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Giovedì, 24 Novembre 2016 16:05

Referendum, prima di votare due domande su tasse lavoro

di Enrico Gambacorta

Due anni fa soldoni a Benigni per decantare la Costituzione e ora...emergenza cambiarla

 

 

La televisione pubblica invita gli italiani ad andare a votare. Vorrei però che prima fossero date due risposte in questo marasma generale di un'Italia drogata da un referendum che poco ha a che fare con la crescita, che non aiuterà i poveri, che non diminuirà l'enorme debito pubblico, anzi...., che non andrà incontro ai giovani senza lavoro, senza speranze e, cosa ancora più grave, senza quei valori che li aiuterebbero a sopravvivere.

La prima. Due anni or sono, in occasione del Natale, a Benigni è stata corrisposta una ingente somma di danaro pubblico per decantare agli italiani la bellezza della nostra Costituzione. Ora si dice che, per la sopravvivenza del paese, è indispensabile cambiarla ed in maniera sostanziale e corposa. Perché?

La seconda. Non sarebbe opportuno invece, essendo la più bella del mondo, applicarla? E mi riferisco all'art. 53 tuttora in vigore e che prevede il pagamento delle imposte (dirette o indirette che siano) in relazione alla possibilità di ciascuno ed in maniera progressiva. Perché, attualmente, si applica, solo molto parzialmente, alle imposte dirette e non a quelle indirette che rappresentano la maggior parte del gettito fiscale?



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