In commissione si è discusso del progetto per l'ex Villa Falini di Montesilvano.
"Il piano di project financing, che prevede una collaborazione tra pubblico e privato per l’utilizzo di Villa Falini, rischia di trasformarsi in una cessione di fatto della proprietà a un ente privato. Parliamo di una villa situata sul corso Umberto, ricevuta in eredità con l'intento specifico di destinare l’immobile alla creazione di una residenza per anziani". Interviene anche l'Avv. Manuela Natale sulla proposta.
"Il progetto presentato in Commissione, che sarà discusso prossimamente in Consiglio Comunale, prevede un ruolo centrale affidato a un soggetto privato. Questo soggetto si occuperà della ristrutturazione dell'immobile attualmente esistente, con l'obiettivo di destinarlo a Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) e a un poliambulatorio. Inoltre, è prevista la realizzazione di una nuova costruzione da destinare a uso alloggi per studenti. Il concessionario finanzierà integralmente i costi di ristrutturazione e gestirà in piena autonomia i servizi legati alla RSA, al poliambulatorio e alla struttura studentesca". Riferisce la consigliera comunale di opposizione.
"Al Comune, originario destinatario della donazione dell'immobile poi trasferito all'Azienda Speciale, spetterà un canone annuale di seimila euro per l'intera durata della concessione, fissata in trent'anni. Secondo il piano finanziario presentato in Commissione, i ricavi del soggetto gestore deriverebbero dalle entrate generate dalla residenza per anziani, dai canoni di locazione dei locali del Poliambulatorio e dai canoni di locazione dei posti letto dello Studentato".
Prosegue Natale, "Sul piano politico, vorrei sottolineare due aspetti. Il primo riguarda un principio che mi è sempre stato insegnato: la volontà dei defunti deve essere rispettata. Chi ha donato l'immobile lo ha fatto con l'intento di supportare il Comune nella realizzazione di attività pubbliche dedicate agli anziani. Tuttavia, attraverso il project financing, si sta assistendo a una privatizzazione di fatto della struttura stessa, rendendo sia il Comune che l'Azienda Speciale completamente estranei all'esecuzione delle attività. Questo è quanto è stato confermato in Commissione".
Commenta, "Le attività relative alla struttura saranno invece gestite da un soggetto privato che, per sua stessa natura, opera con finalità di profitto. Ritengo che la volontà dei Falini debba essere rispettata e che l’immobile in questione debba rimanere di proprietà pubblica, con i relativi servizi erogati sotto l’egida del servizio pubblico. Perché costruire una nuova casa di Comunità quando esisteva già una struttura perfetta per questa funzione, collocata oltretutto in una posizione strategica e privilegiata per servire l’intera città?"
Risorse pubbliche: seimila euro l’anno, per i prossimi trent’anni.
Secondo Natale "Il centro-destra ha avuto un’opportunità irripetibile, almeno negli ultimi sessanta o settant’anni: il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che permette la realizzazione di opere utili per la cittadinanza." E chiede: "Per quale motivo quei fondi non sono stati utilizzati anche per Villa Falini? Le opere del PNRR già realizzate evidenziano diverse problematicità; basta pensare a Corso Umberto, senza contare i ritardi di altre opere, i cui finanziamenti rischiano di andare perduti e che probabilmente dovranno essere poi coperti con fondi locali."
"Oggi, la maggioranza sembra intenzionata a concedere Villa Falini a un privato per appena seimila euro l’anno, per i prossimi trent’anni. Questo consentirà al privato di sviluppare attività di cura, chiaramente con finalità private, in un bene che apparteneva al patrimonio pubblico. Esprimo il mio totale dissenso verso questo progetto, sia come segno di rispetto verso le ultime volontà di chi ha donato l’immobile, sia perché ho sempre sostenuto il valore della sanità pubblica. Non è certo con un ulteriore poliambulatorio privato che si possono soddisfare i bisogni di cura delle persone". Conclude.



