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Venerdì, 05 Gennaio 2024 17:02

L'inflazione quanto è costata? 1.796 euro a famiglia

Le stime preliminari dell'Istituto: in media, nel 2023 i prezzi al consumo registrano una crescita del 5,7%.

Carrello della spesa, a dicembre secondo le stime preliminari dell'Istat i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano lievemente su base tendenziale da +5,4% a +5,3%, come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,6% di novembre a +4,4%).

Si legge su Adnkronos.

Nel 2023 i prezzi al consumo registrano una crescita del 5,7% (+8,1% nel 2022). Al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l’“inflazione di fondo”), i prezzi al consumo crescono del 5,1% (+3,8% nell’anno precedente) e al netto dei soli energetici del 5,3% (+4,1% nel 2022). A dicembre l’ “inflazione di fondo” decelera da +3,6% a +3,1% e quella al netto dei soli beni energetici da +3,6% a +3,4%. Il rallentamento su base tendenziale dell’inflazione - continua l'Istat - è dovuto prevalentemente ai prezzi dei Beni energetici regolamentati (che accentuano la loro flessione da -34,9% a -41,7%), a quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,6% a +3,6%) e dei Beni alimentari lavorati (da +5,8% a +5,0%); per contro, un sostegno alla dinamica dell’inflazione deriva dall’attenuarsi del calo dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da -22,5% a -21,1%) e dall’accelerazione di quelli dei Beni alimentari non lavorati (da +5,6% a +7,0%).

Su base mensile l’aumento dell’indice generale è dovuto, per lo più, alla crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+1,4% anche a causa di fattori stagionali), dei Beni alimentari non lavorati (+0,7%) e dei Beni durevoli e non durevoli (entrambi +0,5%); gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi degli Energetici, sia regolamentati (-3,5%) sia non regolamentati (-2,1%) In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,2% su base mensile e dello 0,5% su base annua (da +0,6% di novembre). Nel 2023 la variazione media annua dell’IPCA è pari a +5,9% (+8,7% nel 2022).

Inflazione in un anno scesa dall'11,6 allo 0,6%. Tornerà a salire.

Se a dicembre, secondo le stime preliminari dell'Istat, continua la fase di flessione dell’inflazione, scesa a 0,6% dall’11,6% del dicembre 2022, è forte il contributo dei prezzi energetici. Lo segnala l'istituto ricordando il venir meno delle tensioni sui prezzi dei Beni energetici passati a +1,2% dal +50,9% del 2022. In controtendenza invece i prezzi nel comparto alimentare che evidenziano un’accelerazione della crescita media annua (+9,8%, da +8,8% del 2022), nonostante l’attenuazione della loro dinamica tendenziale, evidenziata nella seconda metà dell’anno. Sulla base delle stime preliminari, conclude l'Istat, il trascinamento dell’inflazione al 2024 è pari a +0,1%.

Il commento del Codacons ai dati diffusi dall'Istat: "Stangata da 46,3 miliardi"

Il rialzo di prezzi e tariffe che ha colpito tutti i settori nel 2023 è costato in media 1.796 euro a famiglia a titolo di maggiore spesa annua. Lo afferma il Codacons, commentando i dati sull’inflazione diffusi oggi dall’Istat. A parità di consumi, un tasso di inflazione del 5,7% si traduce in un aggravio di spesa da +1.796 euro a nucleo su base annua. Considerata la totalità delle famiglie italiane, si stratta di una maxi-stangata da complessivi 46,3 miliardi di euro in un solo anno.

“Il rallentamento dell’inflazione nell’ultimo periodo dell’anno è da attribuire unicamente all’andamento al ribasso dei beni energetici, mentre per i beni primari come gli alimentari la crescita dei prezzi rimane sostenuta'', afferma il presidente Carlo Rienzi. ''Le misure di contrasto adottate dal governo, dal paniere salva-spesa ai cartelloni sui prezzi medi della benzina, non hanno avuto gli effetti sperati, e speriamo che nel 2024 si introducano provvedimenti davvero efficaci per contrastare speculazioni e rincari e tutelare le tasche dei cittadini”, conclude. 

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