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Martedì, 04 Gennaio 2022 12:15

Il mito delle Sirene in Abruzzo e Molise

Scritto da Camillo Berardi

Il mito affascinante e misterioso delle Sirene è sempre vivo nella fantasia popolare e si è diffuso anche nelle località balneari abruzzesi, dove le ninfe del mare sono raffigurate in diversi monumenti e sculture.

Queste splendide creature sono presenti anche nell’Abruzzo interno. La Sirena bicaudata è raffigurata in tantissimi stemmi della Famiglia Colonna, anche in quelli esistenti nella città di Tagliacozzo (AQ): il simbolo della diva marina fu utilizzato come emblema di potenza navale, in memoria della battaglia Lepanto, nella quale la Flotta Pontificia comandata da Marcantonio Colonna, il 7 ottobre 1571 sconfisse e scacciò dal Mediterraneo le forze navali turche.

Le Sirene, pur incarnando il simbolo del desiderio erotico, peccaminoso per la chiesa, sono raffigurate anche in moltissimi luoghi culto.

Il rivestimento della facciata della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Collarmele (AQ) è realizzato con migliaia di mattonelle policrome maiolicate in rilievo - di grande pregio artistico - dipinte nel ‘500 da Bernardino de’ Gentili di Anversa degli Abruzzi, con decori che richiamano gli emblemi delle famiglie Orsini, Colonna, D’Aragona e Piccolomini. Molte formelle del rivestimento raffigurano le Sirene bifide con gambe pinnate divaricate e rivolte verso l’alto, serrate dalle mani delle stesse ninfe.

La Sirena bicaudata, come abbiamo già visto, era uno dei simboli araldici della Famiglia Colonna che contribuì alle spese per la realizzazione dell’opera, con uno scopo propagandistico, per celebrare la gloria e la fama dell’impresa di Lepanto con iniziative urbanistiche, architettoniche e artistiche, anche nel territorio del proprio feudo di Avezzano. In due nicchie della spettacolare facciata maiolicata della chiesa di Collarmele, decorata da molte Sirene con l’impudica posizione delle code, sono collocate le statue rupestri di San Pietro e San Paolo. Nel Molise, che sino al 1963 era unito all’Abruzzo, è presente una ricchissima iconografia che raffigura le Sirene, soprattutto nei borghi collinari e montani.

Le mitiche ninfe, in variegate rappresentazioni - anche sfacciate in luoghi di culto, ostentando gli attributi più intimi - sono ritratte in alcuni edifici storici, nelle Chiese di Agnone, Boiano, Carpinone, Vinchiaturo, nella Basilica di S. Giorgio a Petrella Tifernina, nella Cattedrale di Venafro e nella Cattedrale di Termoli, dove una creatura marina bicaudata, circondata da pesci, è raffigurata in un mosaico pavimentale. Queste leggiadre e affascinanti creature sono raffigurate nelle facciate, nei portali, nei capitelli, negli altari e in altri elementi architettonici. Ammalianti e sensuali per le forme generose del corpo connotato da una forte carica erotica, nel mondo pagano erano il simbolo della fertilità, della fecondità e della protezione del creato, probabilmente legato al culto della Dea Madre, mentre nell’era cristiana che si è sovrapposta a quella pagana, sopravvivendo e convivendo con essa, rappresentavano il simbolo del peccato della lussuria, e le raffigurazioni disseminate in molte chiese e cattedrali europee, potrebbero rappresentare un monito per tutti i cristiani a non cadere nel peccato del piacere della carne.

Pur nel mistero delle origini, delle metamorfosi, delle ambiguità, dei poteri simbolici e dei messaggi contrastanti che trasmettono - arcani occulti che devono essere ancora svelati - il mito e il fascino delle sirene continuano a vivere saldamente nell’immaginario collettivo, emozionando e ammaliando.

Nel video che segue con il componimento “Notte Abruzzese” - “Li cante de Sirene”di Lucio Cancellieri e Camillo Berardi, è possibile visualizzare un nuovo ed ampio repertorio di queste fantastiche “Mitiche Ninfe”.

 

Ultima modifica il Martedì, 04 Gennaio 2022 16:36