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Sabato, 12 Settembre 2026 12:07

Montesilvano/via Lazio 61. I progetti di Pettinari: demolire e creare studentato in relazione con Stella Maris

Pettinari, Di Pillo, D'Andrea e Cavaliere: "Non si può più rimandare. Verifiche sulla sicurezza, bonifica dell'area e un progetto concreto per restituire dignità a questa zona"

Questa mattina Domenico Pettinari, Massimiliano Di Pillo, Giovanni D'Andrea e Michele Cavaliere, rispettivamente presidente del Movimento Politico "Pettinari per l'Abruzzo", consiglieri comunali e coordinatore di area di Montesilvano del movimento, sono tornati in via Lazio 61 per riportare nuovamente l'attenzione su una situazione che, nonostante le numerose segnalazioni e le iniziative intraprese negli anni, continua a rappresentare una grave criticità per il quartiere.

"Non siamo di fronte a un semplice problema di decoro urbano – afferma Domenico Pettinari – ma a una situazione che presenta profili di natura igienico-sanitaria, ambientale e potenzialmente anche legati alla sicurezza delle persone. Da troppo tempo questo immobile versa in condizioni di totale abbandono e riteniamo che le istituzioni non possano continuare a rinviare una soluzione". Una parte consistente dell'edificio è di proprietà del Comune di Pescara e proprio su questa struttura il Movimento ha condotto, negli anni, diverse iniziative e denunce pubbliche. A seguito delle precedenti segnalazioni, l'immobile era stato sgomberato e gli accessi al piano terra erano stati chiusi e murati. Tuttavia, secondo quanto denunciato dal gruppo, dopo quegli interventi non è seguito un percorso concreto di recupero, riqualificazione o definitiva messa in sicurezza dell'area. "Entrando nella zona – prosegue Pettinari – ciò che emerge è un quadro di degrado che si è progressivamente aggravato. Diverse finestre risultano ancora aperte e consentono l'accesso di volatili all'interno dei locali. Gli escrementi accumulati e le condizioni degli ambienti determinano una situazione che non può essere ignorata sotto il profilo igienico-sanitario. Nei piani superiori sono inoltre presenti infissi e componenti dell'edificio che appaiono deteriorati e che, soprattutto in presenza di condizioni meteorologiche avverse, meritano una verifica immediata".

Le criticità non riguardano soltanto la struttura. Anche le aree esterne risultano fortemente compromesse. Il cortile è caratterizzato dalla presenza di vegetazione spontanea e non curata, mentre in alcune zone sono presenti materiali di risulta e rifiuti abbandonati.

"Il degrado esterno – sottolinea Pettinari – favorisce inevitabilmente la presenza di animali e rende più difficile garantire condizioni di igiene e sicurezza per chi vive nelle immediate vicinanze. In particolare nei mesi più caldi, la presenza di erba alta e incolta può diventare un problema ulteriore, così come la presenza di ratti e altri animali. A questo si aggiungono i comportamenti incivili di chi continua ad abbandonare rifiuti e materiali di risulta nelle vicinanze dell'edificio, trasformando progressivamente l'area in una sorta di discarica a cielo aperto". Il problema, dunque, non riguarda soltanto l'immobile in sé, ma coinvolge direttamente i residenti e i proprietari delle abitazioni confinanti, costretti da anni a convivere con una situazione di degrado che incide sulla qualità della vita e sulla percezione di sicurezza del quartiere. "Non possiamo accettare che i cittadini siano costretti a vivere accanto a una struttura abbandonata, circondata da rifiuti e vegetazione incontrollata – aggiunge Pettinari –. I residenti hanno diritto a risposte concrete e soprattutto a tempi certi. Il trascorrere degli anni non può diventare una giustificazione per l'inerzia".

