Le due vittorie contro Como e Avellino hanno rianimato gli umori di piazza e squadra, legittimo rilanciare una decisa e convincente candidatura. È tuttavia d’obbligo avvertire come sia prematuro il pensare di aver risolto ogni questione in vista della volata finale. Oddo ne è consapevole e lo troviamo – di nuovo, finalmente – lucido in conferenza: “Non è sicuro che giochi Ventola, per la mia esperienza so che la seconda partita porta problemi”, non che la prima sia stata un trionfo di gioia nello scoprire il nuovo perno della Nazionale, aggiungiamo noi, inoltre è senza alcun dubbio vero che la reale difficoltà per un giovane è confermarsi. “Se Zampano recupera, gioca”, prosegue il mister, “quando calcia ha ancora fastidio al collaterale”, queste le uniche notizie sulle condizioni fisiche del calciatore. Ancora: “Potrei adattare Fornasier terzino, loro sono forti sulle fasce”, siamo sicuri che se Zampano non dovesse essere arruolabile sarà così. Sia chiaro, Ventola può dirsi a ragione soddisfatto di un buon esordio, nessuno poteva aspettarsi di più, però sui duelli uno contro uno ha palesato evidenti difficoltà, tattiche ma soprattutto fisiche. Chi soffre Castaldo in posizione di ala destra – tutt’altro che il ruolo naturale dell’attaccante campano – non può razionalmente pensare di riuscire ad arginare Ragusa. Fornasier è l’uomo adatto al compito. Naturalmente qualora ciò dovesse accadere, il mister sarebbe costretto a schierare una linea difensiva con Mandragora e Zuparic centrali. Crediamo che il croato sia un ottimo giocatore, sul quale poter contare per gli anni a venire, tuttavia vive un momento tragico. Alcune sue prestazioni lo fanno sembrare altrove, immerso in un mondo di suoni ovattati dove tutto è confuso e il respiro incontra invalicabili muri, siamo impazienti di riammirare il vero Zuparic. Non bastasse, Aresti è infortunato e gioca Fiorillo. Un portiere sostituito dopo vari e decisivi errori, criticato dai tifosi, privo della vitale tranquillità, di quanto coraggio necessita per garantire una buona partita? Chissà, forse più di quanto ne abbia mai avuto. La difesa del Pescara funziona se alta e protetta, proprio come ad Avellino. Artefici di tale riuscita tattica sono stati Mandragora, Aresti e Bruno. Torna Torreira e il mister lascia intendere che giocherà, immaginiamo andando a completare il centrocampo con Memushaj e Verre (forse il miglio biancazzurro del momento). A nostro avviso potrebbe essere un errore, l’ex Latina – nonostante i suoi evidentissimi limiti tecnici – è una pedina irrinunciabile, con la sua applicazione, i suoi palloni recuperati e la sua presenza è in grado di garantire tranquillità ed equilibrio. Torreira è un valore aggiunto solo se tutto il resto gira come dovrebbe, altrimenti è un lusso talvolta letale. Per chiudere sui meccanismi difensivi, chi volesse affidarsi ad ogni genere di rito apotropaico affinché Zampano giochi, faccia pure, si accetta tutto.
Salvo sorprese, Pasquato sarà nuovamente titolare al fianco di Caprari e Lapadula. Dice di lui Oddo: “Pasquato ha giocato da leader, si è messo sulle spalle la squadra, è quello che gli ho chiesto”. Tutto vero ma non basta, ha anche regalato colpi di categoria diversa, lo aspettavamo e forse è finalmente arrivato.
Il Cesena di Drago gioca un ottimo calcio, fatto di pressing e triangolazioni veloci, il Pescara uscì frastornato da un secco 2:0 nella gara di andata. Saranno tuttavia assenti Djuric, Sensi e Falco, assenze indubbiamente pesanti.
Formazione: Fiorillo, Zampano (Zuparic), Fornasier, Mandragora, Vitturini, Torreira, Memushaj, Verre, Caprari, Pasquato, Lapadula.



