"Si è chiusa in bagarre, l’interrogazione sul commercio che oggi era stata fissata al primo punto dell’ordine del giorno del Consiglio Comunale straordinario. Già saltata nella scorsa seduta a causa dell’assenza dell’Assessore con delega al commercio, Francesco di Pasquale. "
A riferirlo sono i Consiglieri PD Antonio Saccone e Romina Di Costanzo; M5S Gabriele Straccini, Giovanni Bucci.
Oggi l’interrogazione a firma del PD e del M5S ha subito un’ulteriore battuta d’arresto: "l’assise per mancanza del numero legale è iniziata in ritardo dopo quasi un’ora dalla convocazione; dapprima il presidente del Consiglio, Ernesto De Vincentis, ha messo ai voti un’inversione dell’ordine del giorno che posticipava all’ultimo punto della discussione, l’interrogazione del gruppo di opposizione, adducendo la richiesta a motivi personali dell’assessore Di Pasquale che lo costringevano ad allontanarsi dall’aula. Dopo, discussi gli altri due punti all’odg e dato il tempo di far esporre l’interrogazione al consigliere pentastellato Giovanni Bucci, l’aula Santavenere ha iniziato magicamente a spopolarsi, tanto da far mancare il numero legale per poter far proseguire la seduta del consiglio con la risposta dell’assessore."
“Mi pare di capire che il tema è particolarmente scottante per la maggioranza – ha commentato il Consigliere Giovanni Bucci – . Sin dall’inizio con la richiesta di inversione dei punti all’Odg, era evidente la melina per invalidare anche oggi questa importante discussione. Che fine ha fatto il boulevard di qualità di cui si parlava solo qualche anno fa? L’interrogazione a firma mia e dei colleghi consiglieri Straccini, Saccone e Di Costanzo era volta a capire cosa intende fare l’amministrazione per garantire la sopravvivenza delle attività storiche e per favorire il commercio di vicinato, nonché rendere note le ricadute occupazionali, specie giovanili, a seguito dell’apertura di questi centri commerciali in città. Evidentemente la maggioranza teme qualcosa”.
“Montesilvano sta cambiando pelle giorno dopo giorno - commenta la Consigliera Dem Romina Di Costanzo - tuttavia neppure ci accorgiamo delle trasformazioni in atto. Già un confronto aerofotometrico storico evidenzia l’intensificazione in atto dei grandi insediamenti commerciali, inaugurati a pochi metri di distanza uno accanto all’altro e per di più all’interno della città, anziché essere delocalizzati, come accade nelle città limitrofe. L’apertura di punti vendita importanti che hanno un impatto urbanistico significativo ha ricadute devastanti sui negozi del quartiere, che vendono alimentari e beni di necessità reperibili anche nei supermercati: per questi esercizi diventa difficilissimo se non impossibile sostenere una concorrenza del genere. Non siamo contro la grande distribuzione, ma quando scende in campo così massicciamente in città il primo effetto è l'uccisione del piccolo commercio che anima i nostri quartieri. Alle ragioni di salvaguardia economica e valore sociale, si legano anche fattori ambientali riconducibili a un aumento del traffico cittadino: si può andare a comprare il pane o il latte a piedi o in bici, mentre per andare all’ipermercato, che offre ampia disponibilità di prodotti e aree parcheggio, si usa l’auto. La corsa alla concorrenza tra grandi marchi dell’alimentare porterà probabilmente ad una creazione di una bolla che prima o poi scoppierà magari lasciandoci scatoloni di cemento vuoti e non riconvertibili. Il principio di libera concorrenza non può soverchiare tutto, ma servono strumenti per permettere una crescita equilibrata e sostenibile della città. Se da un lato infatti i nuovi investimenti comportano assunzioni, dall’altro queste scelte aumentano il rischio di chiusura delle piccole attività, spesso storiche, elogiate solo nel momento di distribuire le targhe. Piuttosto che agevolare come è accaduto l’apertura di centri commerciali anche laddove non sono favorevoli le condizioni o svendere consistenti aree urbanizzate in favore di grossi insediamenti commerciali, sarebbe opportuno mettere in campo soluzioni a tutela del commercio di prossimità: si potrebbe ad esempio estendere alle medio-grandi strutture di vendita che comportano un impatto sul territorio l’obbligo di versare al Comune un contributo a sostegno del piccolo commercio di vicinato."
"Privilegiare il commercio diffuso di prossimità permette di recuperare una dimensione sociale importante specie per una area urbana spersonalizzata quale Montesilvano, che così facendo invece continua a connotarsi come una grande area di servizio, piuttosto che una città”. “É evidente – commenta il Consigliere del PD Antonio Saccone - che l’Amministrazione non voglia affatto affrontare il tema. E mi meraviglio che il Presidente del Consiglio non ci lasci parlare soprattutto quando l’argomento è di tale interesse per la città. Al Sindaco che ci accusa di giocare a nascondino, visto che non ne ho avuto l’occasione in Consiglio perché mi è stata più volte tolta la parola, direi che un conto è l’azione politica di non sedersi per non prestare il fianco all’amministrazione facendole da stampella; un conto è adottare un tatticismo di bassa lega invertendo gli ordini del giorno, per far approvare gli adempimenti amministrativi necessari e sottrarsi al confronto politico non dando spazio alla nostra interrogazione”. Inoltre rileva il capogruppo pentastellato Gabriele Straccini “Nella maggioranza è lampante una spaccatura. Oggi il capogruppo di Fratelli d’Italia è rimasto correttamente e coerentemente in aula, mentre diversi consiglieri del suo partito e dello schieramento di centro destra hanno abbandonato la seduta, ad eccezione della collega consigliera Laura Silvetti, sintomo di una frattura politica interna. Non ci è affatto chiaro quali siano le ragioni della ennesima mancata risposta: se sia legata a carenza di idee o interventi per far ripartire il piccolo commercio oppure forse sotto si nasconde qualche altra cosa?”



