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Lunedì, 19 Settembre 2016 16:39

Pescara/contenzioso Vodafone-Comune antenna telefonia: mancati rispetto obblighi

Diodati: “Ad oggi, la partita è a favore del Comune di Pescara, sia in considerazione dell’ordinanza del Tribunale, sia per la mancata insistenza a richiedere la concessione di un provvedimento cautelare da parte del Tar.”

 

Sul contenzioso con la società Vodafone Italia s.p.a., già Vodafone Omnitel n.v., risponde l'assessore Diodati: “ è nato dal mancato rispetto degli obblighi, a carico della società, conseguente a due convenzioni sottoscritte nell’anno 2003 e nell’anno 2011.” Prevedevano le “concessione in uso” alla Vodafone Omnitel di “spazi all’interno dello stadio Adriatico” (convenzione del 4.6.2003) e all’interno dell’impianto sportivo “ R. Febo” – ex Gesuiti  (convenzione del 6.06.2011 ), “per la installazione  di stazione radio base per telefonia cellulare, dietro corresponsione di un determinato canone pattuito tra le parti. “

La concessionaria Vodafone Omnitel ha corrisposto i canoni per entrambe le concessioni fino a tutto l’arco temporale 2012/2013 – dice l'assessore “ma a fine anno 2014, inopinatamente, con note fatte pervenire al Dipartimento Tecnico dell’Ente, la concessionaria Vodafone Italia s.p.a., già Vodafone Omnitel n.v., ha iniziato a contestare il quantum dovuto in base alle convenzioni, regolarmente stipulate, lamentando la violazione, nelle fattispecie, del Dlgs. 259/2003, art. 93, relativo all’applicazione della Cosap!! “

Il Comune di Pescara, riferisce, “ ha segnalato una grave morosità, nei confronti dell’Ente, pari a 18.946,00 euro  fino al gennaio del 2016 e ha anche preavvertito che se non si fosse sanata la morosità, l’Ente sarebbe stato costretto ad avvalersi della clausola risolutiva espressa, per la concessione ancora in essere, avente ad oggetto l’area all’interno dell’impianto sportivo “R. Febo”, invece, per la concessione, avente ad oggetto l’area all’interno dello stadio Adriatico (scaduta nel 2012), si sarebbero intraprese le attività consequenziali per lo sgombero dell’area.“

La Vodafone Italia s.p.a., “non curandosi di tale risposte, ha intrapreso un’azione d’urgenza davanti al Tribunale di Pescara, per farsi autorizzare a fare ingresso nell’impianto Rocco Febo per effettuare manutenzioni che, l’Ente, invece, non consentiva. Il procedimento d’urgenza si è concluso con l’ordinanza del 26.07.2016 in cui il Tribunale di Pescara ha dichiarato inammissibile le domande e condannato la Vodafone a pagare spese legali pari a 3.337,00 euro oltre ad oneri accessori di legge. “

Perdurando la morosità, il Settore Patrimonio ed Impianti Sportivi del Comune di Pescara, “considerata l’ostinazione della concessionaria, - prosegue - ha posto in essere gli atti del procedimento amministrativo finalizzati allo sgombero delle aree occupate all’interno dello stadio Adriatico, occupata  sine titulo, (sin dal 2012). Mentre invece per l’area dei Gesuiti, su cui si era pronunciato il Tribunale di Pescara, ha dato ugualmente impulso agli atti di recupero dell’immobile stante la legittimità della clausola risolutiva attivata dall’Ente. “ Provvedimenti impugnati dinanzi al Tar di Pescara da Vodafone s.p.a. che ne ha chiesto l’annullamento, chiedendo direttamente che la causa venga decisa nel merito. Vodafone rivendica di voler pagare la sola “ cosap” e il Comune “obietta” che “per prima a non rispettare la normativa locale e, indirettamente quella nazionale, perché non ha fornito il numero delle utenze necessario per la quantificazione del “canone” dovuto dalle aziende erogatrici di pubblici servizi. “ Sia dinanzi al Tribunale, sia dianzi al Tar il contenzioso è stato patrocinato dall’Avv. Lorena Petaccia dell’Avvocatura Comunale.

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