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Mercoledì, 15 Dicembre 2021 16:16

Abruzzo contro lo spopolamento: 2.500 euro annui a famiglia che si trasferisce in piccolo comune montano.

Scritto da reden

166 i comuni interessati, inferiore ai 3000 abitanti - per Blasioli non è una buona legge perchè non contiene misure per il trasporto

 Dal primo gennaio sarà riconosciuto per un triennio un contributo di 2.500 euro per nucleo familiare che trasferirà la propria residenza entro 90 giorni dall’accoglimento della domanda in un comune di montagna della Regione Abruzzo e che la mantengano per almeno 5 anni pena restituzione delle somme percepite.

Sarà previsto un ulteriore contributo per i nuovi nati sempre di 2.500 euro annui fino al compimento del terzo anno di età. Inoltre per la tutela della salute dei cittadini in età pediatrica la legge prevede l'inserimento nei comuni montani, da parte della Asl, di un pediatra di libera scelta sulla base di un calcolo della popolazione in tale fascia d'età. I piccoli comuni montani sono quelli con popolazione inferiore ai 3000 abitanti con un calo demografico registrato negli ultimi 5 anni e comunque quelli con popolazione al di sotto dei 200 abitanti.

"Grazie agli emendamenti fortemente voluti dalla Lega anziché 90 saranno 166 i comuni interessati dall’intervento per contrastare il declino demografico nelle zone montane. Questa legge approvata oggi in Consiglio Regionale persegue la finalità attraverso la quale si vuole restituire una nuova vita ai bellissimi borghi della nostra regione che sono interessati dallo spopolamento”.

Questo quanto sottolineato da Vincenzo D'Incecco Capogruppo Lega in Consiglio Regionale.

Il Gruppo PD su legge per i centri montani: Non è una buona legge

“Il testo approvato non sostiene i Comuni e la comunità che ha bisogno di servizi e di attenzione”. Blasioli:“La legge per combattere lo spopolamento dei centri montani non è una buona legge e non raggiungerà il suo scopo”.

Lo dichiarano i consiglieri del Gruppo regionale Pd, a seguito dell’approvazione del testo sulle “Misure urgenti per contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni di montagna”.

“La legge – illustrano i consiglieri Antonio Blasioli, Silvio Paolucci, Dino Pepe e Pierpaolo Pietrucci - non interviene sulle reali esigenze dei Comuni montani, tanto è vero che non contiene nemmeno misure per i trasporti nelle aree interne. Oggi era l’ultima occasione per approvarla, prima del bilancio e è per questo abbiamo posto fine all’ostruzionismo, ma non siamo riusciti a migliorarla come speravamo”.

Per arrivare allo scopo il gruppo del Partito Democratico ha presentato un migliaio di emendamenti in Commissione, ottenendo però innanzitutto che non vi fosse difformità tra questa legge e le altre nella definizione di Comune montano, recependo così un’osservazione proposta da Anci e Uncem: “Abbiamo infatti ottenuto che la legge riguardi tutti i Comuni che sono ricompresi nelle Comunità montane – spiegano i consiglieri - Senza queste modifiche sarebbero stati interessati solo i Comuni sopra i 600 metri di altitudine e con meno di 3.000 abitanti. Una modifica dunque, molto importante, basti pensare che nella Provincia di Pescara, ad esempio, a fronte dei 6 inizialmente previsti, si è passati a 21 Comuni. Nonostante l’aumento dei centri che rientrano in questa categoria, non è però aumentata la dotazione finanziaria prevista e questo è uno dei grossi problemi che restano inevasi. A disposizione ci sono solo 1,5 mln di euro per 166 comuni, si tratta della stessa somma prevista quando i comuni erano 125 e destinati a supportare chi deciderà di farvi nascere un figlio, di adottarlo, di trasferirvi la residenza e di restarci per 5 anni, che potrà richiedere e ottenere sulla base di requisiti Isee a tranche da 2.500 euro l’anno per tre anni”.

“Siamo però orgogliosi che, sempre su nostra proposta, sono stati approvati due emendamenti che riguardano l’emergenza relativa alla carenza di pediatri di base sul territorio soprattutto delle aree interne – aggiunge il consigliere Antonio Blasioli - Sono meno forti nel tenore rispetto a come le avevo presentate, ma è stato un sacrificio necessario per permetterne l’approvazione in Consiglio. Nello specifico, uno dà indirizzo alle Asl affinché modifichino, per i Comuni montani, i parametri, in particolar modo quelli legati al numero di bambini e ragazzi residenti in essi, che determinano la carenza o meno di un ambito distrettuale costituito per l’erogazione delle prestazioni della pediatria. L’altro, invece, dà la possibilità ai Comuni montani di promuovere intese con le Asl per mettere a disposizione locali in cui erogare le prestazioni specialistiche e ambulatoriali dei pediatri, attualmente forniti solo nelle sedi distrettuali. Questa volontà del Partito Democratico scaturisce dalla lotta del coordinamento dei genitori dei bambini dell’ambito distrettuale di Scafa che prevede 13 Comuni: Serramonacesca, Scafa, Abbateggio, Alanno, Caramanico, Cugnoli, Lettomanoppello, Manoppello, Roccamorice, Sant’Eufemia a Maiella, Salle, San Valentino, Turrivalignani. Comuni montani con due soli pediatri e genitori obbligati, soprattutto in inverno, a fare viaggi della speranza o aspettare un appuntamento per giorni a causa dell’enorme mole di lavoro dei pediatri. Anche se il problema non è ancora del tutto risolto, c’è un preciso indirizzo del Consiglio Regionale e per questo ringrazio i colleghi per aver sottoscritto e approvato i miei emendamenti”.

Ultima modifica il Mercoledì, 15 Dicembre 2021 17:05

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