Nessuna tregua a Lampedusa. Dopo i 600 migranti giunti ieri sulla più grande delle Pelagie con 14 differenti approdi, tra cui anche nove donne incinte (alcune all'ottavo mese), altri 600 sono sbarcati a partire dalla mezzanotte. Sui barchini, intercettati dagli uomini della Guardia costiera e della Guardia di finanza e per la maggior parte partiti da Sfax in Tunisia, viaggiavano da un minimo di 36 a un massimo di 62 persone. In tutto, a partire dalla mezzanotte, sono stati 13 gli sbarchi a Lampedusa.
L'ultimo, con un barchino con 47 persone a bordo, è stato intercettato dagli uomini della Guardia costiera. Tra loro anche 18 donne e 7 minori. Ai soccorritori hanno detto di essere partiti da Sfax. E con la raffica di nuovi arrivi torna a riempiersi l'hotspot. Nella struttura di contrada Imbriacola, nonostante i trasferimenti disposti dalla Prefettura di Agrigento d'intesa con il Viminale, restano oltre 1.800 ospiti. In 400 si lasceranno alle spalle il centro per essere imbarcati sul traghetto di linea che in serata giungerà a a Porto Empedocle.
Papa: ancora tragedie, vergogna.
La lettera nel decennale della sua visita a Lampedusa: "Non rimanere imprigionati nella paura"
“In questi giorni in cui stiamo assistendo al ripetersi di gravi tragedie nel Mediterraneo, siamo scossi dalle stragi silenziose davanti alle quali ancora si rimane inermi e attoniti”. Lo denuncia il Papa in una lettera all’Arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, in occasione della celebrazione a ricordo del decimo anniversario della Sua visita a Lampedusa. “La morte di innocenti, principalmente bambini, in cerca di una esistenza più serena, lontano da guerre e violenze, è un grido doloroso e assordante che non può lasciarci indifferenti. È la vergogna di una società che non sa più piangere e compatire l’altro”, sottolinea il Papa. Bergoglio ricorda che sono “trascorsi dieci anni dal viaggio che ho voluto compiere nella comunità lampedusana per manifestare il mio sostegno e la paterna vicinanza a chi dopo penose peripezie, in balìa del mare, è approdato sulle vostre coste. Il consumarsi di sciagure così disumane deve assolutamente scuotere le coscienze; Dio ancora ci chiede: 'Adamo dove sei? Dov’è il tuo fratello?' Vogliamo perseverare nell’errore, pretendere di metterci al posto del Creatore, dominare per tutelare i propri interessi, rompere l’armonia costitutiva tra Lui e noi? Bisogna cambiare atteggiamento; il fratello che bussa alla porta è degno di amore, di accoglienza e di ogni premura. È un fratello che come me è stato posto sulla terra per godere di ciò che vi esiste e condividerlo in comunione”.
L’appello del Papa è alla responsabilità: “In tale contesto, tutti siamo chiamati ad un rinnovato e profondo senso di responsabilità, dando prova di solidarietà e di condivisione. È necessario quindi che la Chiesa, per essere realmente profetica, si adoperi con sollecitudine per porsi sulle rotte dei dimenticati, uscendo da sé stessa, lenendo con il balsamo della fraternità e della carità le piaghe sanguinanti di coloro che portano impresse nel proprio corpo le medesime ferite di Cristo. Vi esorto perciò a non restare imprigionati nella paura o nelle logiche di parte, ma siate cristiani capaci di fecondare con la ricchezza spirituale del Vangelo codesta Isola, posta nel cuore del Mare Nostrum, affinché ritorni a splendere nella sua originaria bellezza”.
Tajani: "Rinforzare controlli a frontiere esterne, soluzione europea"
"Il Piano Mattei italiano non è sufficiente a risolvere la grande questione, serve, per quanto mi riguarda, un grande Piano Marshall di investimenti per favorire la crescita dell'Africa e non per regalare soldi ai dittatori che comprano armi". Così, parlando dei migranti, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di una conferenza stampa a Ancona a margine dell'incontro con gli omologhi di Croazia e Slovenia nell'ambito della IV Riunione Trilaterale sulla Cooperazione nell'Alto Adriatico. "Ogni Paese che ha frontiere esterne deve lavorare assieme agli altri", ha aggiunto Tajani, indicando l'importanza di "un'azione forte per andare a rimuovere le cause dell'immigrazione irregolare". Italia, Slovenia e Croazia, ha precisato, sono d'accordo sul fatto che "bisogna guardare con maggiore attenzione al continente africano" riguardo al quale "certamente c'è stata troppa disattenzione anche da parte dell'Europa".
Sull'immigrazione clandestina "c'è grande sintonia tra i nostri Paesi. L'obiettivo è rinforzare i controlli delle frontiere esterne per far sì che non ci siano trafficanti di esseri umani e immigrati illegali che entrino all'interno dell'Ue", ha dichiarato ancora il ministro degli Esteri. "C'è grande sintonia, c'è grande voglia di collaborare, siamo anche per una forte azione di Frontex e tutti e tre - Italia, Croazia e Slovenia - siamo convinti che la soluzione del problema non può che essere europea", ha spiegato il titolare della Farnesina.