NECESSARIA UNA VERIFICA SULLA STABILITÀ

Per il Movimento, il primo passo deve essere una valutazione tecnica approfondita dello stato dell'immobile. "Prima di qualsiasi altra decisione – spiegano Pettinari e i rappresentanti del movimento – riteniamo indispensabile che venga effettuata una perizia tecnica e statica da parte degli enti competenti. È necessario conoscere con certezza le condizioni strutturali dell'edificio e verificare l'eventuale presenza di situazioni di pericolo. Se la struttura dovesse risultare non recuperabile o non adeguatamente sicura, la demolizione rappresenterebbe una soluzione da prendere seriamente in considerazione, nell'interesse della collettività". Il gruppo torna quindi a chiedere un confronto diretto tra Comune di Montesilvano e Comune di Pescara, considerata la situazione proprietaria dell'immobile, affinché venga individuato un percorso condiviso e non si continui a lasciare la struttura in uno stato di abbandono. "Il Comune di Pescara ha inserito l'immobile in un percorso di vendita, ma fino ad oggi non abbiamo visto concretizzarsi una soluzione definitiva. Nel frattempo, però, il degrado continua e i cittadini aspettano. È evidente che occorre intervenire anche nelle more di una eventuale cessione, perché la tutela della sicurezza e dell'igiene pubblica non può essere subordinata ai tempi di una procedura di vendita".

DEMOLIRE PER POI RIGENERARE: UN'IDEA PER IL FUTURO DELL'AREA

Il Movimento non si limita a chiedere la risoluzione dell'emergenza, ma rilancia anche una proposta per il futuro dell'area. "Se gli accertamenti tecnici dovessero confermare la necessità della demolizione – spiegano – l'abbattimento potrebbe rappresentare non il punto di arrivo, ma l'inizio di un progetto di rigenerazione urbana. Quello spazio potrebbe essere ripensato e messo al servizio della comunità". Tra le ipotesi avanzate vi è la realizzazione di uno studentato, da mettere in relazione anche con il recupero della Stella Maris, struttura interessata da un cofinanziamento della Regione Abruzzo destinato al recupero funzionale e strutturale e alla realizzazione di un incubatore dedicato a eventi culturali e di bellezza. "Crediamo che le amministrazioni debbano avere una visione complessiva – afferma Pettinari –. Non basta eliminare una situazione di degrado: bisogna immaginare cosa realizzare dopo. La riqualificazione dell'area di via Lazio 61 potrebbe diventare parte di un progetto più ampio, capace di creare servizi, opportunità e nuova qualità urbana".

TELECAMERE CONTRO L'ABBANDONO DEI RIFIUTI

Parallelamente alla questione dell'edificio, viene richiesta anche un'azione specifica per contrastare l'abbandono illecito dei rifiuti.

"Chiediamo al Comune di Montesilvano di valutare con urgenza l'installazione di sistemi di videosorveglianza nelle aree maggiormente esposte al fenomeno – concludono i rappresentanti del movimento –. Non è possibile continuare a bonificare senza intervenire sulle cause. Chi abbandona rifiuti deve essere individuato e sanzionato. Servono controlli e strumenti adeguati per impedire che il degrado venga continuamente alimentato da nuovi abbandoni".

OLTRE 300 FIRME E NESSUNA RISPOSTA

Il Movimento ricorda infine che alcuni mesi fa erano state raccolte oltre 300 firme di cittadini, successivamente consegnate attraverso una petizione popolare ai sindaci di Pescara e Montesilvano, con la richiesta di affrontare e risolvere definitivamente la situazione dell'immobile di via Lazio 61. "Quello che ci amareggia maggiormente – conclude Pettinari – è che, nonostante il coinvolgimento diretto di centinaia di cittadini, a distanza di mesi non abbiamo ancora ricevuto una risposta. Quelle firme rappresentano la voce di persone che chiedono semplicemente di poter vivere in un ambiente decoroso, sicuro e salubre. Ignorare questa richiesta significa non dare il giusto peso alle esigenze di una comunità". "Per questo torniamo oggi in via Lazio 61 – conclude Pettinari – per chiedere ancora una volta che Comune di Montesilvano, Comune di Pescara e Regione Abruzzo si siedano attorno a un tavolo e definiscano un percorso chiaro: verifica della sicurezza, eliminazione delle criticità, contrasto agli abbandoni e, se tecnicamente necessario, demolizione dell'edificio e successiva rigenerazione dell'area. I cittadini hanno già aspettato abbastanza."