"Un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l'energia elettrica. È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l'un l'altro. E ora come faranno? La stagione gelida avanza e non ci sono termosifoni a scaldare, il cibo scarseggia, non c'è nemmeno più luce a illuminare le notti. Le città sono diventate un deserto silenzioso, senza traffico e senza gli schiamazzi e la musica dei locali. Rapidamente gli uomini capiscono che se vogliono arrivare alla fine di quell'inverno di fame e paura, devono guardare indietro, tornare alla sapienza dei nonni che ancora erano in grado di fare le cose con le mani e ascoltavano la natura per cogliere i suoi insegnamenti. Così, mentre un tempo duro e infame si abbatte sul mondo intero e i più deboli iniziano a cadere, quelli che resistono imparano ad accendere fuochi, cacciare gli animali, riconoscere le erbe che nutrono e quelle che guariscono. Resi uguali dalla difficoltà estrema, gli uomini si incammineranno verso la possibilità di un futuro più giusto e pacifico, che arriverà insieme alla tanto attesa primavera. Ma il destino del mondo è incerto, consegnato nelle mani incaute dell'uomo... "
Corona catapulta il lettore in un mondo preda del caos dovuto alla fine del benessere e delle comodità ai quali i suoi abitanti sono assuefatti. Mette, e direi quasi che si diverte nel farlo, in assoluta difficoltà l'umanità che si ritrova bloccata ed inerme di fronte ad eventi improvvisi. Le industrie si fermano così come le scuole e gli ospedali. Il cibo comincia a scarseggiare, le malattie invece ad aumentare e gli elementi fragili della società, come gli anziani e i neonati, saranno i primi a perire. Ecco, la visione generale non è delle migliori, lo so! E quando cominciai a leggerlo mi chiesi: "Ma perchè creare uno scenario apocalittico? Corona dove vorrà arrivare?". Però poi in fondo conoscendo il pensiero dell'uomo Corona oltre che dello scrittore, non c'era molto da stupirsi, essendo lui un fermo sostenitore del ritorno alle origini. E infatti sarà questo il punto di svolta. La soppravvivenza nonostante tutto. Gli uomini cominciano ad attivarsi, imparano a coltivare la terra, ad accendere il fuoco, a fare provviste per l'inverno, ad aiutarsi a vicenda e scoprono nel disagio che si può essere contenti ugualmente, anzi di più.
L'autore pone quindi, sotto la lente d'ingrandimento l'uomo e la sua smania di arroganza e di possesso e in qualche modo vuole dargli una lezione. Non si risparmia certo in castighi di ogni sorta, ma questo basterà davvero? Nessuno lo sa e per primo Corona, che nostalgico ma consapevole, tratteggia una possibile terapia lontana purtroppo da un effettiva realizzazione.
Nonostante l'argomento poderoso, la lettura risulta scorrevole mentre la sua visione idealista palese straborda , a differenza di altri suoi scritti nei quali appare più velata. E così il contatto con la natura, l'arte di arrangiarsi, la capacità di godere del silenzio e del tempo fermo sono chiare concessioni che da sole, migliorerebbo il nostro percorso personale.
Perché leggerlo? Perchè è un libro che crea numerosi spunti di riflessioni, un libro da proporre in un gruppo di lettura o perchè no da far scoprire ai giovani.
Titolo: La fine del mondo storto
Autore : Mauro Corona
Editore : Mondadori
Pagine : 160
Genere : Narrativa



