Ma andiamo per gradi: “Correre più del destino” è sicuramente una storia FANTASY, con quadri d’ambiente e personaggi strappati alla suggestione del tempo e dello spazio i cui protagonisti però, ce ne accorgiamo mano a mano che si volta pagina, sono sempre gli stessi, pur “cambiando maschera” a seconda del contesto in cui si muovono (Pirandello docet).
E’ però anche un’occasione narrativa stile “ROMANCE” per affermare una tesi molto importante in psicologia: ciascuno è autore del proprio destino e per questo Elio invita tutti con suadente invasività al coraggio e all’impegno per determinare gli sviluppi della propria vita, secondo la teoria del “locus of control”, ovvero il “darsi da fare” , secondo cui i successi vanno raggiunti attraverso le proprie capacità e le crisi risolte facendo ricorso ai valori insiti in noi stessi, nella consapevolezza che con le proprie azioni si ha la possibilità certa di modificare il corso degli eventi (locus of control interno). L’intero contesto è per così dire “umanizzato” dalla figura del PADRE, resa manifesta da un reiterato e a tratti commovente dialogo da cui si evince come siano decisivi incitamento ed esempio di coloro ai quali. per riconosciuta esperienza e/o per vincoli di sangue, attribuiamo la nostra incondizionata fiducia. Non manca un approccio “pubblico”, più che politico, un riferimento alla coscienza collettiva che in ragione dell’”unione degli intenti” è in grado di abbattere i soprusi perpetrati dal Potere per far rilucere, grazie anche ad una accresciuta forza del “sapere”, quel senso etico-civico che lobbies avide ed interessi marci hanno interesse a cancellare. Molto ancora ci sarebbe da dire e da riflettere su questo lavoro, scritto peraltro con stile incalzante e terminologia e periodare originali e creativi, ma a questo punto ci pare giusto lasciare ai lettori la sorpresa e il piacere di scoprirne i contenuti.



