E' il Presidente dell'Automobile club di Pescara, Avv. Giampiero Sartorelli, a riferire i dati.
Nazionale. Il dato che emerge con chiarezza è che nel 2025, per la prima volta dal 2021, le vittime della strada scendono sotto la quota dei 3000, risultato importante, incoraggiante e che dimostra che è possibile rendere le nostre strade più sicure.
Non è certamente un punto d’arrivo, ma una solida base sulla quale lavorare per raggiungere gli obiettivi posti dall’OMS per il 2030 e per il 2050.
Più nello specifico, sulle strade italiane nel 2025 si sono registrati 177.207 incidenti, che hanno causato 2.868 decessi ( -5,3%) e 237.822 feriti ( +1,7%).
In media, rispettivamente 485 incidenti, 8,3 morti e 652 feriti ogni giorno.
Come si vede numeri ancora molto preoccupanti, ma è evidente che l’impegno profuso da Aci, e da altri soggetti istituzionale e non, possa fare veramente la differenza e salvare vite umane.
Le statistiche provinciali – elaborate da Aci e Istat – mostrano che 57 province su 107 hanno fatto registrare una diminuzione del numero dei morti, mentre in 41 tale numero è diminuito. Nelle restanti 9 il numero è rimasto stabile.
In Abruzzo, in particolare, abbiamo un risultato in linea con quello nazionale, con 3.478 incidenti, 76 decessi e 4.800 feriti, numeri sostanzialmente in linea con quelli registrati nel 2024.
Numeri però che ci devono far riflettere, soprattutto per quel che concerne i decessi.
Nella Provincia di Pescara gli incidenti sono stati 1.041 ( - 11), i morti sono stati 14 (+1), mentre i feriti sono 1.325 ( + 27).
Nella sola città di Pescara gli incidenti sono stati 552, con 5 morti e 684 feriti.
Il maggior numero di incidenti nella Provincia si è verificato su “strada urbana” (768 su 1.041) e di questi ben 121 hanno interessato l’investimento di un pedone
Per quanto riguarda invece quella che viene generalmente definita “mobilità dolce” e di cui tanto si parla in questi ultimi anni, questi i dati.
Nel 2025 sono diminuiti, per fortuna, i decessi che hanno visto coinvolti i pedoni, che sono scesi a 419, sono aumentati quelli tra i ciclisti ( 228 ) di cui 30 su bici elettrica e tra i conducenti e passeggeri di monopattini (23).
Altro dato interessante, nella nostra provincia, è che il maggior numero di incidenti è dovuto alla velocità, seguita dalla guida distratta e dal mancato rispetto della segnaletica stradale.
Tutti questi dati hanno, naturalmente, anche una conseguenza economica per il Paese ed i costi sociali hanno grande impatto sulla finanza statale ( circa 18 miliardi di euro).
Di fronte a simili dati, la cui drammaticità è sotto gli occhi di tutti, torna ancor più di attualità la necessità di modificare la nostra cultura della mobilità, con un impegno sempre più costante e fattivo verso i futuri utenti della strada.



