Per l'Abruzzo affacciato sul mondo...


 

Martedì, 23 Agosto 2022 11:18

Aria, la magia dell'imparare a respirare

Ogni giorno inspiriamo ed espiriamo grandi quantitativi di aria che contiene l’elemento che ci consente di vivere: l’ossigeno.

L’aria è un elemento maschile, simbolo dello spirito e dell’energia vitale ed è rappresentata da un Triangolo equilatero con il vertice verso l'alto, sbarrato orizzontalmente. Posta tra cielo e terra, il suo soffio impalpabile si mescola con gli altri elementi: penetra nella terra, si unisce all’acqua, permette al fuoco di bruciare. La sua leggerezza e possibilità di espandersi ricorda all’essere umano la propria libertà e anche la capacità di sollevarsi al di sopra di tutto ciò che è materiale, al di là delle bassezze e delle inutili preoccupazioni della vita. La leggerezza dell’aria è simile a quella di Mercurio, l’astuto, socievole e intelligente dio che vola grazie ai suoi sandali muniti di ali, spostandosi facilmente da un posto ad un altro, comunicando e portando notizie. Rappresenta la mente soprattutto nella sua fase creativa in quanto dai pensieri e dalle idee si generano i progetti.

Nella concezione del filosofo Anassimene è il principio o archè che ha generato i vari elementi e anche la forza che anima il mondo, mentre l’universo è concepito come un enorme organismo vivente che respira. Insieme all’acqua, l’aria è uno dei beni più preziosi che si continua ad inquinare. In alcune città il livello di anidride carbonica è diventato così elevato da costringere le persone a indossare la mascherina oppure a non uscire di casa o a spostarsi verso la collina o la montagna. La nostra respirazione avviene spesso in maniera involontaria, secondo ritmi e modalità che dipendono dal nostro stato psico- fisico.

Una respirazione calma e lenta risponde ad uno stato di quiete ma, al mutare di quest’ultimo, anch’essa è soggetta a variazione come nei casi in cui, ad esempio, siamo raffreddati oppure quando effettuiamo una corsa o sforzi fisici, o ancora in occasione di stati emotivi intensi quali l’ansia, la paura e la rabbia.

Imparare a respirare in modo consapevole apporta diversi benefici: consente di gestire meglio il proprio corpo e i suoi stati emotivi, di ossigenare e purificare maggiormente le cellule e di mantenere l’equilibrio psico – fisico. Inoltre migliora la postura e concilia il sonno. Abituati ad andare sempre di corsa, anche il respiro diventa corto. Per questo, corsi specifici come quelli di yoga, di mindfulness, o di visualizzazione, insegnano tecniche adatte a respirare in modo corretto, risultando di grande beneficio in una società dove gli elevati livelli di stress tolgono letteralmente il fiato.

Come spiega Patanjali nei suoi YogaSutra, lo yoga, attraverso il pranayama (il controllo del respiro), può far conseguire i seguenti benefici a livello fisico, mentale, emotivo e spirituale: abbassa la pressione del sangue favorendo l’ossigenazione dei tessuti, diminuisce gli stati d’ansia e rilassa corpo e mente, favorisce la propriocezione e la lucidità mentale, distende il sistema nervoso, allenta le tensioni fisiche. In particolare, la soppressione dei vortici della mente cioè dei pensieri incalzanti, permette alla persona di entrare in contatto con il proprio Sé superiore ovvero con la propria Anima e di evolvere. L’aria viene sì respirata ma anche sentita sulla pelle quando si trasforma in vento. Il vento può accarezzarci quando siamo ad esempio in presenza di brezze leggere oppure sferzarci quando si verificano spostamenti d’aria molto forti. Gli antichi Greci chiamavano Borea il vento del nord che porta l’inverno, Noto il vento del sud che porta l’estate, Euro il vento che soffia da Sud Ovest, Zefiro il vento dell’Ovest che porta la primavera.

Tra questi il vento più famoso è Zefiro. (foto) Come narra Ovidio, Zefiro un giorno vide una bella fanciulla di nome Flora passeggiare nella natura e se ne innamorò, la rapì e la sposò. Per dimostrarle il suo amore le diede la possibilità di regnare sui fiori. Tra gli artisti che scelsero questo mito ricordiamo Alessandro Botticelli con la Primavera e Giambattista Tiepolo che dipinse un ovale da soffitto per una sala di Ca’ Pesaro in cui la raffigurazione del matrimonio di due esponenti dell’aristocrazia veneziana gli consentì di celebrare il tema della fecondità primaverile grazie alla rappresentazione carnale e sensuale dei corpi dei due personaggi mitologici. Questo mito è un esempio del fatto che l’aria può essere mite ma anche violenta, fino a manifestarsi come tempesta, come nel dipinto di William Turner intitolato “Bufera di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi”. (foto)

In questo dipinto, in cui è raffigurato il momento in cui Annibale valica le Alpi insieme al suo esercito per combattere i Romani, la vera protagonista è la Natura e il suo lato distruttivo che incute fascino e nello stesso tempo terrore. Qui gli elementi naturali tra i quali la neve e l’aria, mutata in vento sferzante, sono di ostacolo al cammino dell’esercito. A noi contemporanei questo dipinto ricorda, attraverso la potenza a volte devastante della Natura, che non tutto ci è concesso, specialmente se attraverso i nostri comportamenti scorretti facciamo in modo che essa diventi nostra nemica.