Un’aggressione ai danni di un agente di Polizia Penitenziaria si è verificata presso la Casa Circondariale di Pescara, con conseguenze che hanno comportato una prognosi di 20 giorni. Secondo quanto riferito, il detenuto si presentava in apparente stato di alterazione.
Si legge in un comunicato della F.S.A. C.N.P.P./S.PP.:
Durante il confronto, mentre l’agente stava rientrando nel box, il detenuto avrebbe sferrato un calcio alla porta, provocando una lesione alla mano dell’operatore. L’O.S. F.S.A.-C.N.P.P./S.PP. esprime piena solidarietà al collega e denuncia la gravità dell’accaduto. Chi svolge il proprio servizio all’interno degli istituti penitenziari deve poter contare su condizioni di sicurezza adeguate. Le aggressioni non possono essere accettate come una componente ordinaria del lavoro.
Chiediamo all’Amministrazione penitenziaria
un intervento urgente per verificare le condizioni operative dell’istituto, individuare le criticità nella gestione delle situazioni di rischio e adottare misure efficaci a tutela del personale. Occorre inoltre garantire al collega coinvolto pieno supporto e assistenza. Non bastano attestazioni di vicinanza dopo ogni episodio: servono risposte concrete, responsabilità chiare e tempi certi. La professionalità e il senso del dovere degli agenti devono essere sostenuti da scelte organizzative e strumenti adeguati. La sicurezza di chi lavora in carcere è una priorità che non può essere rinviata.



