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Mercoledì, 20 Aprile 2022 11:53

Montesilvano/Mazzocco. Di Giampietro dice: No al megapontile, si al pocket park.

Scritto da rednez

 L'architetto di Web strade propone "il recupero del parco, con fitodepurazione della foce del Mazzocco e la nascita di altri pocket-park sulla spiaggia a nord di Pescara."

"Nato dalle fantasie scenografiche di alcuni 'pensatori in grande', con la scusa di coprire la vergogna della foce del fosso Mazzocco, che è oggi inscatolato nel cemento e trasformato nello scarico troppo pieno del collettore fognario rivierasco, è stato presentato a Febbraio il progetto Trabocchi a mare, con un evento promosso da un'associazione balneatori, e da alcuni politici e responsabili pubblici. Il megaprogetto prevede un pennello e pontile in cemento con neo-trabocchi terminali e attracco natanti ad oltre 300 m dalla spiaggia. Quasi una nuova Penisola artificiale, stile The Palm di Dubai." Così esordisce in un comunicato l'arch G. Di Giampietro, comitato Saline.Marina.PP1 Pescara-Nord.

Commenta, "Ma il Mazzocco è un marcatore idrografico storico. Raccoglie le acque collinari ed ha segnato da sempre i confini storici tra Pescara e Montesilvano. Il segno di una memoria storica e geografica che non può essere cancellato, né nascosto sotto un pesante intervento edilizio a mare. Soprattutto oggi che stiamo per cancellare i confini amministrativi tra le due città, fuse nella Nuova Pescara." Spiega, "Un progetto del genere, con pennello a scogliera e pontile a mare in cemento fino ad oltre 300 metri dalla spiaggia, rischia di avere un enorme impatto sull'assetto della linea di costa e di erodere le preziose spiagge sabbiose della riviera Nord. Per le pesanti conseguenze potenziali sul territorio e l'economia, nessuna autorizzazione può essere data da alcuno senza una preventiva valutazione di impatto ambientale, pubblica, trasparente e partecipata. Anche perché ci sono delle alternative concrete al progetto."

La proposta alternativa di Di Giampietro è il "pocket-park (miniparco) con fitodepurazione da circa 1.400 mq. Si pensi che le concessioni balneari limitrofe hanno una superficie media da 3.000 a 6.000 mq di spiaggia. Si tratterà di filtrare le acque di tracimazione del fosso e del troppopieno del collettore rivierasco, e di sistemare l'intorno per eliminare il degrado attuale, i cattivi odori, e creare un piccolo parco pubblico che segni la foce del fosso Mazzocco." Aggiunge,"La fitodepurazione è una sistemazione di ingegneria naturalistica in cui si affiancano ad opere idrauliche di filtraggio e decantazione delle acque reflue, l'azione biologica di abbattimento degli inquinanti da parte di microorganismi favoriti da processi di ossigenazione ed evapotraspirazione delle piante ripariali" e afferma, "Il miniparco della foce del Mazzocco (elaborazione Webstrade.it) prevede, oltre alle opere idrauliche e a verde dello scarico a mare del Mazzocco, anche camminamenti in legno perimetrali e di attraversamento, impianto di illuminazione, videosorveglianza e irrigazione, alberate, siepi e arredi perimetrali, per un importo di circa 500 mila euro."

Quella dei pocket park a mare, didattici, alberati arredati e attrezzati come piccoli parchi pubblici sulla riviera, potrebbe riguardare, secondo Di Giampietro, a Montesilvano almeno tre altre aree di intervento: - l'altro scolmatore del fosso grande di via Finlandia (fitodepurazione); - l'area Jova Beach (progetto paesaggistico del fronte verde a protezione del lungomare e grandi eventi); - l'ex area alaggio natanti, duna di via Sele, unico esempio rimasto sulla riviera Nord di formazione dunale con vegetazione di piante mediterranee pioniere (da restaurare, attrezzare e trasformare in miniparco didattico).

Conclude, infine: "Un concorso pubblico ed un piano del verde a mare potrebbe trasformare queste aree problema nell'occasione per riqualificare la riviera e rilanciare l'industria turistica, con finanziamenti strategici di iniziativa pubblica. La valutazione di alternative, il confronto, la partecipazione pubblica e l'inserimento degli interventi in un piano del verde, pubblico trasparente e partecipato, sono il metodo giusto per riqualificare la riviera, rilanciare l'economia turistica e dare un segno di identità collettiva agli interventi."

chiacchiere da ape