Gabriele Di Stefano, ex consigliere comunale di Montesilvano, ricorda, "solo Pescara si è espressa a larga maggioranza" e sabato 8 ottobre ha portestato sotto il Comune di Montesilvano pr ribadire il suo No: " io proseguo nel mio cammino verso un “no” deciso alla Nuova Pescara con la speranza che tale fusione si possa evitare e confido anche in extremis al consiglio regionale affinché abbia la lungimiranza di rivedere la snaturata legge approvata e che si giunga alla abrogazione della stessa."
Sostiene che ci siano "contradizioni di una legge nata male, con grandissime difficoltà applicative e soprattutto senza dare certezze di ottenere risultati positivi per tutte e tre le città interessate".
"Il Sindaco di Spoltore ha ragione a dire che la nuova Pescara oggi è irrealizzabile, io aggiungo né oggi, né mai per il bene dei cittadini e del territorio, inoltre anche il Sindaco di Montesilvano De Martinis è pessimista e a rimarcato come il Comune di Montesilvano abbia calato sul tavolo un progetto di gestione unificato dei servizi sociali, con l’Azienda Speciale, che consentiva anche un risparmio dei costi, ma questa proposta si è subito bloccata, segno che ci sono logiche diverse. Ribadisco che la fusione l’hanno voluta (e lo vogliono) solo i cittadini di Pescara, mentre quelli di Montesilvano e Spoltore hanno espresso sempre scetticismo che a mano a mano aumenta sempre più, lo scetticismo della fusione non riguarda la legittimità del referendum o meno, ma del pensare alla qualità della vita a cui tutti dovremmo mirare, che si concretizza nelle piccole e medie comunità non certo in una grande città, quindi non sulla base del numero di abitanti o di eventuali finanziamenti molte volte per opere inutili (le cosiddette cattedrali nel deserto), ma la vera ricchezza è semplicemente la qualità della vita che si ottiene con una città a misura d’uomo, senza dimenticare i veri problemi di oggi, COVID, GUERRA che hanno già abbondantemente stravolto la nostra vita quotidiana (crisi economica, sociale ecc.)."



