“L’accesso è stato dei più disagevoli; un cunicolo davvero stretto e tortuoso ci ha permesso di accedere a questa meraviglia custodita nel nostro sottosuolo, dove sotto il soffitto ad archi (in cui sono tutt’ora visibili alcuni tratti degli affreschi che una volta lo ricoprivano) la nuda terra che funge da 'pavimento' è ancora luogo di sepoltura per antiche ossa.” Si legge in un post sulla pagina Fb. “Lo abbiamo percorso - col rispetto dovuto alla sacralità ed all’antichità del luogo - per offrirvi queste prime immagini, scattate nel buio più completo solo grazie all’ausilio della poca attrezzatura che siamo riusciti a portare.” A guidare l'impresa Rocco Patrizii come cicerone e Silvano Savini, “ci ha fatto da 'mentore' con l’aiuto dei suoi ricordi d’infanzia.”
Nel 1982 il fotografo Bruno Mazzocchetti Photographer e dell'ex-sindaco Graziano Gabriele,già allora si calarono nella struttura sotterranea per documentarla. Il reportage fu pubblicato nel libro “Città Sant'Angelo. Ipotesi di un Racconto per Immagini.” A quattro mani curato dall'ex-sindaco Gabriele e dal compianto Professor Massimo D'Arpizio fu illustrato dagli scatti di Bruno Mazzocchetti; per l'esattezza (pagina 166).
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