Oggi l’assise consiliare del Comune di Montesilvano si è espressa all’unanimità sul differimento al 2024 del processo di fusione. Lo scrive Romina Di Costanzo, consigliere comunale del PD, "Un’opportunità data ai consigli comunali da parte della legge regionale che ha sancito l’esito referendario espresso dai cittadini delle tre comunità con il loro 64%."
"Ovvio che questo atto non va inteso come rinvio e un invito a non lavorare ma esplicita ancora di più la volontà politica di partecipazione attiva al complesso percorso, anziché l’abdicazione al proprio ruolo. Un percorso di allineamento ed armonizzazione, che se non approcciato seriamente nei tempi adeguati rischia di generare situazioni paradossali e penalizzanti per i cittadini dei comuni più virtuosi." Si legge nella nota del consigliere di opposizione.
"Ad oggi il processo avviato non ha concretizzato quel lavoro di riorganizzazione previsto dalla normativa per una congiuntura di fattori che non sto ad elencare, tra cui la mancanza di risorse economiche a supporto del corposo lavoro tecnico sotteso ad un processo di fusione di tale entità e la scarsa produttività delle commissioni intercomunali, vuoi per una carenza di atti tecnici su cui lavorare, vuoi per un impedimento alla partecipazione dei consiglieri riconducibile alla mancata regolamentazione in termini di permessi giustificati (e per alcuni ahimè anche retribuiti), su cui ha irrimediabilmente pesato anche il particolare momento storico legato alla pandemia. Ciononostante, con la consapevolezza finalmente maturata oggi anche tra i più scettici e reticenti, perché si generino concretamente economie di scala e miglioramento nell’erogazione del servizio, sarà necessario che si mettano in campo concretamente e sin da subito tutte le risorse umane e finanziarie che sono state ora messe a disposizione."
Conclude: "Mi auguro che anche gli amici di Spoltore colgano le ragioni politiche di questo atto e deliberino, entro i tempi fissati dalla normativa, anche loro e favorevolmente, per preservare il loro territorio, mettendolo al riparo dal commissariamento. Purtroppo, se la deliberazione di rinvio non sarà a maggioranza dei 2/3, la fusione sarà gestita da un commissario ad acta, che in quanto privo di legittimazione popolare non potrebbe determinare decisioni coraggiose ed innovative per i tre Comuni e soprattutto incardinare il nuovo Statuto a scelte strategiche legate al decentramento delle funzioni e all’organizzazione delle municipalità, in grado di garantire rispettivamente il protagonismo e la rappresentanza a tutti i territori.



