigano tra loro e quelli della opposizione litigano con quelli della maggioranza. L'un contro l'altro 'armati'!

Se questa è democrazia sarebbe opportuno evitarla anche perché questo tipo di democrazia è stato radicalmente superato per due motivi: svuotato nella sostanza e superata dal tempo. Svuotata perché buona parte del popolo, non avendo fiducia in chi si propone come candidato a governare, non va a votare e l'eletto non rappresenta che un italiano su quattro.

Supponiamo che il 50% vada a votare: da questo 50% uscirà una maggioranza del 25% più uno che avrà il diritto di governare e rappresenterà un italiano su quattro. E' vero che i designati a governare sono portatori degli interessi di chi li ha votati ma è sicuro che gli eletti siano capaci di realizzare i desiderata di cui sono portatori? Ammesso che siano capaci è sicuro che lo vogliano fare?

Platone (428/27-348/347 a. C.) che diceva:

il governante deve essere competente ed avere la volontà di governare per il popolo. Diversamente e in mancanza di questi due indispensabili requisiti si avrà il peggiore dei governi possibili.

Le attuali elezioni vanno bandite "illico et immediate" per quanto citato e anche per alcuni riferimenti storici:

Il popolo ha osannato Masaniello (1620/1647) a Napoli. In Germania le elezioni furono stravinte da Hitler contro il bravo Generale Hindenburg. Il pazzo, Hitler, ha provocato la seconda guerra mondiale con ben 70 milioni tra di morti e feriti. In Venezuela, Hugo Chàvez, vinse per 13 volte le elezioni, il suo successore, Maduro, continua a vincere, forzosamente, le elezioni. Potrei citare altri casi ma mi limito ad un mio ricordo storico.

Quando in Italia fu votato per la Repubblica, io c'ero e sapevo già leggere, nel mio paesino natìo fu affisso questo manifesto di cm.40 x 20: "Costi quel che costi, bisogna vincere, Alcide De Gasperi" e di fatto, dicono, vinse.

Si potevano risparmiare tanti soldi ed evitare la farsa. Lungo da me ogni giudizio di merito. Premesso che tutti gli esseri umani non sono uguali. Anche se tutti meritano dignità e rispetto.

Oggi tutti possono diventare parlamentari cioè fare leggi, essere ministri o sedere a Palazzo Chigi: un bravo falegname, un archeologo, ecc. Ciò mi sembra strano e pericoloso per due motivi. Perché una cosa é essere portatore di interessi di altri e altra cosa è essere capace di soddisfarne i desiderata. Un personaggio assiso in loco molto alto alla domanda:

-Lei è capace di assolvere al compito cui é stato preposto? Ha mai fatto questo mestiere?

-Veramente no, io sono un archeologo, e allora come fa? Mi servo di consiglieri.

E' come un se un bravo restauratore di mobili antichi si presentasse in una sala operatoria e alla domanda

-Lei cosa fa qui? Lei non è un chirurgo. E' vero ma io ho i mie i consiglieri.

"Rebus sic stantibus" oggi Palazzo Chigi e tutti i posti di comando non possono essere occupati da chiunque a cominciare da un bagnino al quale, tra l'altro, viene richiesto il certificato dei precedenti penali e il certificato dei carichi pendenti.

Per i posti di comando andrebbero scelte persone con due requisiti: laa competenza tenendo conto del loro "curriculum vitae", le loro esperienze, le attività svolte, la loro integerrima personalità che comprende l'educazione e l'istruzione. Queste due ultime sono importantissime.

Filippo II di Macedonia chiamò Aristotele (383/322 a.C.) per educare ed istruire il figlio, Alessandro Magno (356/323 a.C.), ritenuto il più grande generale che sia mai esistito. Giulio Cesare (100-102/44 a,C.) di alto lignaggio, stratega, magnanimo e colto, conosceva bene anche il greco. Dicono che la famosa frase "Tu quoque Brute fili mi" l'abbia esclamata in greco. Federico II di Svevia (1198/1250), chiamato lo "Stupor Mundi", orfano del padre e della madre, fu affidato al Papa Innocenzo III il quale lo raccomandò a educatori di chiara fama. Egli "parlava sette lingue, la sua corte era un crogiuolo di cultura: cristiana, araba, ebraica, germanica, greca e latina. Inventore di uno stato moderno" (Fernando Guarino, la rivista Il Sorpasso n.11, pag. 11).

Ricordo, ad ogni utile fine: "Rustica progenie semper villana fuit". E la volontà di fare, operare per il popolo. Poiché potrebbe anche capitare che il preposto faccia, simulatamente, soprattutto o anche i propri affari. Bisognerebbe reperire una persona capace su scala nazionale o internazionale. Cosa difficilissima, credo, che sia più facile trovare un bravo chirurgo poiché il chirurgo, al mattino, sa che tipo di intervento affronterà il giorno, mentre chi occupa Palazzo Chigi, non sa cosa succederà nella giornata né a livello nazionale, con i postulanti e con le locali associazioni domestiche di categoria, né può immaginare, a livello internazionale, la situazione dei mercati, della finanza, cosa vorranno i partner europei e non di cui, egli, forse, non conosce nemmeno lingua e non sa quale pericoli corre con l'uso dei traduttori. In Cina, tra l'altro, i traduttori non esistono poiché la lingua cinese si interpreta non si traduce. Egli dovrà muoversi e dovrà operare, a detta di Moisé Naìm, già membro del "Carnegie Endowment for International Peace" e già direttore di "Foreign Policy", in "La Fine del Potere", ediz. Mondadori, in un quadro egemonico e geopolitico mondiale che si sta spostando da Ovest a Est e da Nord a Sud. Questo cambiamento non sarà solo economico, finanziario e politico ma anche culturale e ideologico.

Ultima modifica il Venerdì, 15 Gennaio 2021 15:40

Top News

Statistiche

Visite agli articoli
32218748