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Sabato, 02 Aprile 2016 18:05

Montesilvano/degrado in via Ariosto. I residenti senegalesi: “contattate i proprietari dello stabile” - foto e video

Anthony Aliano consigliere di Ri_evoluzione si presenta ai residenti senagalesi di via Ariosto Anthony Aliano consigliere di Ri_evoluzione si presenta ai residenti senagalesi di via Ariosto foto Angela Curatolo

Spaccio, degrado, rifiuti, gli argomenti affrontati in un confronto, testa a testa, svolto, questa mattina in via Ariosto, tra residenti senegalesi e un gruppo composto da consiglieri comunali e associazioni. Ecco come è andata.

Un sopralluogo si è trasformato in dialogo. Gli esponenti di Forza Nuova, Noi con Salvini e Nuovo Saline e Ri-Evoluzione insieme al presidente della commissione lavori Pubblici Mauro Orsini, durante un sopralluogo nel “ghetto” di via Ariosto, traversa del lungomare, a confronto con alcuni degli 80 residenti (ufficialmente sulla carta) e il guru-referente della comunità Senegalese.

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Rifiuti abbandonati sulle strade, davanti alle abitazioni, una situazione che persiste da anni a cui nessuna amministrazione ha saputo trovare una via d'uscita, oltre al degrado dello stabile e lo spaccio di droga, questi i nodi della situazione segnalata dai cittadini esausti e dai consiglieri. Su alcuni argomenti si avverte una certa resistenza come quello rifiuti, crea momenti di tensione. Si alzano i toni della conversazione: “Chi sei tu per dire che qui è sporco?” Dopo uno scontro verbale, gli abitanti acconsentono a levarla rifiutando l'intervento della Tradeco, proposto dai consiglieri, “no, lo facciamo noi, raccogliamo le cose e le mettiamo su un camion poi le buttiamo”. Lasciando inevaso il dove.

Delicato anche un altro argomento. I continui blitz delle forze dell'ordine hanno messo a nudo che la zona è teatro di spaccio di droga, i vicini si lamentano spesso. Nonostante tutto, però, gli esponenti della comunità senegalese insistono nel dire “Ora non c'è spaccio qui”.

“Non c'è lavoro, noi moriamo di fame, a volte andiamo nei campi, per raccogliere l'ulivo, guadagniamo qualcosa per mangiare”. L'affitto è salato. Da quel che riferiscono il canone ammonterebbe a “540 euro al mese”, su 24 appartamenti, solo 5 risulterebbero a norma. Lo stabile dovrebbe sulla carta ospitare 80 persone al massimo, sostengono che ne sono anche di meno.

Orsini che da sempre, si dice favorevole alla società multietnica, afferma “Noi siamo venuti per cercare una soluzione insieme, è necessario che tutti seguano, però, le regole per una pacifica convivenza civile”. Davanti al degrado dello stabile la comunità senegalese suggerisce “contattate il proprietario”. In vista, quindi, un tavolo di confronto, come auspica Aliano, con i rappresentanti dei residenti senegalesi, il proprietario dello stabile, l'Asl, il sindaco, il Prefetto, al fine di trovare una soluzione che ridia decoro, soprattutto alla via, in zona di mare e quindi turistica.

Questo è il terzo dei sopralluoghi effettuati dalla delegazione dopo le case popolari di Via Chiarini, Via Lazio 61.

Ultima modifica il Sabato, 02 Aprile 2016 19:00