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Giovedì, 11 Febbraio 2021 18:20

Abruzzo, RU 486: scoppia la polemica, tutti contro circolare.

Scritto da Angela Curatolo

Una forte raccomandazione alle Asl regionali affinché l’interruzione farmacologica di gravidanza con utilizzo di mefipristone e prostaglandine sia effettuata preferibilmente in ambito ospedaliero e non presso i consultori familiari.

Scoppia la polemica sulla circolare, inviata alle direzioni generali delle Asl abruzzesi, a firma dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, e del direttore del Dipartimento regionale Sanità, Claudio D’Amario.

Si legge nel comunicato.

Il provvedimento si è reso necessario alla luce delle recenti modifiche della normativa che regolamenta l’accesso al trattamento farmacologico per l’interruzione di gravidanza. Nelle indicazioni terapeutiche dei prodotti utilizzati, è infatti previsto che le donne alle quali viene somministrato il farmaco devono poter disporre nella stessa sede di strutture mediche adeguate, così da poter far fronte ad eventuali effetti collaterali.

“Condizione – spiega l’assessore – che spesso non si verifica nelle nostre sedi consultoriali, dove non sempre è presente una figura medica e non c’è una perfetta integrazione con le sedi dipartimentali. Vale a dire che le indicazioni ministeriali potrebbero non essere rispettate. Di qui la richiesta di somministrare il farmaco preferibilmente in ambito ospedaliero, a tutela della salute della donna e nel pieno rispetto del dettato della legge 194”.

Nel frattempo, a ciascuna Asl è stato richiesto di fornire, per ogni sede consultoriale presente, una serie di informazioni: la presenza di un collegamento funzionale tra i servizi territoriali e gli ospedali di riferimento; la individuazione di sedi disponibili con spazi dedicati; la formazione specifica degli operatori coinvolti; - la puntuale raccolta dati attraverso la scheda Istat D12 ; la definizione dei criteri di ammissione e dei criteri di esclusione; le informazioni da fornire alla paziente; la predisposizione di un consenso informato; la definizione di protocolli operativi ben definiti per l’esecuzione dell’interruzione volontaria di gravidanza con il trattamento farmacologico; l’attivazione del monitoraggio degli eventuali effetti collaterali dell’interruzione volontaria di gravidanza effettuata con l’utilizzo di farmaci.

“Questo monitoraggio – conclude la Verì – ci permetterà di avere un quadro puntuale dell’organizzazione dei nostri consultori rispetto alla tematica dell’interruzione farmacologica di gravidanza, fermo restando il ruolo irrinunciabile che queste strutture hanno da sempre nell’affiancare la donna in un momento così delicato della propria vita”.

M5s: "inaccettabile che le conseguenze delle disfunzioni del Sistema Sanitario siano pagate dai cittadini"

“L'Assessore alla Sanità di Regione Abruzzo Nicoletta Verì pensa di aiutare le donne nel già difficile percorso di scelta dell'interruzione di gravidanza complicando l'accesso al relativo farmaco. Dalla sua nota emerge la gravità assoluta della situazione in cui versano i consultori sul nostro territorio regionale. Visto che è l'Assessore stesso ad ammettere, di fatto, che queste strutture non sono nelle condizioni per poter dare il necessario supporto a livello socio-sanitario alle donne in un momento quanto mai delicato della propria vita, dovrebbe avere il buongusto di dimettersi immediatamente. È inaccettabile che le conseguenze delle disfunzioni del Sistema Sanitario siano pagate dai cittadini, anche nel momento di massima fragilità, mentre la politica cerca scappatoie di ogni tipo”. Lo afferma il Capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi. “Ci sono state battaglie decennali – continua – in nome dei diritti e delle libere scelte delle donne, eppure sembra che in Regione Abruzzo, nascondendosi dietro alla formula della 'forte raccomandazione', invece di fare passi in avanti si provi a tornare indietro. Se l'Assessore non è in grado di difenderne le prerogative e di proteggerle nelle situazioni in cui c'è maggiore bisogno di aiuto e sostegno, lo dica subito e torni a casa invece di mettere nuovi e potenziali ostacoli”. “Invito il Presidente Marsilio a guardare con più attenzione a ciò succede in Abruzzo. Non sarà la sua regione, eppure, volente o nolente, la amministra. Abbiamo Asl che fanno acqua da tutte le parti, e le nostre denunce quotidiane sono lì a dimostrarlo: smetta di fare propaganda contro il governo nazionale e inizi a trovare qualche soluzione dopo due anni di niente”, conclude.

