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Sabato, 17 Settembre 2016 16:41

Carlo Azeglio Ciampi. Il cordoglio di coloro che lo hanno conosciuto.

Carlo Azeglio Ciampi Carlo Azeglio Ciampi

 Le personalità politiche, arte e cultura che lo hanno conosciuto esprimono un pensiero su Carlo Azeglio Ciampi

 

Carlo Azeglio Ciampi, il saluto della Fiom a un democratico rigoroso

Maurizio Landini, segretario generale Fiom-Cgil”Con Carlo Azeglio Ciampi scompare una figura di alto profilo morale e culturale della vita italiana. Dalle sue origini azioniste il Presidente emerito ha sempre portato con sé il rigore, la trasparenza e il disinteresse personale nelle scelte che hanno accompagnato la sua vita, prima come economista e poi come esponente politico. Convinto, sull'esempio di Calamandrei, che fosse possibile un patriottismo non nazionalista, Ciampi ha coltivato l'obiettivo dell'unità economica e politica dell'Europa insieme alla difesa della nostra Costituzione come principale patrimonio che il nostro paese poteva portare alla causa dell'unità europea. Nell'esprimere il proprio cordoglio alla moglie e ai figli, la Fiom-Cgil saluta Carlo Azeglio Ciampi ricordando come le diversità di posizioni non abbiano mai fatto venir meno in lui la convinzione che il dialogo e il riconoscimento delle parti sociali - come avvenne per l'accordo del 23 luglio 1993 - siano uno dei più importanti fondamenti della nostra democra

Dall'euro deputato Patriciello “profondo cordoglio per la morte del Presidente Ciampi.”

“ Con la sua scomparsa, l'Italia perde un esempio di grande umanità e di assoluta dedizione alle istituzioni della Repubblica. Uomo di grandi valori, Ciampi non è stato solo un eccellente Governatore della Banca d'Italia e un amatissimo Capo dello Stato: egli ha saputo essere testimone attento e fine interprete del suo tempo, oltre che un convinto sostenitore di quell'unità politica ed economica dell'Europa a cui si è dedicato con passione e determinazione nel corso della sua lunga e brillante carriera. Il suo intero percorso di vita rappresenta senza dubbio un patrimonio umano e politico per tutti gli italiani".  Così Aldo Patriciello, europarlamentare molisano e membro del Gruppo Ppe al Parlamento Europeo, ha commentato la notizia della scomparsa del Presidente emerito della Repubblica Carlo Azelio Ciampi.

D'Alfonso piange la scomparsa.

 Luciano D'Alfonso “Piango la scomparsa di Carlo Azeglio Ciampi, fulgido e indimenticato esempio di statista. Grande sostenitore dell’Unione Europea, egli ha saputo ricoprire tutte le cariche che gli sono state affidate – Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Ministro e Governatore della Banca d’Italia – con rigore e umanità al tempo stesso. Mi piace ricordare la nascita del suo intenso rapporto con l’Abruzzo: dopo l’armistizio dell’8 settembre non volle aderire alla Repubblica di Salò e trovò rifugio a Scanno. Nel marzo del 1944 partì da Sulmona insieme ad altri antifascisti per passare nell’Italia liberata dagli Alleati; arrivò a Casoli, dove fu accolto dai componenti della Brigata Maiella, tracciando in questo modo quello che oggi è noto a tutti come “il sentiero della libertà”. Di quella sua traversata resta un diario conservato nel liceo scientifico di Sulmona, che intendo visitare al più presto per onorarne la memoria. Il cordoglio mio e di tutti gli abruzzesi si leva alto nel ricordare un uomo esemplare, di cui sentiamo già la mancanza.”

