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Martedì, 07 Maggio 2024 09:35

7 Maggio: L'Aquila in guerra, Lasize primo comune e i tragici moti di Milano

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Il fiore di oggi è il glicine che significa: amicizia.

Santo

Oggi si ricorda anche Acacio o Agazio, militare romano venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Agazio fu un centurione romano, originario della Cappadocia, di stanza in Tracia con la coorte Marzia. Durante la persecuzione contro i cristiani scatenata da Diocleziano e da Massimiano fu dato l'ordine ai soldati di sacrificare agli dèi pagani. Al rifiuto di Agazio, il tribuno della coorte Flavio Firmo lo accusò di aver rigettato la fede pagana e per questo tentò di persuaderlo, ma inutilmente, e infine dovette inviarlo a giudizio a Bisanzio dal prefetto Bibiano, che lo fece torturare duramente. Secondo la leggenda, durante la prigionia gli angeli si presero cura di lui e lo confortarono. Il proconsole Flacciano infine lo condannò a morte e la condanna fu eseguita per decapitazione.

La cassa che racchiudeva le reliquie, gettata in mare, prima di sbarcare a Squillace, sembra essere passata nel mare che oggi bagna Guardavalle, ma la popolazione, temendo qualche diavoleria, non aprì la cassa e la fece ancora vagare. Agazio è il protettore delle truppe militari ed è invocato dai fedeli contro l'emicrania e il mal di denti. Inoltre i fedeli si rivolgono a lui per la consolazione dalle lunghe agonie e contro la siccità. Secondo una tradizione sant'Agazio farebbe parte del gruppo dei cosiddetti santi ausiliatori. La festa religiosa, secondo il Martirologio romano, ricorre il giorno 8 maggio, ma, per antica tradizione a Squillace ed a Guardavalle viene festeggiata il 7 maggio. A Squillace, inoltre, il 16 gennaio viene festeggiata la traslazione delle reliquie.

Kiengirismo

E' la Festa di Nammu, dea della creazione. Namnamu e Nannama, è la dèa sumera delle acque primigenie cosmogoniche da cui si origina tutta l'esistenza. Se il mito della creazione babilonese Enûma Elish è basato su un mito sumero, come sembrerebbe essere, Nammu/Namma è la dèa sumera del mare primordiale che diede vita al paradiso e alla terra e ai primi dei. Lei era probabilmente la prima personificazione della costellazione che più tardi i Babilonesi avrebbero chiamato Tiāmat (per i Greci Cetus) e che era opposta ad Apsû, la fresca acqua dell'oceano che i Sumeri credevano giacere sotto la terra, l'acqua che era fonte della vita e fertilità in una regione in cui non vi erano che scarse piogge. Come Nammu/Namma è la dea delle acque della fertilità, così An è il dio del cielo. Nammu/Namma e suo figlio Enki crearono l'umanità affinché servissero gli dei. Enki è il dio dell'agricoltura che presidiava le acque dell'Apsû.

Storia

In questo giorno:

  • Nel 983 l'imperatore Ottone II concede a Lazise, sul Lago di Garda, il privilegio di imporre diritti commerciali per transito e pesca, e di fortificare il borgo con mura turrite, rendendolo il primo comune d'Italia. Fu la comunità a chiedere all'Imperatore del Sacro Romano Impero di difendere il borgo fortificando il castrum e Ottone II rispose con un diploma nel quale concedeva l'esazione di alcuni tributi, tra cui il teloneo, imposta sulle merci, e il ripatico, per disporre della riva di un lago, concedeva i diritti di transito e di pesca, e rilasciava ai cittadini lacisiensi la possibilità di fortificare il castrum. A partire da quell'anno Lazise venne quindi organizzata a vicinia, con 18 membri e ampie autonomie in questioni civili, economiche, ma anche religiose. Per questo Lazise è considerata il primo libero Comune d'Italia.
  • Nel 1423 inizia la guerra dell'Aquila, conflitto armato del XV secolo che iniziò come uno scontro tra Braccio da Montone, condottiero e generale, e la città aquilana ma che divenne poi interesse di tutta la penisola italiana, coinvolgendo le forze del Ducato di Milano, della Repubblica di Firenze, dello Stato della Chiesa e del Regno di Napoli. Grazie al papa Martino V diventò una guerra di religione, poiché la scomunica di Fortebraccio aveva dato l'inizio ad una "crociata contro lo scomunicato". Nel 1422 Andrea Fortebraccio fu nominato da Giovanna II connestabile degli Abruzzi che dovette nominare Ruggero d'Antignola. Alla fine del 1422, però, gli aquilani si resero conto di correre il rischio di perdere la loro autonomia e, guidati dalla famiglia Camponeschi si ribellarono al d'Antignola e lo scacciarono dalla città. I Camponeschi erano imparentati alla lontana anche con il papa Martino V, che sosteneva Luigi III d'Angiò-Valois contro la regina Giovanna II. Così cominciò tutto. L'assedio durò 13 mesi. Il popolo aquilano, descritto come forte e testardo, fu l'unico a tenere testa a Braccio da Montone, al quale nel XVI secolo venne dedicata la via Fortebraccio del centro storico. Il castello di San Pio delle Camere porta ancora gli evidenti segni della distruzione di Braccio che perse la guerra. La vittoria riportata all'Aquila accrebbe il potere della famiglia Caldora, soprattutto nella persona di Jacopo, che si procurò grande fama nella corte di Napoli e Giovanna II, che lo ricompensò con castelli e feudi in Abruzzo; Jacopo pose le sue principali residenze a Vasto e Pacentro.
  • Nel 1898 durante i moti di Milano, il generale Fiorenzo Bava Beccaris ordina all'esercito di sparare sulla folla che manifesta contro l'aumento del prezzo del pane: i morti sono 80 secondo il governo, oltre 300 secondo l'opposizione. I «cannoni di Bava Beccaris» passarono alla storia come simbolo di un'insensata e sanguinosa repressione. L'episodio che indirettamente causò nel 1900 il regicidio per vendetta di Umberto I, due anni dopo, per mano dell'anarchico Gaetano Bresci; è oggetto di un brano del canzoniere popolare italiano dal titolo Il feroce monarchico Bava. Bresci dichiarò esplicitamente di aver voluto vendicare i morti del 1898 e l'offesa della decorazione al criminale Bava Beccaris, che definì il regicida «un folle che meriterebbe di subire lo squartamento». Beccaris Fu collocato a riposo nel 1902, ottenendo dallo Stato una pensione di 8000 lire. Negli ultimi anni di vita, ormai infermo e ammalato, partecipò sempre meno all'attività parlamentare. Morì a 93 anni.

Aforisma

“Le parole, al pari degli angeli, sono forze dotate di poteri occulti su di noi. Sono presenze personali corredate da intere mitologie... e dei loro effetti monitori, blasfemi, creativi e distruttivi.”

JAMES HILLMAN

7 Maggio: Giornata Mondiale della Lentezza

La Giornata Mondiale della Lentezza è stata istituita nel 2009 da un gruppo di attivisti italiani con l’obiettivo di contrastare il ritmo frenetico e lo stress della vita moderna.