Lo scorso dicembre, Cittadinanzattiva ha pubblicato un’analisi da cui è emerso che un italiano su due non segue la terapia prescritta dal proprio medico in modo costante e appropriato. La cosiddetta “aderenza terapeutica” è dunque una questione importante, non solo per la salute dei pazienti, ma anche per la ricaduta economica che ha sui costi per il Sistema Sanitario Nazionali, che la stessa ricerca quantifica in circa 2 miliardi di euro. Lo riferisce Antonio Blasioli.
A rispettare meno le terapie sono in special modo, come emerge dall’analisi, le persone affette da più patologie, fragili, anziane e con basso livello socio-culturale, spesso sole o con scarso supporto familiare.
Un possibile rimedio, per migliorare l’aderenza terapeutica dei pazienti, è rappresentata dalla possibilità, per le farmacie e le Rsa pubbliche e private, di riconfezionare i farmaci in dosi personalizzate, per l’assunzione sulla base della posologia e del piano terapeutico individuati dal medico curante: il cosiddetto “deblistering”.
Per questo ho proposto una risoluzione, discussa e approvata all’unanimità oggi nella Quinta Commissione del Consiglio Regionale, che impegna la Giunta Regionale ad avviare una sperimentazione di questo metodo, a valle di un percorso partecipativo con le organizzazioni di categoria del settore farmaceutico/sanitario.
Come si svolge la procedura? Di fatto, sulla base di specifici protocolli che la Regione dovrà emanare, Il farmacista apre i blister originali dei farmaci, raggruppa le compresse e le capsule in nuovi contenitori (blister più grandi o bustine), di cui ogni scomparto indica il giorno e l'ora di assunzione, contenendo le medicine specifiche prescritte per quel momento.
La palla passa a questo punto alla Giunta Regionale e al Dipartimento Sanità per attuare la risoluzione, con un percorso del quale monitoreremo l’avvio e l’andamento, avendo cura del coinvolgimento di tutti gli operatori che saranno poi chiamati ad attuare questo processo.



