E' il presidente di PescaraTutela Licio di Biase. A conferma della collocazione a Villa de Riseis di questa e di un’altra lapide vi è una poesia di Marcus De Rubris (pseudonimo) che da Torino nel 1917 così scriveva nella seconda strofa della poesia intitolata “Villa de Riseis”:
II
Ospite!, il bel museo de ‘l cortiletto
recondito (la villa tua si cela:
un po’ guardinga…) schiude a ‘l mio diletto
un spirto immarcescibile, che anela
perdutamente a’ limiti de ‘l vero.
Lapidi e stele arcaiche il segno eterno
da le pareti insiston veritiero.
Scruto il simbolo: è morto?... ahimè! non scerno…
Ospite!, e dimmi con virtù latina
dé lapidei frammenti le leggende
che il barbaro (*) tradusse a te romano.
Dolce un nome di donna marrucina
mi riporta a remote età stupende:
la pietra sepolcrale apre un arcano!
(*) il riferimento è alla visita dell’archeologo Momsen
"Le due lapidi citate sono sia quella lapide che verrà esposta e relativa alla presunta esistenza di un tempio dedicato alla Dea Iside che di un’altra
dedicata da una moglie al marito annegato nell’Adriatico e che necessita di restauro, per cui non è stato possibile il trasporto. Tutto ciò è stato possibile grazie ad Alfonso Di Fonzo e alla Società Di Fonzo di Vasto, proprietari della lapide, e alla Sovrintendenza che con grande spirito di abnegazione e di ferma tutela del Patrimonio hanno acconsentito a questa straordinaria opportunità."



