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Venerdì, 02 Ottobre 2026 16:19

Democrazia dell’arte e altri fronti di civiltà liberamente meticciato da Ovidio e Kafka

Da martedì 6 ottobre, dopo lo straordinario successo riscontrato a FBS/Festival Biblioteche Sociali 2026, riprende, presso la Biblioteca sociale “M.Bonincontro” di Chieti Scalo, il progetto di residenza performativa "BIBLIOTEC'UMANA" con un nuovo studio di ricerca “Metamorfosi Club - liberamente meticciato da Ovidio e Kafka”, direzione artistica e regia a cura di Beniamino Cardines.

Il progetto avrà come sede la Biblioteca sociale “M.Bonincontro” di Chieti Scalo, affidata dal Comune di Chieti a Chieti Solidale srl.
Organizzato da: I luoghi del buon incontro aps, Bibliodrammatica aps.

“Metamorfosi Club – liberamente meticciato da Ovidio e Kafka, democrazia dell’arte e altri fronti di civiltà” un progetto di ricerca espressiva performativa. Un’esperienza aperta a tutti. Verso la costruzione di una performance collettiva che andrà in scena come progetto speciale prodotto nell’ambito di FBS/Festival Biblioteche Sociali 2027 seconda edizione.
L’esperienza innovativa condotta da Beniamino Cardines (scrittore, giornalista, regista) si presenta come un Laboratorio di arti performative in cui si approfondiranno i linguaggi espressivi contemporanei: espressività, corpo-voce, teatro, performance, drammaturgia.

Fabiola Nucci, responsabile biblioteca: "Immaginiamo la Biblioteca come un cuore pulsante e propositivo, di cultura, di eventi sociali, di umanità. La vediamo camminare tra la gente, ascoltare, restituire a un territorio l’idea che un progetto è vivo se è costantemente presente, teso ai bisogni di aggregare e dialogare, di costruire ponti tra sponde improbabili o lontane, ma mai irraggiungibili.”

Beniamino Cardines, regista: "Democrazia dell’arte e altri fronti di civiltà. Pensiamo alla Letteratura come linguaggio di coesione sociale, ponte di dialogo tra culture, persone, generazioni. Transculturale, transgenerazionale. Immaginiamo che si possa camminare tra i performer, ascoltarli da vicino, fruire il teatro come idea di prossimità. In un mondo dove tutto si dimentica velocemente abbiamo deciso di costruire con la memoria collettiva dei performer un grande cratere della mutazione sociale il “Metamorfosi Club”, biblioteca umana delle emozioni che dilata la percezione, e riafferma la libertà di scelta intellettuale dell'individuo."