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Martedì, 15 Novembre 2016 15:38

Montesilvano. I 'segreti' del Palacongressi: opuscoli Cantagallo, pannoloni, pasta scaduta...

Scritto da di Angela Curatolo
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Le 'scoperte' della Commissione Garanzia e vigilanza. Un Bookcafè nel Palacongressi? Paola Ballarini, “ci sono spazi inutilizzati, può sorgere la biblioteca, c'è anche un bar attrezzato, penso mai utilizzato”.

Commissione garanzia e vigilanza nei meandri del Palacongressi, adesso Comunale, anche detto PalaDeanMartin, sopralluogo alla scoperta dei 'segreti' nella struttura una volta destinata ai meeting, oggi contenitore che attende da tempo un indirizzo.

Pannoloni a iosa della ex farmacia comunale nel magazzino dell'ente”, persino volantini di propaganda cittadina, “opuscoli, luoghi, mappe della città, dell'epoca Cantagallo, buttati nelle stanze inutilizzate del Palacongressi”. Commenta una dei membri della commissione, Paola Ballarini del M5S. “Tutti soldi nostri”. E poi quelle due ali a pian terreno e primo piano, ampie, belle, vuote, con un bar attrezzato ma tristemente chiuso. Quante cose si potrebbero fare nel PalaDeanMartin! Teatro, polivalente per associazioni ludiche e turistiche, spostare la biblioteca e attivare il bar, le idee sono tante per il momento rimangono lì.  “Una biblioteca sarebbe perfetta con l'area ristoro, è stata una sorpresa, vedere quello spazio vuoto, non utilizzato”. Il consigliere penta stellato, sconvolto per la scoperta soprattutto dei pannoloni, aggiunge “e poi dicono che la farmacia andava male”.

La situazione è così apparsa ieri ai consiglieri comunali oltre alla 'scoperta' di un magazzino pieno di derrate alimentari e beni di prima necessità destinati ai terremotati del 2009.

Il mistero del Magazzino con pasta scaduta, “la diamo agli animali”.

D'Alonzo “smascherata situazione ambigua”

Nel magazzino del Palacongressi, affidato all'associazione Insieme Sociale, la commissione vigilanza in sopralluogo, ha trovato derrate e beni di prima necessità. Enea D'Alonzo, ha pubblicato dopo il sopralluogo, alcune foto della merce sul social. Passeggini, prodotti per l'igiene e pasta scaduta negli scatoloni accatastati che hanno fatto sorgere interrogativi ai consiglieri presenti.

Sul locale, ricorda la sig.ra Maria Galvani, responsabile dell'associazione Insieme Sociale, “ci è stato dato nel periodo del terremoto dell'Aquila nel 2009, dove abbiamo servito la popolazione aquilana in stretta collaborazione con la protezione civile nazionale nella sala consiliare del Comune di Montesilvano per circa 2 anni ed abbiamo proseguito come magazzini per la popolazione di Montesilvano.” E ancora, “Non abbiamo mai chiesto nulla al Comune né soldi, né aiuto sui beni”.

Dopo essere intervenuta sul social nel post di D'Alonzo, precisando il nome, riferisce al telefono, di essersi recata dai Carabinieri di Montesilvano e l'intenzione di sporgere denuncia-querela per diffamazione, “per non essere stata menzionata nel post, non vedo il motivo di non dire apertamente il nome dell'associazione?” E spiega, “visto che lui conosce bene le persone che ci operano con serietà e onestà da circa 15 anni.” Tiene poi a sottolineare: “Siamo un'associazione Anas (associazione nazionale azione sociale), collaboriamo con il tribunale sorveglianza”. Riguardo alla merce, risponde: “è donata dalle famiglie, noi prepariamo i pacchi e li spediamo dove serve, dove richiesti.” Scioglie i dubbi maggiori, sulla pasta scaduta: “2 bancali ci sono stati dati, e in mezzo c'era quella scaduta, vediamo se idonea per gli animali o buttarla”. E tutto il materiale dell'associazione “è stato momentaneamente messo lì visto che l'associazione ha dovuto restituire i locali in via Calabria al Comune come d'accordi presi, in attesa di una nuova sede. Quindi per questo motivo il locale si trova in piena confusione visto che il trasloco è stato fatto in pochi giorni e meno di una settimana fa non c'è stato tempo di metterlo a posto.”

Tutti si chiedono che fine farà la merce. Sembrerebbe, secondo voci di corridoio, che alcune associazioni siano pronte a collaborare con l'amministrazione per ripulire il magazzino. Altri propongono di fissare un termine per permettere di portare via quello che è stato definito “un caravanserraglio di roba”.

Galvani fa sapere: “Noi non togliamo niente”.