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Sabato, 17 Ottobre 2026 11:54

Montesilvano/ciclopedonale di Via Vestina. Bucci: mettere dosso per veicoli e precedenza laterale

Interrogazione M5S su Pista Ciclopedonale sulla via Vestina e Ciclabile su corso Umberto e viale Europa– sicurezza stradale, accessibilità, intersezioni e parcheggi, a seguito interventi con fondi PNRR. Sarà oggetto di discussione in aula al prossimo Consiglio Comunale di Montesilvano.

"Torniamo sulla Ciclopedonale della Via Vestina poiché, dopo le nostre prime interrogazioni (alle quali avrebbero dovuto rispondere, da regolamento, entro 10 giorni), hanno risposto dopo quasi 2 mesi e solo a seguito della diffida, anche alle domande poste nell’ultima interrogazione, riceviamo da parte dell’Amministrazione, considerazioni politiche generiche ed evasive". Così premette Giovanni Bucci, esponente M5S in consiglio comunale in sostituzione di Luca Verrocchio.
"Sul PUT ci viene sostanzialmente detto che bisognava procedere per rispettare le scadenze del PNRR." Prosegue " Ma la questione che poniamo è diversa: come si può trasformare una delle principali arterie cittadine, restringendo le carreggiate, modificando i parcheggi e realizzando un percorso ciclopedonale, senza che nella documentazione ricevuta risultino approfonditi studi sulla sicurezza stradale, sulla viabilità e sugli effetti di queste modifiche?”

"Pertanto, chiediamo anche se siano state effettuate verifiche specifiche sulla possibilità per i mezzi di soccorso di transitare in presenza di traffico sulle due corsie (inevitabilmente ristrette a seguito degli interventi) e quali valutazioni siano state compiute sulle difficoltà di incrocio tra i veicoli, visto che si sono verificati contatti di specchietto contro specchietto e mezzi di soccorso che incontrano difficoltà a passare, quando si formano due colonne di automobili."

Afferma: "sulla sicurezza c'è un altro aspetto, forse ancora più preoccupante: le strade laterali. Un veicolo proveniente da una strada perpendicolare, per immettersi su Via Vestina, deve attraversare il percorso ciclopedonale. Mentre l'automobilista guarda il traffico per cercare di immettersi, su quel percorso può arrivare una bicicletta, un bambino, una persona anziana o un pedone. È un punto di conflitto evidente. Non lo scopriamo oggi. Lo abbiamo segnalato più volte in Commissione, anche insieme all'allora Consigliere Luca Verrocchio, e abbiamo visto troppe volte collisioni sfiorate per pochissimo".
“Per questo chiediamo che, su queste traverse stradali, prima dell’attraversamento, venga posto un dosso rallentatore ed il Segnale di Dare Precedenza o STOP, in prossimità dell’immissione su Via Vestina, per obbligare i veicoli provenienti dalla strada laterale a dare la precedenza a chi circola sulla pista ciclopedonale. Oppure, il segnale di Sbocco su Pista Ciclabile (ai sensi dell’art. 145 del Codice della Strada)”.

Chiede: "quali analisi siano state effettuate su questi punti di conflitto e quali misure l'Amministrazione intenda adottare con urgenza, dopo aver effettuato una ricognizione su tutte le suddette intersezioni laterali della Via Vestina, includendo per questo, anche la verifica della messa in sicurezza delle strade laterali che si intersecano con le piste ciclabili realizzate su Corso Umberto e Viale Europa".
“Non possiamo aspettare che accada un incidente grave per intervenire. Dopo le ripetute segnalazioni in Commissione, questa situazione di rischio è formalmente rappresentata all'Amministrazione e chiediamo che venga affrontata senza ulteriore ritardo”.
“Sulle rampe in prossimità degli accessi ad abitazioni private, gli stessi uffici tecnici, riconoscono che la pendenza ordinaria massima è dell'8% e richiamano, in determinate condizioni, brevi raccordi fino al 15%”.