PD: "temiamo è il tentativo di forzare la mano"

"Le Democratiche abruzzesi scrivono che “con la scusa del ‘benessere della donna’ quello che temiamo è il tentativo di forzare la mano, per motivi ideologici e politici, su questioni di etica pubblica, attraverso forme più o meno evidenti di criminalizzazione (ed evidentemente di ‘contenimento sanitario’) dell’aborto come atto di libertà sul proprio corpo e sulla propria biografia, in un panorama in cui sembrano riemergere alcune forme di nostalgia per un passato governato da certezze patriarcali e sovraniste, che incidono ancora una volta sui corpi delle donne. L’assessora Verì si preoccupi dello stato in cui versano i consultori, presidi di cura, civiltà, cittadinanza attiva, prevenzione, informazione e condivisione che, se magari meglio sostenuti nelle proprie attività, potrebbero portare avanti temi come l’educazione alla sessualità e all’affettività fra le giovani generazioni, l’incentivo all’uso corretto dei metodi di contraccezione e di tutela dalle malattie sessualmente trasmissibili, l’ascolto attivo e partecipato di malesseri emotivi ed esistenziali che oggi più che mai risentono negativamente dell’assenza di luoghi di accoglienza, aperti e inclusivi in cui sentirsi accompagnati nelle varie fasi della vita”.

"Ribadiamo con forza che da anni le associazioni per la salute della donna e le società scientifiche chiedono un rilancio della legge 194, chiedendo il rafforzamento della rete dei consultori, da anni sotto finanziati e a corto di personale, ma anche una maggiore centralità sui temi della legge a partire dall’informazione sulla contraccezione, inclusa quella d’emergenza, per migliorare l’informazione, soprattutto per le giovanissime e le cittadine straniere. Proviamo a parlare di questo, non di confinare il corpo delle donne ad un controllo e confinamento non solo fisico, ma anche esistenziale”.

"Aifa, ha rimosso le limitazioni all'impiego della pillola abortiva" - FP ABRUZZO MOLISE CGIL ABRUZZO MOLISE SPI ABRUZZO MOLISE COORD. DONNE SPI

"Forse l'assessora ignora l'aggiornamento delle linee di indirizzo del ministero della Salute del 13 agosto 2020, che dopo il parere favorevole del CSS e la delibera dell'Aifa, ha rimosso le limitazioni all'impiego della pillola abortiva". Così FP ABRUZZO MOLISE CGIL ABRUZZO MOLISE SPI ABRUZZO MOLISE COORD. DONNE SPI. Nel frattempo, la Regione Abruzzo, a ciascuna ASL abruzzese, ha chiesto di fornire, per ogni consultorio abruzzese, una serie di informazioni. Ricordiamo che la legge istitutiva dei consultori risale al 29 luglio 1975 e stabiliva funzioni e scopo, figure professionali e articolazioni territoriali. Nel tempo i consultori hanno subito un attacco continuo con svuotamento e chiusura di molti di essi. Ci sorprende pertanto questa quantomeno tardiva presa di coscienza della situazione dei consultori come pure la previsione, nel frattempo, del ricovero, per l'aborto farmacologico, di tre giorni, in piena pandemia e con una sottovalutazione dei problemi delle donne sulla privatezza dell'intervento e sull’impatto psicologico che questo potrebbe avere su di esse. Sullo sfondo di tutto ciò l'alto numero di medici obiettori presenti nelle strutture ospedaliere pubbliche. A questo punto sembra manchi solo l’attivazione dei gruppi pro - vita quale tassello di una bigotta e retriva mentalità contro il diritto delle donne all’autodeterminazione. Noi donne e uomini della CGIL non siamo più disponibili ad aspettare ed a rinunciare ad una conquista frutto di anni di battaglie".

Chiedono: " un vero riordino della rete dei consultori e che si garantisca, anche in Abruzzo, la realizzazione delle linee di indirizzo del Ministero della Salute con garanzia dell’esigibilità di un diritto per le donne con piena tutela della salute e della riservatezza". "Sollecitiamo nuovamente l’Assessora ad avviare un confronto concreto sulla medicina territoriale a partire dalla rete dei consultori pubblici in Abruzzo. Siamo pronti diversamente a mettere in campo tutte le azioni di mobilitazione necessarie a difesa di quello che ribadiamo è un diritto delle donne senza se e senza ma".

Coalizione Civica Pescara, "Siamo stufe che altre altri e altri scelgano sulle nostri sorti e del nostro corpo".

Coalizione Civica Pescara richiede "il ripensamento del nostro governatore circa le modalità della pillola abortiva, segno di grande civiltà, ma anche e soprattutto la rimozione dei manifesti antiabortisti e violenti nei confronti delle donne, proprio come segnale definitivo di rispetto verso i corpi e le scelte di quelle donne". E annunciano: "Non escludiamo delle eventuali azioni, pacifiche e nel pieno rispetto delle norme anti-covid, al fine di ribadire a gran voce la libertà di scelta di tutte le donne".

Ultima modifica il Giovedì, 11 Febbraio 2021 18:43