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Martedì, 15 Ottobre 2024 19:21

Montesilvano/quercia abbattuta Villa Carmine. Quando bocciarono il censimento degli alberi monumentali.

Nel 2023 il PD e M5S depositò Mozione per Censimento alberi monumentali Comune di Montesilvano ma non venne accolta. Romina Di Costanzo: "La quercia è caduta, hanno scelto col fragore della motosega di silenziare la voce del nostro paesaggio. E ora, rimane solo il vuoto."

"Hanno abbattuto una quercia, grande, imponente, storica. Ci ha osservati per anni, silenziosa, ci ha visti crescere, cambiare, andare e tornare, testimone discreta delle nostre vite." Romina Di Costanzo interviene sul social commentando con amarezza il taglio della quercia secolare di Villa Carmine. Nel 2023, ancora consigliere comunale propose con l'opposiizone PD M5S il censimento arboreo, raccolta puntuale di dati riferiti alla posizione e alla descrizione degli alberi che compongono il patrimonio arboreo, come strumento funzionale alla gestione del verde urbano.per identificare in modo univoco l’albero e poterlo rintracciare nel tempo. Nella mozione impegnava il consiglio comunale di Montesilvano ad esprimersi nel dare mandato all’Amministrazione Comunale di procedere in tempi certi al censimento degli alberi monumentali sul proprio territorio comunale, avviando una campagna cittadina di informazione in merito, fornendo contestualmente gli strumenti e assistenza per effettuare segnalazioni in tal senso e mettendo in atto le procedure necessarie al relativo riconoscimento.

Venne bocciata dalla maggioranza e Di Costanzo scrisse: "occasione mancata" ed oggi con l'abbattimento della quercia ci rendiamo conto che è stato così.

Dopo la notizia dell'albero caduto e il video del GiornalediMontesilvano.com, Romina DI Costanzo commenta in un post:

È con amarezza che vedo il mio quartiere cambiare, lentamente, quasi senza che ce ne accorgiamo, le macchie verdi stanno scomparendo, e ora, anche la grande quercia non c'è più. Hanno abbattuto una quercia, grande, imponente, storica. Ci ha osservati per anni, silenziosa, ci ha visti crescere, cambiare, andare e tornare, testimone discreta delle nostre vite.

Si poteva salvare, era malata, è vero, ma anche gli alberi si curano, si rigenerano, come facciamo noi, come fa la vita. Hanno scelto di non provare.

Quell'albero non era solo tronco e foglie, era ombra e memoria, testimone silenzioso dei nostri passi, un punto fermo nell'ambiente che cambia, un simbolo identitario, un pezzo della nostra comunità. Ci avevo provato, avevo proposto di avviare il suo riconoscimento a monumento ambientale, censire quegli alberi secolari, monumenti viventi, radici della nostra storia, da custodire, da difendere. Avremmo potuto inserirla lì, avremmo potuto salvarla. Ma nulla è stato fatto.

Ora si parla di sicurezza, di cantieri, di progetti. Ma la sicurezza, dov’era prima?

Quando l’albero stava lì, a respirare per noi, a regalarci aria e vita? Ogni volta che un albero finisce dentro i confini di un cantiere, diventa inevitabilmente sacrificabile, in nome di una sicurezza a orologio, pronta a scattare solo al momento giusto, un rischio che appare all’improvviso, improvviso come un pericolo mai visto prima, che fino a ieri non esisteva, e che oggi giustifica l’abbattimento, mentre fino a poco fa non era neppure un pensiero. La quercia è caduta, hanno scelto col fragore della motosega di silenziare la voce del nostro paesaggio. E ora, rimane solo il vuoto.