Rechi un saluto ai miei amati giovani abruzzesi

di Amedeo Esposito

L'AQUILA - “Fido su tutti gli abruzzesi  perché i valori patri tornino nei cuori di tutti gli italiani. Non dubito della fede degli scannesi che alla fine del 1943 ed i primi del 1944, mi concessero, a me giovane ufficiale in fuga dai tedeschi, di condividere con loro il pane che non c’era, “condito” da tantissima umanità ed amore che sono certo siano stati trasmessi ai miei amati giovani abruzzesi che saluto”. Queste le parole di commiato del Presidente Ciampi al momento di salutare i due redattori dell’Ansa (uno chi scrive), dopo aver rilasciato loro un’intervista sulla visita che il Capo dello Stato avrebbe fatto all’Aquila qualche settimana dopo, e cioè nel settembre del 1999. Oggi che l’Abruzzo e l’Italia piangono la scomparsa del “Presidente galantuomo”, riaffiorano tutte le Sue manifestazione di stima per la terra abruzzese. Come quella che portò alla concessione della medaglia d’argento all’Itis (Istituto tecnico industriale) “Amedeo di Savoia”, dopo che, nella “Giornata della memoria” del 27 gennaio  del 2003, i 1400 studenti, schierati nel piazzale interno della scuola dedicato al loro compagno ebreo Fernando Della Torre - uno dei Nove Martiri Aquilani -, con la “mano sul cuore” intonarono l’inno nazionale unitamente con gli alpini del “Battaglione L’Aquila”. Quell’inno fu ed è certamente la via imboccata da tutti i ragazzi italiani verso i valori che lo scomparso Presidente Ciampi ha indicato a tutti per un’Italia unita ed europea.     

Un particolare ricordo del Presidente Carlo Azeglio Ciampi da parte del Maestro Guadagnuolo

“La morte di Carlo Azeglio Ciampi mi rattrista” -ha detto l’artista Francesco Guadagnuolo- “perché se n’è andato uno dei Personaggi più rilevanti della politica italiana, persona di cultura e di grande prestigio per la società internazionale”. Così viene ricordato quell‘incontro al Quirinale: “È proprio bello, sono onorato», aveva commentato il Presidente Carlo Azeglio Ciampi nel 1999 rivolto all’artista Francesco Guadagnuolo, quando aveva accolto il dono che l’Intergruppo Parlamentari per il Giubileo, guidato dalla Presidente la Senatrice Ombretta Fumagalli Carulli, inoltre sono state illustrate al Capo dello Stato le iniziative volte all’organizzazione del “Giubileo dei Governanti e dei Parlamentari” fissato da Papa Giovanni Paolo II per il 5 novembre 2000. Il dono consisteva in una serigrafia, primo esemplare dell’opera in olio “Il Debito Estero” - verso una nuova solidarietà, del Maestro Francesco Guadagnuolo che il 14 aprile, al Palazzo di vetro di New York è stata consegnata al Segretario delle Nazioni Unite Kofi Hannan. Il dipinto rappresenta lo sforzo che i Paesi ricchi dell’Occidente dovrebbero fare per annullare il debito contratto dai Paesi più poveri del cosiddetto “Terzo Mondo””, Guadagnuolo aveva avuto la possibilità di illustrare direttamente a Ciampi la sua opera interpretando un tema così delicato ed impegnativo: “Ho voluto rappresentare, sotto metafora, come il mondo opulento e ricco dovrebbe comportarsi nei confronti della parte del pianeta ancora sotto la morsa della fame e del sottosviluppo. ”. Il “Debito Estero” - verso una nuova solidarietà è esposta permanentemente nella prestigiosa Sede dell’ECOSOC del Palazzo di Vetro di New York, dedicata per la promozione dell’economia e l’avanzamento dei Paesi bisognosi. Così l’arte italiana è presente, in uno dei luoghi di maggior prestigio al mondo, la sede dell’ONU, con Francesco Guadagnuolo, come già era avvenuto in precedenza con la scultura “Inno alla Vita” di Giacomo Manzù e con la scultura “Sfera con sfera” di Arnaldo Pomodoro.

Ultima modifica il Sabato, 17 Settembre 2016 16:55

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