“Mentre per il Decreto Ministeriale n. 557 del 30 Novembre 1999 (e richiamate dal Codice della Strada), la pendenza longitudinale massima ammessa è del 5%, con deroga per l’8% in presenza di particolari vincoli orografici o costruttivi (o tramite specifiche deroghe tecniche documentate dal progettista), purchè sia comunque garantita la sicurezza e la fruibilità per tutti gli utenti”.
“In base alla normativa italiana (come il D.P.R. 384/1978 sui percorsi pedonali e di raccordo), la pendenza del 15% su una rampa di un percorso pedonale o ciclopedonale, è ammessa solo per brevi tratti e per dislivelli molto limitati, come raccordi con passi carrabili, strade o marciapiedi”.
“Noi però, recentemente abbiamo nuovamente effettuato dei rilievi riscontrando pendenze fino al 18% e non meno del 12%, nonostante l'amministrazione sia intervenuta per ridurre le pendenze da noi contestate diversi mesi fa”.

Si legge sull'interrogazione: “come si giustifica una pendenza del 18%?

"Non chiediamo una risposta generica sulle deroghe. Chiediamo, per ciascuna rampa contestata, la pendenza prevista in progetto, quella effettivamente realizzata, la lunghezza del tratto e la specifica disposizione normativa eventualmente applicata per superare le percentuali di pendenza previste".

"Poi ci viene detto che un'infrastruttura ipogea in cemento armato impediva di fare diversamente. Ma dai rilievi effettuati quel cemento armato risulta a quota stradale, non a quota marciapiede".

Chiediamo quindi di mostrarci sezioni e quote progettuali e di spiegare tecnicamente in quale modo questa infrastruttura avrebbe impedito di raccordare correttamente il percorso superiore.
Stesso discorso per gli accessi carrabili. Dallo stato dei luoghi non risulta evidente che rendessero inevitabili pendenze del 18%. Chiediamo quindi quali specifici accessi avrebbero impedito soluzioni conformi e quali alternative progettuali siano state valutate e scartate.
E poi c'è il richiamo alla natura promiscua ciclo-pedonale del percorso. Ma se è ciclo-pedonale, ci passano anche i pedoni. Una persona anziana o con difficoltà motorie non supera più facilmente una pendenza del 18%, perché accanto può passare una bicicletta, e viceversa!
Chiediamo quindi sulla base di quale disposizione la natura promiscua del percorso possa essere utilizzata per giustificare le pendenze realizzate. Per noi il punto resta semplice: l'accessibilità va garantita, non relativizzata”.

Infine, i parcheggi.


Siamo contenti che siano stati recuperati alcuni posti auto, perché era esattamente ciò che avevamo chiesto per tutelare residenti e attività commerciali. Ma non sono ancora sufficienti.
Per questo l'allora Consigliere Luca Verrocchio, a nome dell'intera opposizione, aveva presentato un emendamento da 200.000 euro per nuovi parcheggi, in particolare su Via Vestina, Corso Umberto e Viale Europa. Quell'emendamento è stato approvato all'unanimità dal Consiglio comunale.
E allora la domanda è molto semplice: “che fine hanno fatto quei 200.000 euro?
Non chiediamo soltanto dove siano contabilmente. Chiediamo quale destinazione concreta sia stata data allo stanziamento, quali aree siano state individuate, se esista una progettazione, a che punto sia e quali siano i tempi previsti per la realizzazione dei nuovi parcheggi”.

Quindi, anche all’interrogazione che presenteremo come discussione al prossimo Consiglio Comunale, saranno queste, le domande alle quali chiediamo una risposta puntuale: “studi sulla sicurezza; transito dei mezzi di soccorso; messa in sicurezza delle intersezioni con il percorso ciclo-pedonale; verifica delle pendenze rampa per rampa; sezioni e quote dell'infrastruttura in cemento armato; accessi carrabili e alternative progettuali; accessibilità del percorso; destinazione e tempi di utilizzo dei 200.000 euro per i parcheggi.
Non chiediamo rassicurazioni. Chiediamo studi, misure, sezioni, verifiche, progetti e date”.

“Le situazioni di pericolo evidenziate per le traverse che si intersecano con la Ciclopedonale della Via Vestina si riscontrano anche sulle traverse che si intersecano con le Ciclabili di C.so Umberto e Viale Europa. Pertanto, chiediamo che l’Amministrazione intervenga prima che accada qualcosa di irreparabile e non dopo!”