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Lunedì, 26 Febbraio 2024 12:11

Corteo Pisa. Linea di governo: Piantedosi a confronto con Premier, Vicepremier e Ministri

Il Presidente della Repubblica 'i manganelli contro i ragazzi esprimono un fallimento'".

E' accaduto il 23 febbraio. Ci sono stati scontri tra studenti e polizia nei cortei per la Palestina che hanno sfilato a Firenze e Pisa. Nel capoluogo toscano il corteo, partito da piazza Santissima Annunziata ha sfilato per le vie del centro storico arrivando fino ai lungarni in prossimità del consolato degli Stati Uniti. Qui era stato predisposto uno sbarramento dalle forze dell'ordine. I manifestanti hanno cercato di avanzare e la polizia li ha respinti con cariche di alleggerimento. Alla fine il corteo ha raggiunto piazza Ognissanti dove si sono tenuti gli interventi finali. Come riporta Asdnkronos.

Nello stesso giorno segue la nota del dipartimento di Polizia. "Gli episodi odierni di scontro con i manifestanti e con gli studenti fanno emergere le difficoltà operative di gestione, durante i servizi di ordine pubblico, di possibili momenti di tensione determinati dal mancato rispetto delle prescrizioni adottate dall’autorità ovvero dal mancato preavviso o condivisione dell’iniziativa da parte degli organizzatori''. 

Il Capo dello Stato interviene dopo le cariche contro gli studenti: "Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento. Assicurare sicurezza tutelando al contempo la libertà di manifestare pubblicamente opinioni".

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, "ha fatto presente al ministro dell’Interno", Matteo Piantedosi, "trovandone condivisione, che l’autorevolezza delle Forze dell’Ordine non si misura sui manganelli ma sulla capacità di assicurare sicurezza tutelando, al contempo, la libertà di manifestare pubblicamente opinioni. Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento". È quanto si legge in una nota dell'ufficio stampa del Quirinale del 24 febbraio. La Procura di Pisa, retta dal procuratore facente funzioni Giovanni Porpora, ha aperto un fascicolo sugli incidenti accaduti venerdì scorso durante il corteo degli studenti pro Palestina. Al momento il procedimento sarebbe contro ignoti e per ora senza ipotesi di reato. L'indagine sulle cariche della polizia è stata affidata ai carabinieri, partendo dall'esame dei video circolati sui social che mostrano agenti che colpiscono ragazzi con i manganelli.

Nel fascicolo sarebbero state già acquisite le riprese video realizzate dalla Digos, che avrebbe consegnato anche una prima informativa sull'accaduto. Oltre ad avere indicato i nomi del funzionario che coordinava il servizio, del personale della questura impiegato e di ogni agente del reparto mobile presente in piazza, la Questura avrebbe fornito anche un elenco di nomi di manifestanti, identificati nel corso della manifestazione.

Cgil, Cisl e Uil Pisa: "Questore ha ammesso problema di gestione della piazza"

Cgil, Cisl e Uil di Pisa, che ieri hanno incontrato il Prefetto, il Questore, il Comandante dei Carabinieri e della Finanza e il Sindaco di Pisa, spiegano in una nota: "Il Prefetto ha affermato che non è stata data nessuna indicazione particolare per reprimere con la forza e i manganelli le manifestazioni in generale e nello specifico quelle pro Palestina. Ha inoltre precisato che tutte le responsabilità, anche penali, saranno accertate nel più breve tempo possibile da parte delle autorità competenti che hanno acquisito tutta la documentazione necessaria. Il Questore ha ammesso un problema di gestione della piazza, dal punto di vista organizzativo e operativo, a suo avviso causato dal fatto che non erano chiari gli obiettivi del corteo". I sindacati "hanno ribadito la loro ferma condanna rispetto all’utilizzo della forza e della violenza per reprimere una manifestazione pacifica di studenti e studentesse, molti dei quali minorenni, e richiesto che si faccia rapidamente chiarezza e siano individuate le responsabilità". Cgil, Cisl e Uil "hanno inoltre manifestato preoccupazione per il clima che si è venuto a creare nella città di Pisa, che da anni vede svolgersi numerose manifestazioni che mai sono sfociate nell’utilizzo della repressione violenta da parte delle forze dell’ordine. Pertanto chiedono che la libertà di manifestare pacificamente nelle piazze e nelle strade di Pisa torni ad essere un diritto di tutti e tutte, in particolare di giovani studenti e studentesse, perché come ha affermato il Presidente della Repubblica 'i manganelli contro i ragazzi esprimono un fallimento'".

La presa di posizione finora mancata della premier Giorgia Meloni, rimproverata dalle opposizioni, sulle manganellate agli studenti di venerdì scorso a Pisa e Firenze arriverà solo dopo che il Viminale avrà comunicato ufficialmente i primi risultati degli accertamenti su quanto accaduto e al Governo che torna riunirsi oggi pomeriggio alle 15,30 per la prima volta dopo quei cortei. Una linea, quella di silenzio della Premier fino a primi accertamenti sui fatti, che sarebbe stata condivisa anche con la presidenza della Repubblica nella conversazione sabato fra Roma e Kiev in cui il presidente Mattarella avrebbe informato prima di ogni altro la premier Meloni della sua iniziativa pubblica nei confronti del ministro Piantedosi.

Si legge su Askanews.

E’ attesa infatti una prima informativa da parte del responsabile del Viminale sui cortei studenteschi di Firenze e soprattutto Pisa nella riunione del Consiglio dei ministri odierno. Informativa al Governo immediatamente successiva non solo agli annunciati incontri stamani a palazzo Chigi del Governo con i sindacati e le imprese per rafforzare la sicurezza sui luoghi di lavoro ma anche gli incontri del ministro Piantedosi con gli stessi sindacati sulla gestione di piazze e cortei, nella contemperazione del diritto costituzionale alla libera manifestazione del pensiero anche in dissenso con la necessaria tutela di ordine e sicurezza pubblica altrettanto costituzionalmente da assicurare.

Una preoccupazione quella sui cortei, accresciuta anche in considerazione dei tanti eventi G7 in Italia da qui al summit di Giugno in Puglia che concluderà il semestre di presidenza italiano, in occasioni dei quali sono possibili in diverse città italiane cortei e manifestazioni di dissenso anche a carattere internazionale. Anche su questo Piantedosi è atteso confrontarsi con Premier Vicepremier e Ministri per la definizione di una linea chiara di cui Meloni potrà farsi portavoce pubblica, una volta assunti primi elementi di certezza sulle manganellate agli studenti che – assicurano fonti a lei vicine- non la hanno certo lasciata indifferente.

Ultima modifica il Lunedì, 26 Febbraio 2024 12:30
 

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