L’Aquila, 9 ott. – “L’ordinanza del TAR Abruzzo sul contenimento faunistico del cervo, appena pubblicata, attesta la correttezza della delibera regionale e la validità del procedimento amministrativo da parte della Regione Abruzzo”. Lo dichiara il vicepresidente della giunta regionale e assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Emanuele Imprudente, a seguito della pubblicazione dell’ordinanza del TAR Abruzzo che respinge il ricorso delle associazioni ambientaliste sulla caccia di selezione al cervo, non ritenendo, quindi, necessario applicare la sospensione dell’efficacia della deliberazione di giunta.
“Pur consapevoli che si tratta solo della fase cautelare del procedimento, tuttavia le motivazioni del rigetto contenute nell’ordinanza sanciscono una sostanziale infondatezza delle argomentazioni prodotte nel ricorso amministrativo: il cervo rientra tra le specie cacciabili e non presenta problemi di tipo conservazionistico, potrebbe essere inserito nel calendario venatorio regionale a prescindere da un obiettivo generale di limitazione dei danni causati dalla specie; la DGR 509/2024 è adottata in attuazione del Piano Faunistico Venatorio, sottoposto favorevolmente a V.A.S. e V.Inc.A.; i risultati del monitoraggio ambientale, richiamato dai ricorrenti, sono strumento utile per valutare gli effetti dell’attuazione delle singole azioni/obiettivi e non presupposto della loro attuazione la cui fattibilità ambientale è già stata validata nel procedimento di valutazione ambientale; la proposta di gestione dà atto del miglioramento e della standardizzazione della raccolta delle informazioni rispetto agli anni precedenti ed ha consentito di ottenere una rappresentazione realistica attuale della consistenza e della distribuzione del cervo nella Regione Abruzzo; inoltre, non essendo stato monitorato l’intero territorio regionale, il numero ottenuto è certamente una sottostima del numero di cervi attualmente presente”.
Marco Marsilio: Il cervo tra le specie cacciabili
La prima sezione del Tribunale amministrativo regionale per l’Abruzzo ha riconosciuto la legittimità del lavoro svolto dalla Regione Abruzzo: il prelievo in forma selettiva del cervo è stato legittimamente riconosciuto e l’opposizione presentata dalle associazioni animaliste non è stata accolta. Nella mattinata di oggi è uscita l’ordinanza del Tar che ha respinto la domanda di tutela cautelare, non concedendo neanche la sospensiva. I giudici del Tar hanno ribadito che il cervo rientra tra le specie cacciabili, secondo quanto stabilito dalla legge del 1992, e che la delibera di giunta impugnata dalle associazioni ambientaliste e animaliste è stata adottata in attuazione della pianificazione contenute nel piano faunistico venatorie. A sostegno della tesi della Regione c’è anche il parere espresso dall’Ispra, che ha valutato positivamente il contenimento dei cervi, in quanto non va a incidere sulla quantità di animali presenti sul territorio e quindi non ne minaccia l'estinzione. Lo stesso tribunale amministrativo ha evidenziato che non essendo stato monitorato l’intero territorio regionale il numero dei cervi che verrà catturato è certamente una sottostima del numero di cervi attualmente presente. “L’ordinanza del Tar riporta la corretta gestione avviata dall’assessorato all’agricoltura e alla caccia, confermando la necessità di contenere il numero dei cervi e tutelare il lavoro degli agricoltori e conferma la legittimità delle nostre decisioni. Ringrazio il personale dell’assessorato e l’avvocatura regionale per il prezioso lavoro preparatorio che hanno svolto in queste settimane e l’importante conferma ottenuta davanti al tribunale amministrativo. La Regione riconosce l’importanza della tutela delle specie protette ma ribadisce la necessità di un giusto equilibrio sul territorio”, lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.



