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Giovedì, 03 Settembre 2026 12:43

Albania/la rivoluzione dei fenicotteri: 96 giorni di protesta per difendere la laguna di Vjosa-Narta

Rivoluzione dei fenicotteri voluta dalla Gen Z Rivoluzione dei fenicotteri voluta dalla Gen Z

Studenti contro il governo: mancanza di prospettive future  svendere l'Albania in cambio di concessioni che non porterebbero benefici ai cittadini. La scintilla che ha fatto esplodere la rabbia popolare sarebbe legata a una serie di macro-progetti di sviluppo turistico costiero e immobiliare, piani miliardari di un consorzio legato a Jared Kushner e Ivanka Trump.

La protesta civica contro il governo entra oggi nel suo 96° giorno, proseguendo un'azione che da oltre tre mesi vede manifestazioni e marce quotidiane nella capitale. La principale richiesta dei manifestanti rimane la dimissione del Primo Ministro Edi Rama, mentre negli ultimi giorni la protesta è stata accompagnata da tensioni, scontri con la polizia e avvertimenti di un'escalation della disobbedienza civile.

La 95ª giornata di protesta, svoltasi mercoledì, è iniziata in piazza Skanderbeg, dove cittadini e attivisti si sono radunati prima di marciare verso la sede del Primo Ministro. Durante la manifestazione, si sono levati cori di protesta contro il governo e richieste di dimissioni di Rama, mentre la protesta si è poi spostata al Blocco di Sicurezza, dove sono detenute le 14 persone arrestate martedì dopo gli scontri avvenuti presso la sede del Primo Ministro. Si legge sui quotidiani locali.

Durante la marcia, i manifestanti hanno scandito slogan come "La fine è giunta per te", "L'Albania vuole la rivoluzione" e "Rama dimettiti".

La Rivoluzione dei fenicotteri prosegue 
L'Albania è scossa da oltre tre mesi di proteste consecutive in quella che è stata ribattezzata la "Rivoluzione dei fenicotteri".
Nato inizialmente come un movimento ambientalista spontaneo, il dissenso si è rapidamente trasformato in una massiccia mobilitazione antigovernativa che chiede a gran voce le dimissioni del Primo Ministro Edi Rama, contestando un intero sistema politico giudicato dagli attivisti in piazza, corrotto e oligarchico.

La scintilla che ha fatto esplodere la rabbia popolare sarebbe legata a una serie di macro-progetti di sviluppo turistico costiero e immobiliare, piani miliardari di un consorzio legato a Jared Kushner e Ivanka Trump (rispettivamente genero e figlia dell'ex presidente USA Donald Trump) per la costruzione di resort turistici di lusso.
I progetti interesserebbero zone naturalistiche di altissimo pregio e teoricamente protette, come la riserva della laguna di Vjosa-Narta (da cui il nome "Rivoluzione dei fenicotteri") e l'incontaminata isola di Saseno (Sazan).

I cittadini e gli attivisti accusano il governo di svendere il patrimonio nazionale tramite concessioni e esenzioni senza portare reali benefici.
I manifestanti – guidati soprattutto da movimenti studenteschi e giovani – protestano contro la mancanza di prospettive future e il conseguente spopolamento del Paese dovuto all'emigrazione di massa delle nuove generazioni. Si tratta di una protesta prevalentemente orizzontale, priva di una leadership di partito tradizionale, che rifiuta in blocco l'intera classe politica ("nomenklatura") che ha guidato l'Albania negli ultimi trent'anni. Le piazze di Tirana e di altre città costiere (come Valona) vedono quotidianamente cortei, presidi permanenti e blocchi stradali, con i manifestanti che sono arrivati a ostruire gli accessi della sede del governo. La risposta delle autorità è stata dura, registrando scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, decine di fermi e feriti.

Anche la diaspora albanese all'estero si è mobilitata in segno di solidarietà.

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